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Italia 150. La Lega della vergogna

Il Carroccio diserta l’anniversario, disprezza l’Unità e il tricolore. Il PD: “Troppo facile fare i leghisti con i soldi degli altri! Se la Lega non c’è, noi ci saremo due volte”. Piove in tutta Italia ma la tempesta arriva sopra alla Lega. Alla vigilia della celebrazione dei 150 anni di Unità d’Italia, il malumore leghista si sta diffondendo a dismisura e le manifestazioni di disprezzo nei confronti del tricolore diventano molto evidenti. Dal PD la risposta è immediata: è troppo facile fare i leghisti con i soldi degli altri! Dopo il caso dei consiglieri leghisti lombardi ed emiliano-romagnoli che hanno disertato le Aule del Consiglio regionale nel momento dell’Inno di Mameli, è stato il turno del capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni ad annunciare pubblicamente che dei festeggiamenti per l’Unità di Italia non è minimamente interessato e che passerà la giornata con i figli, visto che gli asili sono chiusi. Per il segretario del PD, Pier Luigi Bersani “sarebbe una vergogna se davvero la Lega disertasse le celebrazioni per l’Unità d’Italia. Se la Lega non c’è, …

"Fratelli d´Italia un Paese in cerca dell´età adulta", di Eugenio Scalfari

Anzitutto i personaggi e gli obiettivi che si proponevano. Mettendo in chiaro questi due elementi sapremo che cosa è stato il Risorgimento, se sia un fenomeno storico da tempo concluso e archiviato oppure ancora vitale per i sentimenti che lo suscitarono e che sono tuttora operanti. Il grosso della popolazione che abitava l´Italia di allora era composto da contadini. Dovunque, dalle Alpi alla grande pianura dove scorrono il Po e i suoi affluenti, alla dorsuta catena degli Appennini fino al tacco delle Puglie e alla punta delle Calabrie, alle isole di Sicilia e Sardegna. Contadini braccianti che lavoravano novanta giorni l´anno e si sfamavano con un tozzo di pane, cipolle, fagioli, polenta, cetrioli e peperoni. Il resto dell´anno vivevano in tuguri e borghi arrampicati, spesso malarici, dispersi nei latifondi dei padroni. Parlavano i loro dialetti, lingue incomprensibili al di fuori del loro circondario. «Una d´arme, di lingua, di altare» scrisse Manzoni, ma non era vero né per le armi (salvo il coltello) né per la lingua. Per l´altare sì, era vero, ma ogni paese aveva …

"Sondaggio Ipr, Berlusconi in calo testa a testa tra le coalizioni", di Matteo Tonelli

La rilevazione mensile vede una costante discesa della fiducia del premier che si ferma al 33%. Tra i ministri bene Maroni e Alfano. Se si votasse oggi sarebbe una gara all’ultimo voto tra centrodestra e centrosinistra. Nonostante le continue manovre di allargamento della maggioranza parlamentare, nonostante l’ottimismo sparso a piene mani sulla tenuta dell’esecutivo, la fiducia in Silvio Berliusconi continua a calare. E a nulla è servito il varo della riforma della giustizia, tema che il Cavaliere ritiene essere prioritario negli interessi del Paese. Paese che però, a giudicare dall’ultimo sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it, sembra poco sensibile all’attivismo in materia del governo. I dati della fiducia sono chiari. Quella di Berlusconi è in calo. Rispetto allo scorso mese sono due i punti percentuali in meno. Un 33% lontanissimo non solo dal 60% del settembre 2008 (punto di massimo gradimento), ma anche dal 40% del gennaio 2011. In tre mesi, insomma, la discesa è stata costante. Otto punti in meno a testimonianza delle difficoltà che vive il Cavaliere. Per quanto riguarda l’esecutivo, la percentuale di …

Garante per l'infanzia governo battuto due volte

La maggioranza va sotto su emendamenti del Pd alla legge che istituisce il Garante. Decisive le assenze fra i banchi della maggioranza. Il Pd: “Sono 69 volte che battiamo la maggioranza”. Governo battuto due volte nell’Aula della Camera su emendamenti del Pd alla legge che istituisce il Garante per l’Infanzia su cui l’esecutivo aveva espresso parere contrario. In entrambi i casi sono state decisive le assenze nei banchi della maggioranza. Il primo emendamento è passato con 262 no e 271 sì e un astenuto. Il secondo con 268 sì, 262 no e due astenuti. Poco prima il governo ha rischiato di essere battuto su un altro emendamento, questa volta dell’Idv, su cui c’era il parere contrario. In quel caso, però, l’emendamento era risultato bocciato in quanto c’era stata parità tra i favorevoli e i contrari (260 a 260). L’emendamento del Pd conferisce al Garante per l’infanzia il potere di segnalare, in caso di emergenza, alle autorità giudiziarie competenti, la presenza di minori in stato di abbandono al fine di una loro presa in carico. Il …

Intervista a Ibrahim Dabbashi «Il raìs farà di Bengasi una nuova Srebrenica. Il mondo deve fermarlo», di U.D.G.

L’ex diplomatico passato con gli insorti: «All’Onu bisogna battersi per linea dura di Parigi e Londra. All’Italia chiediamo più coraggio, più determinazione. Chiediamo fatti e non parole. Perché sui fatti che sarà valutata dal popolo libico che si è rivoltato contro la dittatura di Muammar Gheddafi. Se il governo italiano non assumerà un atteggiamento più intransigente, ci saranno in futuro serie ripercussioni nelle relazioni tra i due Paesi, perché il popolo libico si libererà di Gheddafi. L’Italia deve cambiare atteggiamento». A sostenerlo è uno dei diplomatici di primo piano che è passato dalla parte degli insorti: l’ambasciatore Ibrahim Dabbashi, numero due della delegazione libica alle Nazioni Unite. «Gli aiuti umanitari sono importanti ma non bastano. All’Italia – afferma Dabbashi – chiediamo di essere dalla parte di Francia e Gran Bretagna nel sostenere l’istituzione di una “no fly zone” sulla Libia. Procrastinare questa decisione, o osteggiarla nei fatti, significa fare il gioco di Gheddafi. Esserne complici». «Non abbiamo bisogno di aiuti militari, non chiediamo l’intervento militare di alcun Paese – ribadisce l’ambasciatore Dabbashi il popolo libico …

"Riformano i magistrati, non la giustizia" di Gian Carlo Caselli

La sedicente riforma della Giustizia ideata dal governo, non è un’operazione indolore per la sicurezza dei cittadini. Le ripercussioni negative sul versante delle indagini saranno tante. Anche per le inchieste di mafia. Chi studia l’evoluzione delle mafie constata che per realizzare i loro affari esse hanno bisogno di commercialisti, immobiliaristi, operatori bancari, amministratori e uomini delle istituzioni (la cosiddetta “borghesia mafiosa”). Sempre più si infittiscono gli intrecci con pezzi del mondo politico e dei colletti bianchi. I transiti di denaro sporco nell’economia illegale si intensificano. Spesso le istituzioni criminali e quelle legali si contrastano, ma senza volontà di annientarsi, nel senso che sono piuttosto alla ricerca di equilibri. Diventa sempre più difficile – allora – stabilire la linea di confine fra lecito e illecito all’interno delle attività economiche, finanziarie e produttive. Per impedire che risuonino ancora oggi le parole di Giovanni Falcone circa il timore che “non si voglia far luce sui troppi, inquietanti misteri di matrice politico-mafiosa per evitare di rimanervi coinvolti”, è necessario allora che le indagini di mafia siano condotte da una …

"L'abc del ddl sulle quote rosa nei cda delle società", di Nicoletta Cottone

Tre articoli per far entrare per legge le donne nei consigli d’amministrazione delle società quotate. Il Senato ha approvato in sede redigente, il ddl che prevede l’introduzione di un quinto di donne nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo delle società quotate e delle controllate pubbliche non quotate nel primo mandato compreso tra il 2012 e il 2015. Quote rosa che andranno a regime con una percentuale di presenze femminili nei board delle società pari a un terzo nel secondo mandato tra il 2015 e il 2018. Ora il provvedimento torna in terza lettura alla Camera che lo aveva approvato in prima lettura il 2 dicembre 2010. L’entrata in vigore delle norme è slittata a dodici mesi (e non più sei come prevedeva il testo Camera) dall’approvazione della legge. In caso di inadempienza ci sarà una diffida della Consob a reintegrare il cda o i collegi entro quattro mesi. Nuova diffida a reintegrare entro tre mesi in caso di ulteriori inadempienze. A questo punto per chi non si adegua è prevista la decadenza …