Tutti gli articoli relativi a: attualità

Paghi chi non paga mai

La “manovra alternativa” del PD contro la manovra depressiva e ingiusta della destra. La manovra del governo PdL-Lega Nord è sbagliata, depressiva, poco credibile e ingiusta. Scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E’ inoltre un intervento destinato a deprimere l’economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita. Il Partito Democratico ha presentato, venerdì 13 agosto, una contromanovra in 7 punti per offrire al Paese un’alternativa credibile, più efficiente, più giusta – deve pagare chi non ha pagato mai! – in modo che l’Italia possa voltare pagina e riprendere il suo cammino di crescita. Sulla base di questi primi ed altri elementi di proposta dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, il PD si rivolgerà alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli interventi del governo, a presentare gli emendamenti in Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica per …

"Il ceto medio che paga davvero", di Carlo Galli

La manovra economica non testimonia solo della riluttanza con cui il governo ha ammesso la crisi, né solo della cessione di sovranità, verso istanze esterne, che questo ritardo ha determinato. L´articolazione della manovra, che colpisce soprattutto il reddito fisso, contiene in sé anche un significato simbolico e politico. Ben chiaro a Berlusconi e ai giornali di destra, che piangono sul ceto medio tartassato anche da una imposta aggiuntiva per chi guadagna oltre i 90.000 euro l´anno (il reddito fisso di livello basso a loro non interessa). Si tratta in realtà di lacrime fuori posto, propagandistiche e vittimistiche, che distolgono l´attenzione dai veri soggetti colpiti (appunto, l´intero lavoro dipendente in quanto tale). Infatti, non tutto il ceto medio è tartassato: quel tetto è superato da ben poche persone fisiche, per nove decimi dipendenti pubblici e dirigenti aziendali. Il mondo delle professioni – molto vicino alla destra – è assente. Anche alla luce del dettagliato articolo di Maurizio Ricci di ieri, ciò significa, concretamente, che il nostro sistema fiscale non funziona e che è inattendibile, perché la …

"La rasoiata c'è, manca l'ambizione", di Fabrizio Forquet

La rasoiata (come l’ha definita il quotidiano dei vescovi Avvenire) c’è stata. Sarà stata la pressione della Bce, o magari l’ultima settimana nera di Piazza Affari che ha bruciato oltre 80 miliardi di euro, ma alla fine il Governo ha trovato lo scatto d’orgoglio per rafforzare la manovra di luglio. È l’ambizione, però, che è mancata. L’ambizione, e il coraggio, di trasformare un decreto correttivo d’emergenza in un provvedimento in grado di ridare anima e fiducia a una crescita economica che per l’Italia continua a restare un sogno perduto. Che la manovra segni una sterzata decisa nel segno del rigore è nei numeri di questa manovra. Una correzione in un anno di quasi 2,5 punti di Pil (e di un un altro 1,5 nell’anno successivo) è davvero un colpo da far «grondare sangue», secondo le parole dell’inedito presidente del Consiglio di questi giorni. Ma non è solo il saldo che conta. L’analisi delle misure per il prossimo anno (finalmente si può ragionare su interventi che diventano operativi in tempi rapidi) evidenzia come la correzione aggiuntiva …

Tracciabilità dei rifiuti Pd: «Prestigiacomo ora deve dimettersi»

La manovra cancella la tracciabilità delle imprese nel ciclo dei rifiuti. «Un regalo alle ecomafie», arriva a dire lo stesso ministro dell’ambiente. Ma Calderoli si è imposto: «Imprese felici». E l’opposizione vuole le dimissioni della Prestigiacomo. «Era una misura non voluta dagli artigiani e da tante imprese», liquida la questione, con poche parole, il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Più semplice di così? Con un colpo di spugna, inserito nella manovra, il governo cancella il Sistema di tracciabilità dei rifiuti, il cosiddetto Sistri. Le imprese – assicura lui – saranno contente. Ma anche le ecomafie, che prosperano sullo smaltimento illecito dei rifiuti, non hanno di che lamentarsi. E pazienza se la lotta alla illegalità che dilaga nello smaltimento dei rifiuti così diventa «un’operazione di facciata», come avvertono le associazioni ambientaliste, che giudicano «gravissime» le parole del ministroCalderoli. «Non si rende conto il ministro che dietro allo smaltimento illegale dei rifiuti c’è il drammatico fenomeno delle ecomafie e un gravissimo profilo di danno ambientale (da valutare anche in termini economici)?». Almeno, dal momento che il …

Berlino in silenzio per i 50 anni del muro. Ricordata la barriera simbolo dell'Europa divisa

Il suono di tutte le campane tedesche ha spaccato a metà il minuto di silenzio in cui l’intera Germania si è raccolta sabato a mezzogiorno. C’era da ricordare il 50esimo anniversario della costruzione del Muro che dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989 ha diviso Berlino Est da Berlino Ovest, il blocco sovietico da quello occidentale, il comunismo dalla democrazia, l’austera dittatura dall’opulente società del consumo. LA PRIMA E L’ULTIMA PIETRA – La costruzione del Muro di Berlino cominciò il 13 agosto 1961 subito dopo la mezzanotte. Il giorno dopo Berlino era invasa dal filo spinato, con blocchi stradali che rendevano difficile qualsiasi spostamento. Il leader della Ddr, Walter Ulbricht la ribattezzò «Operazione Rosa», con migliaia di soldati incaricati di erigere «un muro di protezione antifascista», per impedire agli abitanti della Germania Est di fuggire nel mondo capitalista. Dal 17 agosto iniziò la posa di blocchi di cemento. Da quel giorno, fino alla demolizione «collettiva» del 9 novembre 1989, moltissimi cercarono di oltrepassare il muro. Chi nascosto nei bagagliai, o addirittura in scomparti segreti …

"Comuni uniti nella battaglia il premier si faccia da parte serve un governo tecnico", di Oriana Liso

È la prima volta che le proposte alternative fatte da sindacati, Confindustria, Confcommercio e Anci vengono completamente ignorate. Il premier non può dire che questa crisi era imprevedibile. Lo era, solo che lui l´ha negata ostinatamente. Ma ora non può gestirla chi non l´ha saputa affrontare. Occorre una protesta forte, ma anche una proposta. E io ci sarò Tra i sindaci c´è compattezza su questi temi, al di là degli schieramenti «Non è accettabile che un presidente del Consiglio si presenti agli italiani definendo questa situazione come imprevedibile. La crisi era prevedibile e prevista, solo che il premier l´ha negata ostinatamente fino a due giorni fa. Per questo è arrivato il momento che Silvio Berlusconi vada in pensione. Non può gestire una crisi di queste dimensioni chi non l´ha saputa affrontare a tempo debito. Chi, anzi, l´ha negata per due anni». Giuliano Pisapia, sindaco di Milano da poco più di due mesi, è all´estero da una settimana. E nota, con dispiacere: «Mi sono vergognato, parlando con tanta gente, non di essere italiano, ma di essere …

«Mutamento epocale. E il ceto medio è finito», intervista ad Aldo Bonomi di Laura Matteucci

Per il sociologo i tre pilastri del Novecento – economia, politica, società – hanno ormai raggiunto distanze siderali fra loro. E non è cosi che si rimettono insieme. Nessuno ha capito che siamo alla fine di un’epoca. Questa manovra mette definitivamente in crisi il ceto medio e ci consegna un nuovo ragionamento sulle classi sociali, di cui la politica dovrebbe innanzitutto occuparsi. Dopo vent’anni, il ciclo liberista è finito. E questi sono i risultati». Il sociologo Aldo Bonomi, studioso del territorio e delle trasformazioni sociali, parla di «mutamento epocale» e di «dimensione post-bellica». I tre pilastri del Novecento – economia, politica, società – hanno ormai raggiunto distanze siderali tra loro, la chiave di volta sta nel cercare di rimetterle insieme. A partire da quel (poco) che rimane. Il ceto medio come ultimo baluardo della società del Novecento, sfiancato dall’ennesima manovra che insiste sui redditi e grazia i patrimoni? «Sono vent’anni di liberismo ad aver prodotto questo risultato. E le varie manovre che si sono susseguite in particolare dal 2008, dall’inizio della crisi, ci consegnano una …