Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La tela di Penelope di un governo squalificato", di Eugenio Scalfari

I mercati non gradiscono. Nella seconda metà d´agosto, con gran parte degli operatori in vacanza, hanno accennato una ripresina. Adesso siamo di nuovo in piena turbolenza. Si muovono tutti insieme, da Tokyo e Seul alle piazze europee e a Wall Street. Ballano i titoli azionari e in particolare quelli bancari, ballano in Europa gli “spread” tra i debiti sovrani non affidabili e il “Bund” tedesco, ballano i tassi d´interesse e le quotazioni delle materie prime e dei beni-rifugio. La fiducia dei consumatori e dei risparmiatori nei confronti dei rispettivi governi è in caduta libera. I governi dal canto loro ce la mettono tutta per farsi sfiduciare e il nostro in questa poco commendevole gara è di gran lunga in testa. Forse conviene cominciare proprio da questo punto, cioè dal cortile di casa nostra che si è da tempo trasformato in una discarica d´immondizia i cui rifiuti si accumulano senza la minima prospettiva che possano sparire. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando ieri mattina in videoconferenza al “meeting Ambrosetti” di Cernobbio e rispondendo ad alcune …

La cultura è il petrolio italiano

La grande presenza di spettatori in una piazza del Popolo gremita è il principale segno dell’importanza reale e percepita del dibattito “La cultura per ripartire”. Intervengono Matteo Orfini responsabile per il Partito Democratico dell’area cultura e informazione, Massimo Ghini attore e doppiatore, Pietro Giovanni Guzzo archeologo ed ex incaricato della Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei, Livia Potolicchio Segretaria Nazionale Fillea CGIL, Arnaldo Colasanti scrittore e critico letterario, Nicoletta Robello attrice e regista teatrale. Coordina il dibattito Cristiano Bucchi. La discussione si apre con una battuta amara di Massimo Ghini: “la forza comica del provvedimento di incarcerare esclusivamente chi evade il fisco a partire dai 3 milioni di euro supera fortemente quella dei cinepanettoni. Se non succederà qualcosa di forte il paese resterà addormentato.” Orfini, in merito alla manovra economica rilancia: “Oggi è Sabato, speriamo che almeno la Domenica quelli del governo si riposino. Da giorni ormai c’è un escalation di provvedimenti sempre peggiori. La situazione è drammatica, il paese non è governato proprio nel momento in cui ha più bisogno di esserlo. Servono provvedimenti …

Uniamoci per il bene del Paese. L’Italia di domani con Ignazio Marino e Luigi De Magistris

A confrontarsi sul palco della sala dibattiti, accolti da un lungo applauso del pubblico, il senatore del Pd Ignazio Marino ed il sindaco di Napoli Luigi De Magistris dell’IDV, moderati dal giornalista Tommaso Labate de Il Riformista. L’appello di oggi del Capo dello Stato a ritrovare lo spirito di coesione nazionale per una manovra condivisa approvata in tempi rapidissimi, trova l’accordo del sindaco di Napoli “affinché prevalga il senso istituzionale”. Da primo cittadino ribadisce il suo “No ai tagli agli Enti locali” ed invita le forze di opposizione a “fare uno sforzo per cambiare la manovra perché colpisce i ceti medi e popolari, cioè le persone che danno tanto a questo Paese. Non vedo nulla nei confronti degli evasori e delle grandi rendite finanziarie” – aggiunge De Magistris – . Avanza anche proposte: “imposte su transazioni finanziarie, lotta all’evasione, lotta politica a partire dallo sciopero della CGIL”. “Parlando di manovra dovremmo chiederci di quale manovra perché ogni giorno cambia” – dice Marino. “E’ evidente che c’è il desiderio di colpire le persone oneste. Credo che …

"Visco: ero un innominabile ma ora Tremonti mi copia", di Tonia Mastrobuoni

Onorevole, il governo sta riesumando le misure «alla Visco». «Da una vita sono abituato ad avere ragione postumo, anche se non sono morto. Che vuol farci, la politica funziona così, con le emozioni. Se uno imposta un discorso razionale, serio, organico ed equilibrato su come bisogna fare una vera lotta all’evasione…». Perde le elezioni. «No, più che altro sia nel 1996-2001 sia nel 2006-8 ho rischiato di passare per persecutore, per matto. Sono stato attaccato non solo dalla destra che adesso ripropone a tozzi e bocconi le cose nostre. Ma sono stato isolato anche dai miei, da quella parte che si definisce “liberal”». Ci faccia indovinare. Si riferisce a Morando? «Non faccio nomi. Mi limito a dire che erano i liberal. È che per alcuni l’idea che le tasse debbano essere un’oblazione volontaria è talmente radicata. Adesso l’emergenza costringe addirittura la destra a fare la lotta all’evasione. Pensare che anche nel 2006-8 avevamo recuperato evasione come pazzi». Come Dracula lei ha avuto un discreto effetto deterrente. «È innegabile. A furia di descrivermi come terribile e …

"Cooperative: un motore economico che nemmeno il duce riuscì a distruggere" di Nicola Cacace

Come ha detto Marino, presidente di Confcooperative, «è il quarto intervento di spoliazione delle cooperative attuato da Berlusconi in pochi anni» (Avvenire 1 sett.), malgrado il successo della cooperazione anche negli anni di crisi, quando aumentava l’occupazione del 5,5% mentre l’occupazione nazionale si riduceva del 3%. Oggi la cooperazione è un motore di sviluppo e di coesione sociale, con 1,5 milioni di occupati, il 7% dell’occupazione e 127 miliardi di fatturato, l’8% del Pil. La cooperazione è andata in controtendenza anche rispetto al nanismo industriale, essendo nel decennio il peso delle GI coop (+ di 1000 occupati) passato dal 4% all’8% del totale occupazione nazionale. Ed oggi che il paese ha estremo bisogno di rilanciare la crescita, come chiesto anche da Bruxelles, Berlusconi tenta di realizzare un obiettivo perseguito da anni, colpire quelli che, stupidamente, considera avversari di classe. E lo fa con la motivazione che le cooperative «godrebbero di vantaggi fiscali rispetto alle società di capitale». Questi famosi vantaggi fiscali, che in sintesi si riducono ad un’aliquota del 10% sugli utili reinvestiti invece del …

"L'ideologia che ci governa", di Nadia Urbinati

Continuare come se nulla fosse successo nel frattempo, come se il crollo di fiducia nella politica della destra non ci sia stato, come se la sconfitta di Milano, che prima del 15 maggio sembrava impensabile al premier, sia stata un fatto assolutamente irrilevante. Come se la grande disobbedienza del 12 e 13 giugno sia capitata in un altro paese. Tutto ciò che prima sembrava determinante, una volta avvenuto è stato rubricato in fretta nel capitolo della cronaca antica. Siccome i cittadini non hanno votato a elezioni politiche, essi non hanno espresso alcun giudizio su questa maggioranza di governo quando hanno votato a favore di coalizioni di centrosinistra e quando hanno detto NO all´insistente suggerimento di Berlusconi di non andare a votare ai referendum. A leggere i giornali di questi giorni sembra che niente di nuovo ci sia sotto il sole italiano: il clientelismo con i quale si è cementata questa alleanza di governo mostra un altro spezzone del suo carattere sistemico, perpetrato con studiata intelligenza per distribuire incarichi proporzionalmente al nord come al sud, nelle …

«L’Italia è in pericolo, un nuovo governo o non ce la faremo», intervista a Pier Luigi Bersani di Simone Collini

Il segretario del Pd «Con questa manovra abbiamo la prova, l’esecutivo Berlusconi non è credibile. Allo sciopero della Cgil saremo presenti»
. In queste ore siamo a un punto di svolta, purtroppo drammatico». Pier Luigi Bersani parla mentre la Borsa chiude su un brutto -3,9%, mentre l’Ue esprime perplessità sulle misure anti-evasione e mentre torna a volare lo “spread” italiano, una parola che nelle ultime settimane purtroppo tutti hanno imparato a conoscere. «Questa manovra e questo governo non sono credibili. Siamo in piena emergenza e noi siamo disponibili ad assumerci le nostre responsabilità in Parlamento per cercare di migliorare le norme nel senso della credibilità, dell’equità e della crescita. Ma serve un cambiamento del quadro politico, altrimenti tutto è vano». Non è la prima volta che formula un simile ragionamento.
«È vero, noi diciamo ormai da oltre un anno che il problema politico è nel cuore stesso dell’emergenza economica e finanziaria, perché chi ci ha portato fin qui, sul fronte più esposto, non è in grado di dire al Paese che c’è una crisi e che c’è …