Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Signori si chiude lo spettacolo è finito", di Michele Serra

Duecentotrentuno milioni di euro è la cifra che lo Stato italiano intende spendere per cinema, teatro e lirica nell´anno corrente. Lo stanziamento è talmente esiguo da avere spinto la Consulta ministeriale a rifiutarsi di decidere: si può spartire una torta, non si può spartire un mucchio di briciole. Che arte e cultura possano e debbano vivere solo dei loro incassi è un concetto palesemente truffaldino. Perché senza mecenatismo privato e pubblico nessuna arte, in nessuna epoca, in nessun paese avrebbe mai potuto attecchire e svilupparsi: progettualità, pensiero, creazione, sperimentazione non sono “beni” immediatamente misurabili in termini di rendimento economico. Sarebbe come pretendere che i ricercatori scientifici portassero a incasso, ogni anno, più di quanto hanno speso per ricercare. Morirebbe la ricerca scientifica. Il bilancio delle arti non è mai calcolabile nel breve periodo. Al botteghino si contano i proventi immediati, ma il prestigio culturale e la crescita intellettuale di un paese, specie di un paese come il nostro che ha tra i suoi pochi punti di eccellenza un patrimonio artistico e culturale unico al mondo, …

"Il disegnino del cavaliere", di Filippo Ceccarelli

La chiamano ancora conferenza stampa, ma è qualcosa di più e un po´ anche di peggio. Così anche ieri, fra il cerottone e le bilancette, nella sala stampa di Palazzo Chigi l´agenda riformatrice del quarto governo Berlusconi si è concessa uno spettacolino d´inedita creatività, e dimostrativa. È andato in scena, il muto siparietto, quando il presidente del Consiglio, ha estratto a sorpresa da una delle sue cartelline il disegno di due bilance e con studiata lentezza, a beneficio delle telecamere, con la faccia seria e quasi per metà occupata dall´immensa benda adesiva, ha mostrato questo assai semplice bozzetto agli italiani. Ad assoluta e definitiva riprova della bontà del suo provvedimento sulla giustizia, oggi senz´altro – come da illustrazione – sbilanciata. Il Guardasigilli Alfano, che al suo fianco svolgeva la parte del giovane promettente, perché disponibile e assennato, ha accolto con un segno del capo il numero dell´arzillo presidente. La condizione permanente dell´allievo prevede infatti un caloroso, ma discreto assenso rispetto a una delle più celebrate massime berlusconiane, sul cui cinismo non si starà qui a …

"La rivincita della politica sui giudici", di Luigi La Spina

Di simboli vive anche la politica. In tutto il mondo, ma soprattutto in Italia, dove la realtà sfuma spesso nella rappresentazione e le parole sono gli strumenti di una recita. I modi, i tempi, le circostanze con i quali è stata presentata ed è stata accolta l’«epocale» riforma della giustizia ne sono un ulteriore e chiarissimo esempio. Simbolica è la vistosità del cerotto sulla guancia esibito da un presidente del Consiglio ferito, come l’apparizione dei disuguali piatti di una bilancia da equilibrare. Simbolica è la decisione di avviare un così grande cambiamento nella giustizia del nostro Paese, proprio quando Berlusconi è in procinto di affrontare una raffica di udienze in processi di grande impatto mediatico. Simbolica è, soprattutto, la scelta di procedere con una riforma costituzionale. Una via che alla radicalità del mutamento, addirittura intrepido sfidante di un tabù sacrale, quello della carta fondativa della nostra Repubblica, associa previsioni di scadenze attuative lunghe e molto incerte. Legate, molto probabilmente, alla suprema prova finale, quella di un referendum popolare. Nonostante le prudenze dialettiche del ministro Alfano, …

"Una legge ad castam", di Massimo Giannini

La giustizia italiana, per poter esser davvero utile ai cittadini, aveva bisogno di tutto. Ma non certo di questa «rivoluzione» celebrata con un evviva dal capo del governo. Quella approvata ieri a Palazzo Chigi non è una «riforma epocale», ma una «contro-riforma incostituzionale». Un manifesto ideologico, che riscrive tredici articoli della Carta del ´48, stravolge i principi che hanno retto le istituzioni della Repubblica, ribalta gli equilibri che hanno garantito il bilanciamento tra i poteri dello Stato. È vero. Almeno per il momento, nel pacchetto-giustizia licenziato ieri a Palazzo Chigi c´è una rottura significativa con il passato: non contiene norme «ad personam», con le quali il presidente del Consiglio si cuce addosso un salvacondotto personale. Ma non per questo è meno dirompente. Al contrario: questa è una riforma «ad castam», con la quale un´intera classe politica pretende di cucirsi addosso un salvacondotto collettivo. Lo dice lo stesso Berlusconi, una volta tanto sincero, nella conferenza stampa con la quale cerca di spiegare la «filosofia» di questo «punto di svolta», come l´ha chiamato: «Questo cambiamento, se fosse …

"Il nostro tempo è adesso" giovani e precari in piazza il 9 aprile

La proposta lanciata da 14 rappresentanti di reti sociali che si sono unite per dire basta ad una condizione di vita basata sulla precarietà, per dire basta anche alla fuga all’estero. “Scommettiamo sul presente, prima ancora che sul futuro”. In piazza il 9 aprile perché “il nostro tempo è adesso”. E’ l’appello promosso e sottoscritto da 14 rappresentanti di reti sociali e di condizioni lavorative specifiche che si sono messi insieme per “poter agire e incidere immediatamente” perché “questo è il tempo di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro”. “Il nostro tempo è adesso – la vita non aspetta”, spiegano nell’appello. “Siamo una generazione unita da una stessa condizione: la precarietà nel lavoro e nella vita. Ed è l’insofferenza per questo stato di cose che ci fa alzare la voce – stanchi di una vita “insostenibile” – per riprenderci il tempo, scommettere sul presente. Per farlo scenderemo in piazza il 9 aprile e chiediamo a tutti di farlo con noi”. Questa mobilitazione è lanciata attraverso il sito www.ilnostrotempoeadesso.it 1 nel quale è possibile …

"Le donne agli Stati generali", di Fabrizia Bagozzi

Dopo l’8 marzo, le prospettive del movimento. Se l’otto marzo è arrivato di slancio, come una sorta di prosecuzione naturale delle piazze del 13 febbraio, ora le ragazze che in entrambi i casi hanno fatto da spinta propulsiva si interrogano su come andare avanti per dare gambe e fiato a quell’onda. E rispondere alle aspettative che il 13 ha messo in circolo come «da tempo non capitava », ricorda Francesca Izzo, docente universitaria e Dinuovista membro del comitato Se non ora quando. Uno scossone arrivato «dopo anni di dispersione e frammentazione che hanno fatto languire le connessioni nel mondo delle donne e indotto a perdere il senso e l’autopercezione di forza collettiva». Oggi «la portata politica di quelle piazze è evidente a tutti». Capitalizzarla è un dovere. Su come procedere le romane hanno già fatto un primo giro di opinioni la sera dell’otto marzo all’Ambra Jovinelli e torneranno a ragionarci presto. «Ora – spiega Izzo – le diverse anime del comitato valuteranno il da farsi, ognuna secondo il proprio punto di vista». Ma la prospettiva, …

"Giustizia, un progetto con molte incognite", di Michele Ainis

Allacciate le cinture: oggi prenderà forma la riforma. Anzi la madre di tutte le riforme, non a caso definita “epocale” dal presidente del Consiglio. Quella sulla giustizia, come sbagliarsi? Ma in realtà fin qui è stato epocale l’annuncio di questa rivoluzione normativa, nel senso che ci risuona nelle orecchie da un’epoca intera, da quando la seconda Repubblica ha mandato in cenere la prima. E il messaggero non è soltanto, fin dal 1994, Silvio Berlusconi: ci ha provato la Bicamerale di D’Alema, nei giorni del primo governo Prodi; ci ha riprovato il ministro Mastella, nelle notti del secondo governo Prodi. Prova e riprova, tre lustri dopo ci sale in gola un fiotto di domande: sicuro che c’è bisogno di scomodare la Costituzione per curare i guai della giustizia? Sicuro che la prima riforma costituzionale da mettere in cantiere è proprio questa? E saranno davvero salutari i nuovi principi iniettati nella Carta? Stando alle anticipazioni, la terapia verrebbe somministrata in sei dosi. Primo: via l’obbligatorietà dell’azione penale. Secondo: via il controllo delle toghe sulla polizia giudiziaria. Terzo: …