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"Noi, soldati nella guerra dei fatti nostri", di Marco Belpoliti

L’Italia è una Repubblica fondata sull’aggressività e lo psicofarmaco? Sembrerebbe proprio di sì. Negli ultimi cinque anni le minacce e le ingiurie, stando a un rapporto del Censis appena pubblicato, sarebbero aumentate del 35,3%. Detto altrimenti, il controllo delle pulsioni e il rispetto delle regole in Italia sono in pericolo. E questo è l’aspetto out del processo in corso; mentre l’aspetto in riguarda invece l’aumento degli stati di depressione combattuti con l’aiuto di farmaci ora in netto aumento. Possibile? Direi sicuro. Da tempo gli psicologi e i sociologi ci segnalano la fine di quelle che il filosofo tedesco Peter Sloterdijk chiama le «banche dell’ira», ovvero le istituzioni che permettevano di mettere a deposito, in modo fruttifero, le frustrazioni, i risentimenti, gli odi, l’ira, suscitate dalle tensioni sociali e personali che attraversano le società moderne, e non solo quelle. Le fondamentali banche dell’ira erano, da un lato, il cristianesimo, ovvero la Chiesa cattolica, in Italia, e l’ideologia socialista e comunista, dall’altro, in Europa. Rinviando gli individui frustrati al Regno dei Cieli o alla società socialista o …

"La svolta mite del paese stanco di urla", di Ilvo Diamanti

È in pieno svolgimento il terzo turno di questa lunga stagione elettorale. Il dopo-voto. Coincide con la proclamazione dei vincitori e degli sconfitti. Il confronto politico, in questa fase, riguarda gli attori, ma anche le ragioni che hanno prodotto il risultato. Ebbene, sugli sconfitti, ci sono pochi dubbi. Berlusconi, il Pdl, la Lega. Mentre sui vincitori le interpretazioni appaiono meno convergenti. (Lo ha osservato anche Eugenio Scalfari, nel suo fondo di ieri). In particolare, si è fatta largo una spiegazione extraparlamentare. Ben espressa, fra gli altri, da uno studioso autorevole come Luca Ricolfi, sulla Stampa. Il vero vincitore di queste elezioni, secondo questa lettura, sarebbe il “partito di Santoro”. Dove militano gli ospiti eccellenti di “Annozero”. Di Pietro e Vendola. Sullo sfondo: Beppe Grillo. Una spiegazione condivisa e rilanciata, immediatamente dallo stesso Berlusconi. Il quale ha attribuito la sconfitta ai media ostili. Che avrebbero silenziato il centrodestra (!). Se l´è presa, in particolare, con le trasmissioni faziose della Rai. Sopra tutte, “Annozero”. Appunto. Il risultato delle amministrative, in questo modo, viene ricondotto al paradigma dominante. …

"Contratti, scontro aperto sul nodo delle deroghe", di Roberto Giovannini

Sembra una questione di lana caprina e poco comprensibile, ma in realtà la partita aperta dalla nota del vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei – in risposta alle perplessità della Fiat di Sergio Marchionne sull’utilità dell’adesione del Lingotto a Confindustria – rischia di incendiare di nuovo il fronte sociale e sindacale. Ecco in sintesi, la proposta di Bombassei: contratti aziendali approvati a maggioranza dai lavoratori, pienamente vincolanti per tutti i sindacati, e soprattutto alternativi ai contratti nazionali di categoria validi per tutto un settore industriale. Il tutto blindato da una norma di legge approvata dal Parlamento. «Le scelte di Confindustria aveva scritto Bombassei – sono ispirate all’unico criterio di creare le migliori condizioni perché le aziende possano essere competitive oggi». Un’idea che ha lo scopo di mantenere tutti (una Fiat sempre più riluttante compresa) sotto l’egida di Confindustria. Ma che sta sollevando molte tensioni. Se ogni azienda può stipulare un contratto aziendale diverso e specifico – molti si chiedono – allora a che serve Confindustria e i suoi contratti nazionali, peraltro ancora graditi alla maggioranza degli …

"La maschera del cavaliere", di Adriano Prosperi

La settimana che si apre è quella del referendum. Non è un appuntamento pacifico. Si leggono ogni giorno interventi appassionati e opinioni molto diverse. Non è l´acqua il vero problema del referendum: e non lo è nemmeno il fuoco della fissione nucleare anche se proprio intorno al nucleare il governo ha ingaggiato una sorda battaglia: non sul merito, visto che il Pdl ha dichiarato di lasciare liberi i suoi seguaci, ma sulla questione preliminare se il quesito debba o no essere sottoposto al voto. Domani la Corte Costituzionale dovrà rispondere al ricorso presentato dal governo attraverso l´Avvocatura di Stato, con l´argomento che la sospensione per dodici mesi del programma nucleare italiano varata dopo la tragedia giapponese del reattore di Fukushima avrebbe modificato sostanzialmente la situazione rendendo improponibile il referendum. La matassa apparentemente complessa del ricorso si dipana facilmente. Il fatto è che nel contesto della tragedia di Fukushima, la domanda relativa al nucleare posta dai promotori del referendum si profila chiaramente come quella più capace di realizzare le due condizioni indicate dall´articolo 75 della Costituzione: …

"Una reazione morale contro l'indifferenza", di Giorgio Napolitano

Caro Magris, lei ha dolorosamente ragione. Tocca noi tutti («pure me stesso mentre sto scrivendo queste righe» : lei ha voluto sottolineare nell’articolo sul Corriere di sabato) l’assuefazione alle tragedie dei «profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile» che periscono in mare. Le notizie relative ai duecento, forse trecento esseri umani scomparsi giorni fa in acque tunisine non riuscendo a salvarsi da un barcone travolto dalle onde, sono sparite dai giornali e dai telegiornali prima ancora che si sapesse qualcosa di più sull’accaduto. E con eguale rapidità è sembrata cessare la nostra inquietudine per un fatto così atroce. N on si è trattato — lo sappiamo— di un fatto isolato, ma di un susseguirsi, negli ultimi mesi, di tragedie simili. Lei ha spiegato con crudezza come miseria della condizione umana l’acconciarsi a convivere con quella che diviene orribile «cronaca consueta» . Ma se in qualche modo è istintiva l’assuefazione, è fatale anche che essa induca all’indifferenza? A me pare sia questa la soglia che non può e non deve essere varcata. …

Cavillo atomico: «Il referendum deve saltare», di Claudia Fusani

Altro che «voto inutile» e «libertà di coscienza». Altro che neutralità ostentata. La verità, ormai palese, è che premier e maggioranza hanno una fifa blu del referendum sul nucleare. Tanto che palazzo Chigi e l’Avvocatura di stato hanno fatto ricorso alla Consulta contro la decisione della Cassazione. Il ricorso sarà discusso martedì, la prima udienza – tra l’altro – presieduta dal nuovo Presidente che sarà eletto, per l’appunto, domani. Insomma, un intreccio di “casualità”, da una parte, – la nomina di Alfonso Quaranta alla presidenza che sicuramente segna una svolta alla Corte – e, dall’altra, i toni e i contenuti del ricorso, rischiano di mettere seriamente e nuovamente a rischio il voto sul nucleare. Dal che, se ancora avessimo avuto dei dubbi, si deduce quanto faccia paura e dia fastidio, specie in termini di accordi commerciali, il voto popolare di domenica prossima. L’Avvocatura ha presentato il ricorso venerdì sostenendo che l’ordinanza della Corte di Cassazione del primo giugno deve essere considerata «inammissibile» perché alla Cassazine spetta solo una verifica formale dei requisiti e non anche …

"Una buona occasione per salvare i referendum", di Michele Ainis

Primo turno, ballottaggi, referendum: e tre. Ci vorrà un atto d’eroismo per metterci in fila davanti ai seggi elettorali, quando ce lo chiedono per la terza volta in quattro settimane. Perché il governo ha rifiutato d’accorpare i referendum alle amministrative, anche a costo di gettare al vento 300 milioni. Perché ci mandano a votare senza spiegarci a che serve il nostro voto, tanto che l’Agcom ha preso carta e penna per inviare una solenne rampogna a mamma Rai. Perchémagari si tratterà d’una fatica inutile, dato che gli ultimi 24 referendum hanno fatto cilecca, dato che da 14 anni nessuna consultazione popolare ha più raggiunto il quorum. E perché infine i 4 referendum che ci aspettano al varco cadono in un clima surreale, mentre i partiti si esibiscono in una sagra delle ipocrisie. Qual è infatti l’oggetto dei quesiti? Nucleare, acqua pubblica, legittimo impedimento. Ma sullo sfondo si staglia a lettere maiuscole una domanda più generale, più assorbente. Questa domanda investe la popolarità del quarto gabinetto Berlusconi, la sua capacità di riflettere gli umori prevalenti del …