Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L’Unità e l’editoria. Lo specchio del Paese in crisi", di Carlo Buttaroni

In tutte le economie di mercato le imprese sono soggette alle leggi della domanda e dell’offerta. Chiudono e aprono, prosperano o falliscono, in base ai gusti dei consumatori, alla competitività del rodotto, alla concorrenza.Aquesti criteri, ineludibili, non si sottraggono le imprese editoriali come l’Unità stessa, perché i «mercati » non rispondono ai sentimenti, nemmeno quelli più nobili. E non conta quanta storia ci sia alle spalle, se le vendite calano e non c’è equilibrio fra entrate e uscite. Piaccia o no, questa è la ruvida legge dei mercati. Talmente ruvida che, in tutte le economie occidentali, un complesso sistema di norme ne disciplina il funzionamento. Le norme anti-trust, per esempio, tutelano la concorrenza, impedendo che le imprese pregiudichino la regolare competizione economica con abusi di posizione dominante e condizioni di monopolio. Ma c’è di più: le politiche pubbliche dei Paesi a economia di mercato si sono assunte il compito di contenerne gli eccessi, prevenirne gli squilibri e orientarne lo sviluppo, operando direttamente come attori economici e occupandosi di far crescere quei settori strategici sui quali …

"Naufragio e riscatto, metafora della storia d’Italia", di Marco Ferrari

Le grandi tragedie navali italiane hanno segnato un mutamento d’epoca. Siamo un popolo di naviganti e in epoca di comunicazioni rapide forse siamo rimasti tali. Le tragedie d’acqua segnano il nostro destino, marcano il nostro immaginario, alimentano la volontà di ripresa, elevano il senso di riscatto. È’ sempre stato così. E il dramma della “Concordia” sta a testimoniarlo. Non c’è un solo italiano che non si sia affranto e rammaricato per l’incidente del Giglio, quasi che quella nave simboleggiasse la nostra grandezza, il nostro prestigio, la nostra consapevolezza comune. Non a caso il premier Matteo Renzi, ieri a Genova, ha fatto scattare un senso d’orgoglio per l’impresa di portare il colosso del mare sulla banchine genovesi con una soluzione tecnica inedita e per le prospettive che si aprono per i porti italiani, per le costruzioni e le demolizioni navali. Come in un romanzo di Joseph Conrad il mare è la metafora della nostra misura di società e chi compie il viaggio all’inferno e ne ritorna vivo ha una considerazione nuova della solidarietà. È questo concetto …

"La mancanza di spirito costituente alla base dello scontro sulle riforme", di Mauro Megatti

Quindici anni fa, quando la parola d’ordine era federalismo, la modifica del Titolo V della Costituzione, realizzatasi in un’ottica di parte e di breve periodo, ha dato risultati deludenti: il riassetto delle autonomie territoriali, architettato in modo frettoloso e disorganico, ha creato numerose disfunzioni, delle quali ancora oggi paghiamo le conseguenze. Oggi, i temi che scaldano l’opinione pubblica sono il taglio dei costi della politica e il superamento del bicameralismo perfetto. Anche queste sono questioni importanti, come importante era darsi un assetto federalistico decente. Ma, oggi come allora, le modifiche a elementi portanti dell’impianto istituzionale del nostro Paese rischiano di venire forgiate dalla reattività dello scontro politico e dell’interesse di partito di breve termine. Va da sé che una discussione, anche accesa, su una materia così delicata non è solo scontata ma anche opportuna. Per questo sarebbe sbagliato giudicare negativamente il confronto, talora aspro, magari condito con iniziative forti volte a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui punti più controversi. Tutto ciò fa parte di un ritualismo di cui la democrazia non può fare a meno. …

"Tregua, l’ultima speranza", di Adriano Sofri

LA tregua e la pace sono due modi per così dire filosofici di immaginare e maneggiare il mondo. Non è detto che stiano in successione fra loro, così che la tregua preceda e prepari la pace. Spesso, sempre più spesso, la tregua sostituisce la pace, la rattoppa e si rassegna alla sua assenza. A unire comunque i due termini sta la dipendenza comune dalla guerra. Tregua e pace appaiono i due modi di opporsi alla guerra, e la guerra appare come la tentazione, se non la condizione, prevalente della convivenza umana. LE CRONACHE di questi giorni rinunciano a star dietro al fantasma della pace, e inseguono invece le peripezie delle tregue auspicate, mancate, firmate e violate: la spola di Kerry fra Egitto Israele e Palestina, gli appelli e gli orpelli telefonici attorno all’Ucraina, le cerimonie retoriche e diplomatiche ginevrine sulla Siria… Non si riesce a far rispettare una tregua di 5 ore, e si vorrebbe ottenere una pace? Ci si può spingere a pensare che la pace sia meno ardua che una modesta tregua, e …

"Se all’Europa manca la Francia", di Cesare Martinetti

C’era una volta un Paese che faceva l’Europa e quando il suo presidente prese per mano il cancelliere tedesco sui campi dove fino a qualche decina di anni prima i loro padri si erano sparati da trincee impastate di fango e di sangue (era il 1984) tutti capirono che la storia aveva davvero fatto un salto. Quel Paese appare oggi come il fantasma del suo passato. La Francia è incerta, lacerata, indebolita, incapace di interpretare il suo ruolo. Ma se è vero che l’Europa non dipende più da Parigi, è anche vero che è impossibile fare l’Europa senza. Wolfgang Schauble, ministro delle Finanze tedesco, l’ha detto chiaro e tondo in un’intervista di questi giorni a Les Echos e Handelsblatt con il collega francese Michel Sapin: «Noi sappiamo che riusciremo a far progredire l’Europa e soprattutto la zona euro solo se Francia e Germania esprimeranno soluzioni comuni… Dovremo trovare soluzioni comuni per 28 paesi, ma questo è possibile solo se Francia e Germania sono unite». L’insistenza di Schauble sottolinea per l’appunto il soggetto che manca in …

"Ma ora è tempo di valori comuni", di Michele Ciliberto

Come ci ha spiegato alcuni secoli fa un signore nato a Firenze, in politica sono necessarie sia la fortuna che la virtù. E non è detto che la virtù funzioni allo stesso modo in situazioni differenti: un uomo apparso virtuoso in una determinata situazione può rivelarsi inetto se viene meno il “riscontro” con il tempo. Sono insegna- menti, anzi principi, validi ieri come oggi. Il nostro presidente del Consiglio ne è un esempio. Ha saputo cogliere l’occasione offertagli dalla fortuna e l’ha rivolta a suo vantaggio. L’Italia, in uno dei momenti più tragici della sua storia do- po la costituzione dello Stato nazionale, cercava una parola e una prospettiva di speranza, sia a destra che a sinistra; e l’attuale presidente del Consiglio è apparso in grado di dirgliela, ottenendo così una straordinario credito da parte degli italiani, come hanno mostrato le ultime elezioni europee. Non è stato un risultato improvvisato o casuale, anzi. La virtù del presidente del Consiglio è consistita nell’aver percepito prima di altri l’esaurimento di una intera stagione della storia della Repubblica …

"Il footing dell’ostruzionismo", di Francesco Merlo

Che nel museo della rottamazione vada a finire anche l’ostruzionismo parlamentare non è un colpo di stato ma una festa di liberazione. Dopo sessant’anni infatti la scienza del perdere tempo, dell’imbrigliare per imbrogliare, dell’emendare per impantanare non è più un’arma in difesa dello Stato di diritto e delle istituzioni. L’OSTRUZIONISMO non è più la reazione estrema ma nobile alle violazioni delle libertà personali, alle leggi-truffa, ai soprusi della polizia di classe, a tutte le mille diavolerie antidemocratiche della Prima repubblica. E che non sia in gioco la democrazia, che la decisione di contingentare i tempi per votare al più presto la riforma del Senato non sia né un attentato alla Costituzione né un anticipo di autoritarismo lo si capisce dal tono scanzonato e irreale di quel corteo di protesta che al grido grillesco rilanciato via Facebook “dittatura dittatura, così uccidono la democrazia”, ieri si è incamminato dal Senato verso il Quirinale. Più che una marcia, sembrava un footing dietetico, ovviamente legittimo come protesta pacifica, ma certo era paradossale vedere i fanti della democrazia liquida difendere …