Tutti gli articoli relativi a: attualità

"150°, Napolitano si commuove "L´umiltà guidi chi serve lo Stato". Torino, Cota fischiato anche dai bambini. È polemica", di Umberto Rosso

Elogio del «dovere dell´umiltà», primo requisito per gli uomini che guidano le istituzioni. Chi governa, a qualunque livello, farebbe bene poi ad ispirarsi ad un principio: non concentrare «troppi poteri» nelle proprie mani. Quando infine arriva il momento di cedere il passo, lasci, senza incollarsi alla poltrona. E´ con questo richiamo, giusto mentre Berlusconi annuncia che lui il potere non lo lascerà mai nelle mani dei comunisti, che Giorgio Napolitano sbarca a Torino. Seconda tappa delle celebrazioni per i 150 anni, travolta dall´entusiasmo per lui lo accoglie la prima capitale dell´Italia unita. E lui, felice, ricambia: protocollo stravolto, ferma più volte il corteo presidenziale, va a salutare grandi e piccini con le bandiere, superlavoro per gli addetti alla sicurezza. Il leghista governatore Cota che va a riceverlo invece si becca i fischi, perfino di una classe di bambini di elementari. La maestra rivendica, «giusto protestare contro il secessionismo», il Pdl e la Lega si indignano e ne fanno un caso di strumentalizzazione degli alunni, «è disgustoso». Però a Torino l´aria che si respira è di …

"La Cina supera gli Stati Uniti e diventa (anche) il primo produttore manifatturiero mondiale", di Stefano Natoli

Cina, un sorpasso tira l’altro: ora Pechino è anche il primo produttore manifatturiero mondiale (Corbis). Dopo il sorpasso sul Giappone, che le ha ceduto il secondo posto nell’economia mondiale, nel 2010 la Cina ha strappato agli Stati Uniti il titolo di maggiore produttore manifatturiero mondiale. A certificarlo è un’analisi di Global Insight, che incorona Pechino leader con una produzione manifatturiera pari al 19,8% di quella mondiale a fronte del 19,4% di quella americana. La produzione manifatturiera cinese è salita da 1.690 miliardi di dollari nel 2009 a 1.995 miliardi di dollari nel 2010, risultando «più grande dei 1.952 miliardi di dollari degli Usa, la cui economia è quasi tre volte quella cinese». I settori manifatturieri americano e cinese sono ognuno circa il doppio di quello giapponese, il terzo maggior produttore al mondo, e tre volte la Germania. In termini di produttività, però, gli Usa continuano a primeggiare sulla Cina: «con 11,5 milioni di addetti il settore manifatturiero americano produce circa lo stesso valore di quello cinese, che vanta 100 milioni di addetti». A febbraio, tuttavia, …

Libia, “Sì al ruolo attivo dell’Italia sotto l’egida dell’ONU”

“La Libia è una cosa seria, non facciamo gli strateghi”, questo il monito del Segretario del Pd Pier Luigi Bersani lanciato al governo, dichiarando l’appoggio del Pd alle scelte dell’ONU sulla “No fly zone”, per il coinvolgimento del nostro Paese nelle iniziative destinate ad evitare che il colonnello Gheddafi possa continuare a bombardare i civili. Le commissione Esteri e Difesa della Camera hanno votato a favore della partecipazione dell’Italia alle operazioni militari per l’applicazione della Risoluzione Onu sulla crisi libica. Il documento, approvato anche con i voti di Udc e Pd non è stato votato né dagli esponenti della Lega Nord, né da Iniziativa responsabile che pure avevano sottoscritto la mozione. Sia la Lega Nord che i rappresentanti di Ir non erano presenti alla votazione. “L’assenza della Lega e dei sedicenti responsabili dimostra che il governo non ha la maggioranza in politica estera. E che senza la responsabilità dell’opposizione il paese sarebbe rimasto isolato proprio nella fase più acuta della crisi mediterranea” dichiara il capogruppo democratico nella commissione Esteri della Camera, Francesco Tempestini, dopo l’approvazione …

"Stop di Tremonti allo shopping francese ma è troppo tardi per la linea del Piave", di Massimo Giannini

Sospeso tra colbertismo e mercatismo, Giulio Tremonti minaccia di chiudere le frontiere ai conquistatori francesi, che si stanno comprando l´Italia a pezzi. Giù le mani da Parmalat, Edison, Autostrade, tuona il superministro. Ha mille ragioni. Ma la sua battaglia a difesa della famosa «italianità» rischia purtroppo di essere velleitaria, inutile, tardiva. Tremonti fa bene a invocare l´«interesse nazionale», di fronte all´invasione delle multinazionali che, come nel crepuscolo del nostro Rinascimento, stanno trasformando il Belpaese in una terra di conquista. Fa bene a declinare la tutela dei pochi «campioni nazionali» rimasti secondo la triade inscindibile «Europa-mercato-strategicità». Fa bene a scattare, quando in ballo non c´è più solo una «commodity» del lusso (come in fondo è Bulgari, appena rilevata dal colosso Lvmh) ma un «gioiellino» dell´alimentare (come è a tutti gli effetti Parmalat, nel mirino del gigante Lactalis) o a maggior ragione un «marchio» dell´energia (come invece è Edison, preda del titano Edf). Ma purtroppo la «moral suasion» di Tremonti con l´ambasciatore francese La Sabliere non può funzionare. È velleitaria. Perché se è vero che la Francia …

Il PD a fianco dei militari nelle caserme e in Parlamento. Il governo taglia 1,8 miliardi d'Italia. Addio sicurezza

“Abbiamo deciso oggi – nella settimana dedicata alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e nel giorno in cui il Senato da l’ok per la messa al bando delle bombe a grappolo, che ogni anno colpiscono 11 mila persone di cui un quarto sono bambini – di testimoniare la nostra stima, il nostro rispetto e la nostra vicinanza alle forze armate, i militari vicini ai cittadini”. Così Emanuele Fiano, Presidente del Forum Sicurezza e Difesa del Partito Democratico, ha introdotto la conferenza stampa in cui alla Camera sono stati presentati “Al fianco dei militari – viaggio per le caserme d’Italia” e una parte dei risultati dell’attività svolta dalle commissioni difesa dei due rami del Parlamento. “Il nostro viaggio nasce dall’esigenza di conoscere e far conoscere a fondo il mondo della Difesa, un mondo con peculiarità non facilmente riscontrabili in altri settori della vita del Paese. Crediamo che sia necessario da parte della politica un doveroso riconoscimento da rivolgere agli operatori con le stellette che in silenzio e con professionalità, e purtroppo a volte a costo …

"Fischiato ovunque. Non gli resta che la porta di servizio", di Ninni Andriolo

Ieri il presidente del Consiglio ha fatto il pieno di fischi. Durante la manifestazioni per l’Unità d’Italia Berlusconi è stato ampiamente contestato. Dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli è scappato dalla porta secondaria Altro che festa! Un calvario di fischi, insulti, sarcasmi, allusioni al bunga bunga, inviti alle dimissioni, contestazioni e cori sferzanti da stadio il tour risorgimentale di Silvio, costretto a partecipare da attore non protagonista al centocinquantesimo per l’Italia unita, e ad assistere quasi imbronciato ai ripetuti bagni di folla del Presidente della Repubblica. «Oggi niente dichiarazioni, le lasciamo fare al Capo dello Stato», spiegava il Cavaliere ai giornalisti all’inizio della giornata. A Santa Maria degli Angeli, poco dopo, Silvio veniva sonoramente fischiato. E lo stesso accadeva durante la messa celebrata dal cardinal Bagnasco. Alla fine della funzione, così, il Cavaliere decideva di lasciare la Basilica dal varco della Sacrestia, mentre Napolitano, Fini, Schifani, ecc. guadagnavano l’uscita dalla porta principale. Per la successiva visita al museo della Repubblica romana, ad accogliere il premier al grido di «dimissioni, dimissioni» erano stati pochi. Alla …

"La paura del referendum", di Francesco Merlo

E’ scilipotismo termonucleare, trasformismo atomico. Questo non è un governo che ha cambiato idea e sta responsabilmente e dolorosamente rinunziando al nucleare, ma è un governo che non ha idee e si accoda alle paure e alle emozioni espresse dai sondaggi del momento. I ministri Romani e Prestigiacomo e, spiace dirlo, con loro anche Umberto Veronesi, non stanno alla testa ma alla coda del Paese. E difatti proprio loro, che non si erano fatti spaventare dall´apocalisse mondiale, si sono terrorizzati davanti ai sondaggi di cortile. Loro che si erano mostrati duri, tecnologi e «proiettati nel futuro», loro che avevano accusato di sciacallaggio gli antinuclearisti («non si specula sulla paura!») loro adesso ci ripensano, ragionano, rinviano. Come mai? «è finita. Non possiamo perdere le elezioni per il nucleare» è sbottata la ministra Stefania Prestigiacomo davanti a Tremonti e a Bonaiuti, senza sapere che i giornalisti dell´agenzia Dire la stavano registrando. Ancora una volta, dunque, dobbiamo dire grazie a delle frasi intercettate. Questo portentoso sfogo della Prestigiacomo ci svela infatti il vero significato delle nuove posizioni di …