Tutti gli articoli relativi a: attualità

Comuni in trincea contro i tagli "Così muore il federalismo", di Valentina Conte

Anche le autostrade sul piede di guerra: un freno agli investimenti. Anche il primo cittadino di Varese, leghista, si schiera: giudizio negativo su tutti i fronti. Federalismo compromesso. O a rischio morte. Il coro è pressoché unanime. E bipartisan. I sindaci dei Comuni, piccoli e grandi, non ci stanno. Il salasso prefigurato in manovra è un contro troppo alto da pagare. «Insostenibile», ripetono. Alla protesta si uniscono Regioni e Province. E si salda anche il malumore di Confindustria, costruttori dell´Ance, Agi (imprese generali) e Aiscat (concessionari autostrade) che considerano «estremamente dannoso» il tetto del 2%, inserito in manovra, all´ammortamento fiscale dei beni in concessione. «Un serio disincentivo agli investimenti infrastrutturali», lo definiscono. Che comprometterebbe «le concessioni future, praticabili a condizioni poco coerenti con la concorrenza», disincentivando chi ottiene la concessione dello Stato per costruire, ad esempio, strade ed autostrade. Se i numeri saranno confermati, dunque, sugli enti locali si abbatteranno, da qui al 2014, quasi dieci miliardi di tagli, un quinto della manovra licenziata dal Consiglio dei ministri di giovedì. Nello specifico, si parla di …

"Le novità (e i tagli) che Tremonti ha nascosto", di Sergio Rizzo

Diciamolo subito: in un Paese che si appresta a tirare di nuovo la cinghia i tagli agli scandalosi costi della politica dovevano scattare ieri. Che tutto sia rimandato al prossimo parlamento, alle prossime nomine, soprattutto alla prossima maggioranza, e che certi privilegi acquisiti non vengano nemmeno sfiorati, può provocare legittimo sconcerto. La motivazione del rinvio, peraltro già previsto nella proposta originaria di Giulio Tremonti, è che una riforma così radicale non sarebbe mai stata approvata da chi l’avrebbe dovuta subire.Per la serie: «Non si può chiedere al cappone di festeggiare il Natale» . Ma anche se fosse passata, spiega il ministro dell’Economia, difficilmente avrebbe retto alla inevitabile valanga di ricorsi legali. Preoccupazioni che è difficile giudicare infondate. Di certo c’è che, nonostante non colpiscano nessuno nell’immediato, i tagli non sono stati affatto ben digeriti (come dimostrano le polemiche nel consiglio dei ministri di giovedì). E anche se sono finiti (a forza) in un decreto legge sul quale verrà probabilmente posta la fiducia, la strada è ancora lunga e insidiosa. La misura più indigesta è quella …

"L'Italia è ormai incapace di usare il suo capitale umano", di Laura Matteucci

L’unico segnale non negativo è la lieve diminuzione della disoccupazione, soprattutto femminile. Per il resto si confermano dati disastrosi: quello sulla disoccupazione giovanile, di dieci punti percentuali più alta rispetto alla media europea, peraltro già elevata, e quello sulle donne disoccupate nel sud. Tra quante cercano lavoro, che già sono poche, praticamente la metà è disoccupata ». Da Berlino, la sociologa Chiara Saraceno commenta i nuovi dati Istat su occupazione e (soprattutto) disoccupazione italiana, che – ce ne fosse bisogno – riportano alla realtà del Paese all’indomani di una manovra che lei stessa definisce «scandalosa nella sua totale irresponsabilità». Nuovi dati, in realtà sempre gli stessi: ormai la situazione è sclerotizzata. «L’Italia è un Paese che nonè in grado di utilizzare il proprio capitale umano, e che esclude una parte significativa della popolazione, impossibilitata a rendersi autonoma, a fare progetti per il futuro. Abbiamo la più alta percentuale in Europa di giovani che non sono impegnati nè a scuola nè al lavoro. Quello che sconvolge è il fatto in sè, e anche che non riesca …

"I burattini del Cavaliere", di Curzio Maltese

Nel teatro delle marionette del basso impero berlusconiano, ieri è stato il giorno del pupo Alfano, eletto segretario del Pdl o di Berlusconi, come dice Bersani, per acclamazione. Niente primarie, niente congressi. Negli spettacoli per bambini basta battere le mani. Per la prima volta Berlusconi è stato costretto dal calo di consensi a far acclamare un altro, e questa è la novità, il segno dei tempi. Per il resto siamo appunto a un teatrino di marionette. L´ultimo divertimento del capo, che ormai ha tanto tempo libero. I magistrati cattivi l´hanno costretto a rinunciare ai bunga bunga e governare non deve, non può, non sa più fare dal dicembre scorso, quando fu approvata la legge Gelmini. Ultimo e sventurato atto di governo. Da allora, il nulla. Con l´ultima manovra, il governo Berlusconi ha addirittura ammesso a chiare lettere che non è nemmeno più in grado di compiere l´atto di governo per antonomasia, la finanziaria, e l´ha rinviata alla prossima legislatura, quando forse l´Italia avrà un governo vero. Nell´attesa, nella noia del tempo libero, Berlusconi s´è messo …

"Un segnale per recuperare elettori", di Michele Brambilla

Nel discorso della corona di ieri Angelino Alfano a un certo punto ha pronunciato due parole particolarmente care alla cultura della destra: «talento» e «merito». Basterebbe pensare che mentre Alfano pronunciava quelle parole c’era lì, davanti a lui, Nicole Minetti, per convincersi che il neo segretario aveva voglia di scherzare. L’igienista dentale diventata di botto consigliere regionale, senza neppure passare attraverso il voto dei cittadini, è talmente in sintonia con quei criteri di talento e di merito che perfino il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, in un’intervista di qualche settimana fa, l’ha definita «inquietante», aggiungendo: «Adesso sappiamo perché è andata a occupare quel posto. Non è un bell’esempio». Ma va detto che Nicole Minetti è in abbondante compagnia. Nello stesso listino bloccato che l’ha portata in Consiglio regionale ci sono, ad esempio, un geometra di Arcore e un massaggiatore del Milan. Esono quisquilie, se paragonate alla pletora di ex dipendenti Edilnord, o Fininvest, o Publitalia eccetera diventati di colpo sindaci, presidenti di Province, coordinatori regionali del partito. Chi poi ha occasione di andare a Montecitorio, …

"Se la Lega si mangia anche la pelle dell´orso", di Michele Serra

L´orso nel Trentino può anche ritornare, ma solo sotto forma di braciola. È la sintesi programmatica del parlamentare leghista Maurizio Fugatti, che per protestare contro un piano di ripopolamento del plantigrado in quelle valli e in quei boschi (che furono casa sua per millenni) ha indetto un festoso banchetto a base di carne d´orso. L´iniziativa, che ha attirato sul carnivoro Fugatti anatemi, maledizioni e sberleffi da mezza Italia, da destra e da sinistra, dal governo e dall´opposizione, sembra uscita da un blog satirico sulla Lega: la caricatura del leghismo prevede, appunto, omoni beceri e dai modi selvatici, disposti a disgustare tutte o quasi le sensibilità e le culture sorte negli ultimi due secoli in tutti e cinque i continenti. Già diversi esponenti della Lega (Borghezio, Boso, Gentilini sono solo i primi nomi che vengono in mente) si sono dati da fare per avvalorare questa natura pre-moderna e in qualche caso anche pre-civile del Carroccio. Ma bisogna ammettere che l´idea del banchetto a base di carne d´orso surclassa ogni precedente tentativo di avvalorare l´immagine della Lega …

"L'impegno del Pd per il federalismo: per un Paese nuovo, equo e solidale", di Davide Zoggia

Intervento alla Conferenza “Innovare il Paese. L’Italia intera” La riforma avviata con la legge delega n. 42 del 2009 tra le diverse finalità aveva quella di assicurare autonomia di entrata e di spesa per gli Enti Locali e per le Regioni. Nelle intenzioni del Partito Democratico, l’autonomia non doveva pregiudicare la solidarietà tra i diversi territori e la coesione sociale del Paese. Il principale strumento che si doveva utilizzare era quello del superamento della ‘pesa storica’ per giungere ad un nuovo meccanismo di determinazione dei costi per l’erogazione dei servizi di competenza dei diversi livelli di governo. La ‘ spesa storica’ doveva essere sostituita dai cosiddetti ‘fabbisogni standard’, cioè una misura di costo dei servizi che dovrebbe essere equivalente in tutte le parti del Paese, per amministrazioni dello stesso tipo o aventi caratteristiche omogenee. Si riteneva che determinare i costi in modo standardizzato potesse responsabilizzare gli amministratori locali che, in questo modo, avrebbero avuto il quadro esatto delle risorse necessarie per la gestione di ogni servizio, modulando in maniera più consapevole le proprie scelte di …