"Nelle mani di Napolitano", di Carlo Galli
Se, dopo le dimissioni che Berlusconi si è impegnato a rassegnare oggi, l´Italia sarà traghettata verso una condizione di minore insicurezza lo dovrà a Giorgio Napolitano. Che si è assunto il compito di guidare con responsabilità e prudenza, ma anche con fermezza, la transizione da un´eccezione a un´altra, fino alla normalità. Cioè di gestire l´eccezione con stile e con finalità opposte a quelle del premier. Dentro il cui partito, invece, sta crescendo la ribellione contro la normalizzazione per perpetuare fino all´ultimo l´anomalia berlusconiana: con il rischio di far saltare l´unica chance di salvezza dell´Italia dal baratro finanziario. Lo stato d´eccezione è stato il modo con cui Berlusconi ha governato: la forzatura delle norme e delle forme costituzionali, l´attivazione di uno scontro costante con la magistratura, la sollecitazione di un conflitto ideologico, modellato sul rapporto amico-nemico, tra maggioranza e opposizione. La politica doveva esprimere la propria energia al di fuori delle istituzioni: le elezioni non servivano a eleggere una maggioranza ma a fondare il rapporto carismatico fra il Capo e il suo Popolo; un rapporto che …
