Tutti gli articoli relativi a: attualità

La trincea del banchiere "Solo la Bce può decidere", di Massimo Giannini

Dalla commedia di Palazzo Koch alla farsa dell´Eurotower. Dopo aver gestito in modo penoso il “dossier” della Banca d´Italia, il governo sta gestendo anche peggio la «pratica» della Banca Centrale Europea. «Lorenzo Bini Smaghi si deve dimettere», ripete pubblicamente e ossessivamente Berlusconi, davanti agli allibiti partner europei e agli addomesticati microfoni di Canale 5. Il presidente del Consiglio non fa mistero della sua frustrata indignazione, per un caso che mette ancora una volta in cattiva luce l´Italia e inasprisce i già compromessi rapporti con la Francia. Ne parla a tutti. Meno che al diretto interessato. Bini Smaghi, infatti, per ora va dritto per la sua strada. «Non mi ha chiamato nessuno, non ho parlato con nessuno. Dunque, non ci sono novità». E invece almeno una novità c´è. È importante, perché rappresenta plasticamente l´anomalia del caso italiano. Ma non è risolutiva, perché alla soluzione del rebus manca ancora il contributo chiave del premier. La novità è la solita: di fronte alla conclamata latitanza del capo del governo (impegnato a raccontare barzellette agli stati generali del Commercio …

«Per vincere bisogna capovolgere l’impianto di Berlusconi», intervista a Vasco Errani di Simone Collini

Mi sembra evidente che il governo è dimissionato dai fatti – dice il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani – dalla sua incapacità di dare risposte vere al problemadella crisi e di impostare una strategia per rilanciare il Paese. Come la lettera all’Ue ne è prova la battuta sbagliata di Berlusconi sull’euro». Guardando all’impianto della lettera all’Ue, qual è secondo lei l’obiettivo del governo? «Dividere il Paese. Avendo di fronte la possibilità di un ampio raggio di interventi, il governo ha scelto il terreno ideologico: licenziamenti più semplici. È la strada opposta rispetto all’ accordo tra le parti sociali del 28 giugnoe a ciò che servirebbe, cioè un sussulto di unità per il bene del Paese». Secondo lei, quale sarebbe il motivo di questa scelta? «Il fatto che questo governo è prigioniero di se stesso. Ha continuato a dire che andava tutto bene e non si è mai occupato dei problemi dell’occupazione, delle politiche industriali, della questione dell’equità. Il governo è andato avanti per tre anni così e ora non ha nessuna possibilità di …

"Un Paese che dimentica il futuro", di Gianni Riotta

L’Italia comincerà a vendere titoli di Stato anche su internet, con una campagna pubblicitaria ad hoc, a partire dalla primavera 2012. Il successo di analoghe iniziative di banche private (Mediobanca tra le altre) spinge online il ministero del Tesoro, impegnato l’anno venturo in un safari a caccia di 250 miliardi di euro, per sostenere il famelico debito dei 1900 miliardi. Sembrerebbe una notizia positiva, anche le nuove tecnologie mobilitate per salvare il Paese e l’euro, se non cadesse, nelle stesse ore, l’occhio sul Punto D, della «Lettera di intenti» che il governo ha inviato all’Unione europea promettendo riforme strutturali contro la crisi e per la crescita. Il Punto D si ammanta di un titolo cruciale «Sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione», è lungo appena 16 righe, e non ha il tono un po’ da vecchio notaio del resto del documento, tra un antiquato «Resesi» e un burocratico «Efficientamento». Il «sostegno all’imprenditorialità» è replica dell’agenda proposta dal 2008, ma la vera sorpresa – negativa – è sull’«innovazione». Perché delle 16 righe non una, anzi neppure una parola, è …

"Una proposta indecente Anche contro le imprese", di Luigi Mariucci

Ma l’obiettivo del governo potrebbe essere un altro: mascherare dietro la liberalizzazione dei licenziamenti la facoltà di espellere i lavoratori scomodi, i sindacalizzati, gli usurati e le lavoratrici-madri C’è da chiedersi quale sia il senso e l’utilità delle misure di liberalizzazione dei licenziamenti per motivi economici annunciate dal governo nella lettera alla UE. Per prima cosa va sgombrato il campo dall’alibi costituito dal «celo chiede l’Europa». Da dieci anni la politica delle destre in Italia si è trincerata dietro questo alibi, fin dal libro bianco del 2001: il risultato è che è cresciuta enormemente la precarizzazione del mercato del lavoro, che colpisce soprattutto i giovani e le donne, mentre nonè stato scalfito alcun reale privilegio corporativo e non si è attivato nessun strumento di sostegno al reddito e di avviamento al lavoro per i soggetti esclusi dal mercato del lavoro, alla faccia della c.d. flexsecurity. Dietro lo schermo della liberalizzazione delle assunzioni si sono invece rafforzati i meccanismi familistici quando non clientelari: le “conoscenze” e le “raccomandazioni” restano lo strumento più diffuso per trovare lavoro. …

E Prodi spara ad alzo zero "La smetta di dire stupidaggini i suoi giudizi sono una follia", di Goffredo De Marchis

Per il premier che ha portato l´Italia nell´euro, per l´ex presidente della Commissione europea che ha allargato l´Europa le parole di Berlusconi sulla moneta unica sono quasi un affronto personale. Qualcosa che va oltre la politica e l´analisi. Infatti Romano Prodi non si trattiene e durante la conversazione sbotta: «Siamo alla follia, Berlusconi la smetta di dire stupidaggini». Il presidente del Consiglio avrebbe potuto lamentarsi dei ritardi del Vecchio continente nel costruire una governance forte, delle debolezze strutturali di una straordinaria avventura. Ma no, il Cavaliere se l´è presa con l´euro. «Cioè con la più grande conquista dell´Unione insieme all´allargamento», ricorda Prodi. «Provi a spiegare agli italiani perché l´euro va su e i nostri Btp vanno giù». Sono i commenti di un europeista convinto, quelli del Professore. Lui, che ha voluto l´ingresso dell´Italia nella moneta comune a prezzo di molti sacrifici (l´eurotassa, in parte restituita), che ha legato all´euro la stagione migliore del centrosinistra nell´ultimo quindicennio a detta degli stessi protagonisti di quella e di altre stagioni. «Siamo davvero alla follia», ripete. «È chiarissimamente nella …

Licenziamenti, Fassina: "Nostre proposte alternative a misure regressive Governo"

“E’ incredibile che in un tornante storico segnato da una pesante caduta della domanda aggregata, da una capacità produttiva inutilizzata pari a circa il 50% e da una drammatica emorragia di lavoro per padri e figli si insista, in nome di un’ideologia fallita e di interessi materiali miopi, sulla ulteriore facilitazione dei licenziamenti come via per la crescita”. Lo afferma Stefano Fassina, responsabile economico del Partito Democratico che oggi ha partecipato alla manifestazione indetta dallo SPI-GCIL e dalla UIL-funzione pubblica. “L’effetto reale che si avrebbe – continua Fassina – sarebbe un’ulteriore precarizzazione del lavoro, l’ulteriore indebolimento delle organizzazioni sindacali e del potere negoziale dei lavoratori, l’ulteriore compressione delle retribuzioni, l’ulteriore aumento delle disuguaglianze di reddito, ricchezza e opportunità e l’ulteriore recessione e aumento del debito pubblico. Contro la precarietà, il Pd nell’Assemblea Nazionale di Maggio 2010 e alla Conferenza per il lavoro del Giugno scorso a Genova, ha approvato un impianto culturale e specifiche soluzioni alternative alle misure contenute nella lettera del Governo Berlusconi al Consiglio Europeo. Per ricostruire la dignità della persona che lavora …

"Pronti alla sfida di governo, io in campo per la premiership", Intervista a Pier Luigi Bersani di Barbara Jerkof

“Primarie di centrosinistra, poi patto di legislatura con il centro. Il lavoro con Vendola, Di Pietro e socialisti è avanti: per garantire credibilità a vincolo di maggioranza in Parlamento”. Pronti ad affrontare la sfida del governo. che sia ora con un esecutivo di transizione, o che sia dopo elezioni anticipate. Perché una cosa è certa. avverte Pier Luigi Bersani, così al 2013 non ci si arriva. Il segretario del Pd traccia la sua road map: primarie di centrosinistra dopo aver stretto un accordo «di credibilità» con Idv, Sel e Psi, che metta al riparo dagli errori del passato sulla tenuta della coalizione attraverso precisi meccanismi parlamentari (un vero e proprio vincolo di maggioranza nei gruppi parlamentari); e apertura ai moderati con un patto di legislatura. Obiettivo: «Ricostruire il Paese» dopo il ventennio berlusconiano. Chiarendo che. quando sarà il momento di scegliere dal basso il candidato premier. il candidato del Pd sarà lui. Segretario, lei ha definito il documento d’intenti del governo alla Ue come «merce usata», mai sindacati prendono la parte sui licenziamenti molto sul …