"Resistere è un dovere", da L'Unità
Di nuovo la grande opera o grandecambiale a scadenza fissa e poi corrotti e corruttori, un sindaco, un ex presidente regionale e parlamentare di Forza Italia, un assessore regionale, un consigliere regionale, magistrati delle acque, un generale a riposo, finanzieri, imprenditori, conti all’estero, campagne elettorali pagate con soldi che transitano da una tasca all’altra, dieci venti trenta trentacinque arrestati, una retata. Di nuovo. L’osceno spettacolo si ripete e pare la copia di quanto avevamo visto pochi giorni fa, un mese fa, un anno fa. Si può percorrere così di tangente in tangente tutta la storia d’Italia. Il sentimento è lo sconforto, il sentimento è l’amarezza, al punto che al contrario di un tempo quando alla punizione esemplare (alla «gogna mediatica») e allo sdegno popolare si sperava dovesse succedere la catarsi di un Paese intero, ora viene da coltivare l’illusione che sia tutto falso, che abbiano sbagliato i magi- strati, che siano caduti in un colossale abbaglio, che tutti gli inquisiti siano innocenti, giusto per poter dire che non tutto è perduto, che almeno il Mose …
