Tutti gli articoli relativi a: attualità

"I mercati in allarme paura di un’eurocrisi la terapia d’emergenza non sta funzionando", di Federico Rampini

Quando i risparmiatori sono pronti a prestare alla Repubblica federale tedesca per due anni, senza chiedere interessi. Si separano dai propri soldi, li prestano a uno Stato (sia pure solido e affidabile), sono disposti a recuperarli solo due anni dopo, e senza averci guadagnato proprio nulla. Com’è possibile? Cosa c’è dietro? Le crisi europee arrivano d’estate: 2011, 2012, e adesso 2014? Il minimo storico segnato in questi giorni dai titoli di Stato tedeschi ci riporta indietro quasi ai livelli della primavera/ estate 2012, uno dei momenti più terribili per l’eurozona, quando diversi paesi della periferia sembravano sull’orlo della bancarotta. Ora non c’è all’orizzonte il default di uno Stato sovrano. La notizia che ieri ha diffuso paura sui mercati globali: il possibile crac di una banca portoghese, l’Espirito Santo. Ma davvero? Stiamo parlando di una piccola banca in un piccolo paese, come può trascinare al ribasso le Borse da New York a Shanghai? In realtà i guai dell’Espirito Santo sono poca cosa, l’albero che nasconde la foresta, o forse un pretesto: dietro c’è una crisi ben …

"Che cosa significa quel voto sul Senato", di Stefano Menichini

Da una parte c’è il voto di una commissione parlamentare, solo il primo, su un testo di legge che dovrà avere ancora molti passaggi. Dall’altra ci sono correzioni in peggio di previsioni economiche che riaprono scenari inquietanti: manovre correttive, aumenti di tasse, pesanti tagli di spesa (tutte ipotesi ieri scartate seccamente dal presidente del consiglio). Le due dimensioni non sembrano paragonabili, quanto a impatto sulla realtà italiana. Un percorso di auto-riforma della politica, per quanto atteso e apprezzato, suonerà sempre distante dalla condizione di famiglie e imprese rispetto ai conti che non migliorano e ai consumi che non ripartono. Oggi molti commentatori rimarcheranno il contrasto e lo metteranno a carico del governo, provando a sminuire il successo della prima approvazione della riforma costituzionale che mette fine al bicameralismo in vigore dal 1947. Non è una contraddizione alla quale si possa rispondere facendo spallucce: i dati economici sono veri e preoccupanti, le previsioni sul Pil vanno riviste al ribasso con le conseguenze del caso, Padoan ne ha parlato con Napolitano. Renzi però ha un ragionamento semplice …

"Ecco il nuovo Senato: cento membri, niente fiducia ma eleggono il Colle" (di g.c.)

Il traguardo è vicino. Oggi pomeriggio la riforma del Senato approda in aula, anche se ieri sera la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama non ha votato la fine del Senato elettivo. Lo farà stamani: garantisce il capogruppo dem Luigi Zanda. Serrati i tempi, come voleva Renzi. Lunedì dibattito no-stop dalle 11 alle 22, mercoledì già si comincia a votare. Intanto in commissione via libera a due emendamenti che cambiano il quorum per l’elezione del capo dello Stato e il numero di firme necessarie per il referendum popolare. Passano cioè da 500 mila a 800 mila. I Radicali protestano: «È contro la democrazia». Il “patto del Nazareno” tra Renzi e Berlusconi tiene, nonostante tutti i malumori. A finire ko sono le opposizioni e i “frondisti” del Pd e di Forza Italia. Avevano chiesto più tempo per il dibattito, uno slittamento di almeno una settimana. Non l’hanno ottenuto. Vogliono il Senato elettivo. Ma la forma della futura Camera delle autonomie prevederà che ciascuna regione non abbia meno di due senatori e il restante dei seggi saranno …

“È la collera che distrugge la democrazia”, di Fabio Gambaro

Le minacce che insidiano dall’interno la democrazia sono a volte più pericolose degli attacchi esterni. Per Ambrogio Lorenzetti, ciò era evidente già nel 1338, l’anno in cui dipinse a Siena il celebre affresco del “buon governo”. Lo ricorda oggi lo storico Patrick Boucheron in un libro affascinante che in Francia sta riscuotendo l’elogio unanime del pubblico e della critica: Conjurer la peur (Seuil, pagg. 288, euro 33), un denso saggio “sulla forza politica delle immagini” che parte proprio da un’originale e dettagliata analisi dell’opera con cui il pittore senese mise in guardia contro gli Effetti del buono e del cattivo governo in città e in campagna. Secondo lo studioso francese, professore di storia medievale alla Sorbona, l’insegnamento dello straordinario affresco è ancora oggi di grandissima attualità, specie alla luce delle ultime elezioni europee e dei risultati del Fronte Nazionale di Marine Le Pen. Pur essendo stato dipinto quasi sette secoli fa, il lavoro visionario di Lorenzetti continua a dirci qualcosa sui rischi che corre la democrazia e sulla necessità di difenderla. «Nell’affresco del buon governo, …

"Una svolta dopo l’era Olli Rehn", di Paolo Soldini

Un socialista al posto che fu di Olli Reh,I il cerbero della disciplina di bilancio in formato austerity Quella che fino all’altra sera poteva parere un’ipotesi da fantascienza, è diventata una prospettiva concreta ieri, dopo che Jean-Claude Juncker l’ha evocata davanti all’assemblea degli eurodeputati del gruppo Socialisti&Democratici suscitando legittima (e piacevole) sorpresa ma anche parecchie domande. Se il candidato alla presidenza della Commissione ha ritenuto di potersi sbilanciare affermando chiaro e tondo che il commissario agli Affari Economici e Monetari «sarà un socialista» (del quale circola già il nome: quello del francese Pierre Moscovici), significa due cose: la prima è che ha parlato sulla base di un qualche accordo predefinito. Non ha detto, infatti, «io proporrò un socialista». Non ha espresso un proposito: ha dato una notizia. La seconda cosa è che non teme defezioni di rilievo tra le file dei popolari quando,tra sei giorni, dovrà sottoporsi al voto (segreto) del Parlamento. Non che la fronda della destra del gruppo possa essere determinante, visto che per lui voteranno comunque i socialisti, i Verdi e i …

"Non mi pento di nulla, rifarei tutto", di Giovanni Egidio

«Dove ho sbagliato? Non lo so, non chiedetemelo oggi. So però che c’è una sentenza di condanna in appello, e so che le sentenze si rispettano, anche politicamente. Quindi, me ne vado. Con enorme amarezza, penso possiate capirlo, ma me ne vado». Alle 14 e 40 i giudici escono dalla camera di consiglio e leggono il dispositivo che infligge un anno di pena a Vasco Errani per “falso ideologico”. Nemmeno un’ora dopo, alle 15 e 30 esce il comunicato della regione a firma del governatore: “Mi dimetto ma rivendico la mia onestà”. Lui è a Ravenna e da lì non si muoverà per tutto il giorno. Ma non è una decisione che nasce nel salotto di casa, nulla viene dettato di getto. «Chi mi conosce lo sapeva, e penso che ormai mi conoscano in tanti. Se c’era la condanna ero pronto a lasciare, questo era chiaro e deciso da tempo». Dimissioni irrevocabili, ovviamente, e pronte nel cassetto. «Non farò come Formigoni » aveva detto agli amici già nei mesi scorsi. Per questo non tornerà indietro, …

"Grandi Opere con la crisi calano investimenti e proteste", di Valentina Conte

Si protesta meno perché si investe meno. Per la prima volta da nove anni, da quando cioè il fenomeno viene monitorato, gli impianti contestati sono diminuiti. Una buona notizia? Non proprio, a sentire gli esperti del Nimby forum. Anzi. Ad invertire la tendenza non sono né un improvviso cambio culturale, né un rinato confronto territoriale. Tantomeno lo snellimento burocratico. Piuttosto il calo degli investimenti, dovuto alla recessione, ma anche alla crisi “di affidabilità e reputazione dell’Italia”. Un paese in cui è difficile aprire una fabbrica, fare una strada, scavare un tunnel, mettere una pala eolica senza incappare nella burocrazia asfissiante, nei veti della politica, nel gorgo dei permessi, nelle sospensive dei Tar, nelle liti tra enti locali e Roma. E certo anche nelle proteste dei cittadini, spesso però lasciati soli. I dati che oggi il Nimby forum – un progetto di ricerca attivo dal 2004, promosso dall’associazione no profit Aris – presenterà a Roma, nel suo IX osservatorio, raccontano dunque un’Italia meno litigiosa. Certo, lo sviluppo di infrastrutture energetiche, viarie e per il trattamento dei …