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Napolitano: "A Barletta sciagura inaccettabile Ora accertare con rigore le responsabilità", da repubblica.it

Il capo dello Stato esprime solidarietà alle famiglie delle vittime del crollo e torna sulla piaga degli incidenti sul lavoro. Sollecita ancora una volta “a tenere sempre alta la guardia”. Schifani: “Fare chiarezza”. Vendola: “Non si devono accettare queste morti”. La Regione Puglia stanzia 200 mila euro. “L’inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l’accertamento rigoroso delle cause e delle responsabilità, e soprattutto l’impegno di tutti, poteri pubblici e soggetti privati, a tenere sempre alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e vigilanza”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna sul tema degli incidenti sul lavoro e lo fa con toni ancora una volta molto duri in un messaggio al sindaco di Barletta, dove ieri quattro operaie e la figlia dei titolari di un maglificio sono morte nel crollo di una palazzina 1. Profondamente colpito dal tragico bilancio della sciagura, Napolitano ha espresso al sindaco Nicola Maffei, “sentimenti di commossa e affettuosa partecipazione al dolore delle famiglie …

"Crolli ripetuti disastri annunciati", di Mario Tozzi

Chi avrà il coraggio di guardare negli occhi i sopravvissuti al crollo di Barletta e i parenti delle vittime? Con quale faccia qualcuno si permetterà ancora di parlare di fatalità o di destino? Mentre si sta ancora scavando a mano, e le cause non sono state messe in luce, una cosa è certa, crolli e cedimenti degli edifici sono una tragica regola sul territorio italiano e non si fa nulla per prevenirli. Ma questo è proprio il momento di insistere, tanto per cominciare perché si vada fino in fondo a quanto testimoniato in quel ventre molle e fatiscente della città della disfida. Cioè che il crollo era annunciato da segnali premonitori pesanti come scricchiolii e allargamento di crepe e fratture. Ma questi crolli sono sempre annunciati, perché spesso causati da interventi mal congegnati o in malafede, figli della bulimia costruttiva del nostro Paese e della speculazione, quando non da piogge torrenziali o frane. Anche qui, dove una parte della comunità cittadina teneva faticosamente in piedi la memoria di quel tragico crollo del 1959, quando 58 …

"La vita è il costo del tuo lavoro. Lettera a un'operaia che muore", di Edoardo Nesi

ll costo del tuo lavoro è la vita. La tua vita. Sei un’operaia e vai ogni giorno a lavorare in uno scantinato. Lo scantinato è un opificio. Una maglieria. Tu confezioni maglie. Un giorno cominci a sentire strani rumori che non hai mai sentito prima.Sono come dei gemiti, degli scricchiolii. Non vengono dalla strada vicina, o dalle macchine davanti alle quali lavori. Vengono dalle mura del palazzo. Ti chiedi cosa possano voler dire. Non puoi accettare che siano ciò che pensi. Ti dici che forse è normale sentire degli scricchiolii, in un palazzo così vecchio. E continui ad andare a lavorare. Ogni giorno. Ti chiedi se non dovresti parlarne con qualcuno. Coi sindacati, coi vigili. Con la polizia. Coi carabinieri. Ma non lo fai. Ti scordi di farlo. Preferisci scordarti di farlo, forse. Ogni giorno vai avanti, e torni lì, a lavorare. Perché devi. Devi pagare la spesa, i vestiti dei bambini, il mutuo. Continui a lavorare. È quello che fai, che hai sempre fatto. Lavori sepolta in uno scantinato per combattere la concorrenza di …

Boom delle pensioni di anzianità. «I lavoratori statali scappano via», di Marco Ventimiglia

Si vuole una cosa e succede esattamente l’opposto. Con un governo che funziona non dovrebbe mai accadere, specie su un argomento delicatissimo come le pensioni; quando c’è di mezzo l’esecutivo Berlusconi l’esperienza insegna che tutto è possibile, anche se nel caso in questione il pressappochismo rischia di generare ulteriori aggravi sulle malmesse casse dello Stato. Infatti, l’Inpdap ha reso noto ieri che è in corso un autentico boom delle pensioni d’anzianità tra i lavoratori statali. In particolare, nei primi nove mesi sono salite del 34,2%, passando da 39.477 a 52.973. Nel complesso le nuove pensioni sono aumentate del 5,27% passando dalle 71.953 dei primi 9 mesi del 2010 alle 75.743 dei primi nove mesi del 2011, ed a controbilanciare il forte aumento dei trattamenti d’anzianità c’è stato il calo delle pensioni di vecchiaia, di quelle di inabilità e del cosiddetto “part time” (si va in pensione di anzianità ma si continua a lavorare). TIMORI CRESCENTI Quanto all’aumento di persone che hanno lasciato l’amministrazione in età anticipata rispetto alla vecchiaia, la spiegazione sta soprattutto in quanto …

"L´ultimo strappo di Marchionne", di Massimo Giannini

Il divorzio tra Fiat e Confindustria si è dunque consumato. Sergio Marchionne, l´Amerikano, viola anche l´ultimo tabù, e porta il Lingotto fuori da Viale dell´Astronomia. Cioè fuori dal luogo fisico, ma anche istituzionale e sociale, dove la Fiat era sempre stata dal 1910, dai tempi del senatore Giovanni Agnelli fino a Vittorio Valletta e poi all´Avvocato. Lo «strappo», anche solo per questo, si può davvero definire storico. Per un secolo Fiat e Confindustria sono state una cosa sola. La prima sceglieva i presidenti della seconda. Un unico, vero Potere Forte, che condizionava i governi e ne orientava le politiche. Questa «cinghia di trasmissione» subì una prima rottura con l´elezione di Antonio D´Amato nel 2000, sull´onda di una Vandea dei «piccoli padroncini» che Agnelli patì e salutò a modo suo, con una delle frasi che resteranno negli annali della Repubblica: «Hanno vinto i berluschini». Ma undici anni e molte polemiche dopo, c´è voluto il super-manager italo-svizzero-canadese a compiere la rottura definitiva. Una rottura che, al di là della portata simbolica, ha un profondo significato politico ed …

"La mitezza e i limiti della politica: un esempio", di Giorgio Napolitano

Debbo dire che mi era completamente sfuggita la pubblicazione, nel 2009, del libro di Mino Martinazzoli (con Annachiara Valle). Uno strano democristiano. D’altronde, l’autore di certo non aveva fatto nulla per promuovere quel suo libro di «ricordi» presentati, nel modo spoglio e riduttivo che gli era proprio, come «nient’altro che vaghe spigolature, ormai consumati nel loro tempo».L’ho letto e ne scrivo ora che Martinazzoli non c’è più, e ne scrivo non solo per colmare una mia disattenzione né solo per la stima e l’amicizia da cui fummo legati, ma perché mi ha fortemente colpito. E la ragione è presto detta: in questo libro si ritrova nella sua interezza e coerenza una figura singolare e rilevante di protagonista della vita pubblica italiana, e insieme una rappresentazione genuina, coraggiosa, non scontata, di due decenni cruciali, quelli nei quali si avviò a conclusione e si chiuse una intera fase storica dell’Italia repubblicana. Vengono messi a fuoco nel libro fatti ed episodi — anche per aspetti inediti — che Martinazzoli visse in prima persona; ed emergono i tratti di …

Il Nobel ai nuovi "cacciatori di microbi", di Eugenia Tognotti

C’è un libro, letto da bambino, che ha avuto una parte fondamentale nella scelta dell’immunologo Bruce Beutler – il più giovane dei tre scienziati insigniti ieri del premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina – di dedicarsi all’ambito di ricerca che lo ha portato a cercare «i guardiani della risposta immunitaria con cui l’uomo e altri animali si difendono contro l’attacco di batteri e altri microrganismi». Si tratta di un classico, «I cacciatori di microbi», pubblicato per la prima volta nel 1926 e scritto dal batteriologo statunitense, Paul de Kruif, il quale, attraverso le biografie scientifiche di undici scienziati – tra cui Lazzaro Spallanzani, Louis Pasteur, Robert Koch – ricostruisce l’epopea della batteriologia e le scoperte del ruolo dei germi nelle malattie infettive. L’interesse per i microbi e per il loro terrificante potere distruttivo – ha raccontato, qualche tempo fa, Beutler in un’intervista – riguardava, naturalmente, l’altra faccia della medaglia: la complessità e la straordinaria perfezione e bellezza del sistema immunitario, che si è evoluto per difenderci contro i microbi, ma non solo. Per …