Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Oggi l’Iva, domani il condono", di Raffaella Cascioli

Tra i deputati della maggioranza cresce l’ipotesi di un intervento tombale su edilizia e tasse. Sarà ancora il fisco il piatto ghiotto dell’inevitabile manovra che da qui a qualche settimana il Tesoro si accinge a varare nella legge di stabilità perché quella appena approvata e illustrata ieri dal ministro Tremonti all’Ecofin è già insufficiente? Difficile a dirsi, ma, nel giorno in cui scatta l’aumento dell’aliquota Iva dal 20% al 21%, è quantomeno singolare che non si escluda nella maggioranza la possibilità di un ricorso al condono. Anzi, molti segnali vanno proprio in questa direzione. Non solo perché si tratta di un modo rapido per fare cassa, ma anche perché nelle ultime settimane sono molte le pressioni in tal senso emerse all’interno del Pdl. Pdl e non solo, visto che la Lega teme di non riuscire più a rinviare un intervento massiccio sulle pensioni con l’abolizione tout court di quelle di anzianità. C’è chi, anche tra i lumbard, sarebbe disposto a chiudere un occhio sul condono pur di evitare misure ben più dolorose. Se infatti il …

"Tre domande sul conflitto con la procura", di Carlo Federico Grosso

Gli avvocati Longo e Ghedini hanno annunciato, ieri, che Berlusconi non si farà interrogare come persona offesa nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta estorsione realizzata ai suoi danni. I due legali sostengono che il premier dovrebbe essere, al massimo, sentito come imputato in un procedimento connesso o collegato (Rubygate). E quindi, a loro giudizio, con l’assistenza dei difensori. La Procura di Napoli ha fatto sapere che non vi sono le condizioni perché egli possa essere considerato imputato in un procedimento connesso, e che egli dovrà pertanto presentarsi, in quanto persona offesa da un reato, come una normale persona informata sui fatti e rendere testimonianza senza nessuna assistenza e che, ove egli dovesse rifiutare di presentarsi, sarebbe giocoforza procedere alla richiesta di un suo accompagnamento coattivo. Un nuovo conflitto fra Berlusconi e Procure, dunque. Su quali presupposti tuttavia, e perché? Apparentemente il presidente del Consiglio non dovrebbe, infatti, avere difficoltà a presentarsi davanti ad una Procura che lo ha individuato come vittima di un reato e, dicendo il vero, contribuire a ricostruire la verità dei fatti perpetrati a …

"Il cavaliere risponda", di Ezio Mauro

Mentre il governo è assente di fronte ad una crisi finanziaria senza precedenti, e Napolitano invita ogni italiano ad assumersi le sue responsabilità, dalle inchieste di Napoli e di Bari emerge un premier impegnato quotidianamente ad organizzare una rete di prostituzione di enormi dimensioni: una questione tutt´altro che privata, poiché le carte dimostrano che i fornitori vogliono essere pagati attraverso gli appalti e gli incarichi di Stato – quindi col denaro pubblico – mentre il capo del governo è oggetto di un ricatto permanente che gli costa tempo e denaro, lo rende disponibile a tutto e dunque lo priva della sua libertà. Invece di giustificare questa ragnatela di abusi che sta imprigionando la presidenza del Consiglio (dopo averle già tolto ogni autorità) Berlusconi parla di “trappolone”, “spionaggio sistematico”, “aggressione” per arrivare a un “ribaltone”, e invita gli italiani alla rivolta annunciando “io non mollo”. Sarebbe più utile che il premier spiegasse agli italiani alcune cose: perché ha tanta intimità con delinquenti e trafficanti? Perché si nasconde dietro schede telefoniche peruviane, come qualsiasi malfattore? Perché ripara …

"Manovra, sciopero dei Sindaci. In piazza anche quelli del Pdl", di Mariagrazia Gerina

Mancavano solo i sindaci della Lega. Ad eccezione dell’italoamericana Sandy Cane, prima cittadina a Viggiù, nel varesotto, che del veto posto da via Bellerio non si è curata: «L’avevo promesso ai miei cittadini che avrei partecipato alla protesta contro la manovra, non potevo tirarmi indietro: mi avrebbero sputato in faccia», dice, con il linguaggio diretto proprio del suo partito. Più diplomatico il sindaco di Milano Pisapia. Ieri, a Palazzo Marino, al consiglio comunale straordinario sugli effetti della manovradoveva partecipare il sindaco di Varese, Attilio Fontana, in rappresentanza dei sindaci lombardi, per il consiglio straordinario sugli effetti della manovra. E non è andato. «I sindaci della Lega hanno avuto un momento di riflessione per problemi interni, ma io credo che molti di loro ritorneranno nel fronte compatto dei sindaci per cambiare o il patto di stabilità o la manovra almeno prima della finanziaria». Unfronte vastissimo che nel giorno dello «sciopero in fascia tricolore» contro la manovra del governo Berlusconi va da Gianni Alemanno, in prima linea nella protesta contro le scelte della sua stessa maggioranza – …

"Caso Fassino-Consorte: Il gip chiede il processo anche per il Cavaliere", di Luigi Ferrarella

«È un’intercettazione che, se gliela diamo a Berlusconi, vince le elezioni». Non andò proprio così, ma quasi: la rimonta del centrodestra fin quasi al pareggio con Prodi alle elezioni del 2006 ebbe tra i propellenti la pubblicazione il 31 dicembre 2005 su Il Giornale, edito da Paolo Berlusconi, dell’intercettazione nella quale il non indagato segretario ds Piero Fassino il 18 luglio chiedeva «Allora, abbiamo una banca?» al n.1 di Unipol Giovanni Consorte, lo scalatore della Bnl poi bloccato dai pm per aggiotaggio. L’intercettazione non era depositata agli atti, e neppure trascritta o riassunta, ma esisteva solo come file audio nei pc della Gdf, dei pm, e dell’azienda privata «Research control system» che per i pm faceva le intercettazioni. Decisiva, nel 2010, è stata la confessione al pm Maurizio Romanelli proprio dell’amministratore di Rcs, Roberto Raffaelli, che tramite l’imprenditore Fabrizio Favata aveva agganciato Paolo Berlusconi, offertosi in cambio di 40.000 euro al mese di propiziare l’aiuto del premier per il progetto di espansione della Rcs in Romania. Raffaelli ammette d’aver trafugato e portato nella villa di …

"La valanga giudiziaria e le tensioni nel Carroccio aumentano le incognite", di Massimo Franco

Sebbene sia l’unica cosa che conta davvero, la manovra economica sembra oscurata: travolta dalla valanga di intercettazioni e di veleni che scorrono fra il presidente del Consiglio e la magistratura. L’interrogatorio di Silvio Berlusconi come presunta vittima di un ricatto sui suoi incontri con ragazze da parte di Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola, non ci sarà. Il premier lo rifiuta perché i magistrati della Procura di Napoli non si sono accontentati della sua memoria difensiva; e dunque si ritiene perseguitato. Non solo. La sua imputazione decisa ieri dalla magistratura di Milano per il caso Unipol e la notizia che sarebbero state registrate oltre 100 mila telefonate, acuisce i sospetti e la rabbia del capo del governo. Che effetto tutto questo possa avere sulla credibilità dell’Italia è prevedibile: negativo. Per capire l’eventuale impatto sui titoli di Stato italiani, invece, sarà necessario aspettare. Ieri il Financial Times rilanciava l’ipotesi di un prossimo declassamento dell’Italia. Eppure, non andrebbe considerato troppo «significativo», essendo frutto del «nervosismo dei mercati». Per ora i contraccolpi di quanto avviene si scaricano nel recinto …

"Roma vede i Rom solo come nomadi", di Navi Pillay*

All’epoca della mia visita in Italia, nel marzo 2010, i temi riguardanti i Rom dell’Europa Orientale erano prioritari. Oggi, la loro situazione sembra alquanto oscurata dal dramma di rifugiati e immigrati provenienti dal travagliato Nord Africa. Ma non per questo dovrebbero essere dimenticate le questioni attinenti ai diritti umani affrontate dai Rom. Durante la mia visita l’anno scorso, mi recai in due insediamenti Rom alla periferia di Roma. Il primo, in via Marchetti, era una baraccopoli non autorizzata. Il secondo, in via Candoni, era stato creato dalle autorità. In quell’occasione incontrai anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che mi garantì che i Rom avrebbero beneficiato del cosiddetto Piano per i Nomadi elaborato dal governo, attraverso il loro ricollocamento da insediamenti illegali a «campi» regolamentati. Manifestai la mia seria preoccupazione circa tali soluzioni, osservando che, in nome della sicurezza, il «campo modello» ufficiale, in via Candoni, era circondato da alti muri di cinta con torri di sorveglianza della polizia. Ciò non lo distingueva affatto da quello non autorizzato, altrettanto segregato, lontano dalla città, dalle opportunità di …