Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Stabilizzati quasi 14mila insegnanti di sostegno", di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Più 559 cattedre alle superiori, di cui circa 290 per la reintroduzione di un’ora di geografia nei primi due anni degli istituti tecnici e professionali. Stabilizzazione di 13.342 docenti di sostegno. Qualche posto in meno invece nella primaria (-63 rispetto al 2013/2014) e alle medie (-915), che si compensano però con l’aumento di 419 unità nella scuola dell’infanzia e con quello appena citato delle superiori. È il saldo della dotazione di professori di ruolo prevista per l’anno scolastico 2014/2015, che si conferma a quota 600.839: la stessa degli ultimi tre anni per effetto della legge Monti di fine 2011 che ha congelato la consistenza del personale ai valori del 2012-2013 (nonostante a settembre, secondo gli ultimi dati provvisori del ministero dell’Istruzione, si registri un incremento degli alunni sui banchi di quasi 40mila unità). A prevederlo è il decreto interministeriale Mef-Miur che la prossima settimana sarà all’esame della Conferenza unificata e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare. A settembre entreranno in vigore le novità previste dal decreto Carrozza. Cioè il ripristino dell’ora …

"La sfida keynesiana di Via Nazionale", di Massimo Giannini

Sarebbe fin troppo facile mettere in sequenza le parole di Squinzi e le Considerazioni Finali di Visco, e leggerle come un convinto sostegno al «governo Leopolda». Cioè l’ennesima prova del solito vezzo italiota, che spinge tutti a salire sul carro del vincitore. È chiaro che il plebiscito riscosso da Renzi alle europee induce partiti, istituzioni e corpi intermedi a ripensare ruoli e collocazioni. Non serve aver studiato Gramsci, per capire l’importanza del consenso nei rapporti di forza e, in prospettiva, nella costruzione di un’egemonia. Dunque c’è anche questo, nell’apertura di credito sulle riforme tributata l’altro ieri dal presidente di Confindustria, e rilanciata ieri dal governatore di Bankitalia. Il riconoscimento di una grande legittimazione, che obbliga a una grande responsabilità. Con il voto del 25 maggio, gli elettori hanno detto a Renzi: vogliamo fidarci di te, ma ora fai quello che hai promesso. SQUINZI e Visco gli ripetono la stessa cosa. Ora hai la forza: usala non più solo per raccontarci come va cambiato il Paese, ma per cambiarlo davvero. La Banca d’Italia non si limita …

Renzi: “Pronti a guidare l’Ue L’Italia ha scelto la stabilità Governerò per quattro anni”, di Fabio Martini

Sin dalla notte della larghissima vittoria elettorale Matteo Renzi si è imposto un understatement e un profilo basso che hanno di nuovo spiazzato tutti e così, anche chiacchierando nel suo studio di palazzo Chigi con i corrispondenti di alcuni dei più importanti giornali europei che gli chiedono di una sua possibile leadership Ue, lui si vieta ogni trionfalismo: «Non credo che il senso delle elezioni sia che è nato il leader Matteo Renzi. No, il senso delle elezioni è che l’Italia può giocare un ruolo, che l’Italia non è l’ultima ruota del carro, che l’Italia è un Paese che, se cambia, può diventare lei leader d’Europa». In jeans scoloriti, camicia bianca senza cravatta, Matteo Renzi mantiene il suo tono scanzonato e a Philippe Ridet de «Le Monde» che gli chiede un pronostico sul mondiale di calcio, lui risponde: «Sono troppo amico di Cesare Prandelli e poi dicono che se l’Italia vince i Mondiali c’è un punto in più di Pil…». Ma la Francia lo ha vinto nel ’98 e non è arrivato nulla…». Renzi: «Facciamo …

Renzi sprona il Pd: «Subito le riforme», da L'Unità

«Il tempo delle riforme è adesso». Matteo Renzi alla direzione del Pd alza l’asticella, «dobbiamo avere la forza non soltanto di andare avanti, ma di raddoppiare, tornando al mitico Mike Bongiorno, non è il momento di lasciare ma di raddoppiare». Soprattutto adesso che gli italiani hanno in- vestito il Pd con il 40,8% dei voti a guida- re il processo di cambiamento qui e in Eu- ropa: «Il 40% è un accidente della storia, un colpo di fortuna o un obiettivo stabile?». Per il segretario deve diventare una realtà stabile, quell’approdo a cui pensava Walter Veltroni quando diede vita al Pd. È un treno in corsa il presidente del Consiglio e chiede a tutto il partito di saltare su perché la meta si raggiunge insieme. Non è un caso che prenda le distanze dalle letture perfide di chi ha visto nella foto della notte storica al Nazareno la salita sul carro di tutti, minoranza compresa. «Oggi che ha vinto il Pd è bellissimo pensare che quella foto di gruppo è la foto di un partito …

"Puntiamo sull’economia della conoscenza", di Pietro Greco

L’economia basata direttamente sulla scienza fisica ha prodotto in Italia 118 miliardi di euro di fatturato nell’anno 2011, pari al 7,4% del Prodotto interno lordo (Pil) del nostro Paese. Dando impiego a 1,51 milioni di persone, pari al 6,1% del totale dei lavoratori italiani. Ciascuno di questi lavoratori, dunque, ha prodotto valore aggiunto per 78.100 euro, con una produttività del 22% superiore a quella media italiana. I 118 miliardi di euro sono stati realizzati per il 49% nell’industria manifatturiera, per il 22% nel settore trasporti, per il 16% nei servizi di pubblica utilità (energia, acqua, rifiuti) e per l’8% negli altri servizi, ricerca scientifica compresa. A tutto questo, sostengono gli analisti mobilitati dalla Sif, vanno aggiunti circa 2 milioni di posti di lavori creati indirettamente dai settori economici fondati sulla fisica per una quotadi Pil difficile da definire. È questa, ridotta in pillole, l’analisi che una società privata indipendente, la Deloitte, ha realizzato per conto della Società Italiana di Fisica (Sif), in analogia a due indagini sull’impatto della fisica sull’economia dell’Unione Europea e del Regno …

"Il Pd e l’unità del partito plurale", di Claudio Sardo

Quel 40 per cento segna un passaggio. Una linea di discrimine. Nulla sarà più come prima, per Renzi e per l’intero Pd. Si discuterà ancora se la nuova stagione abbia avuto inizio con le primarie che hanno lanciato Renzi senza però vederlo vincitore, o successivamente con il plebiscito a favore del «cambiare verso», o ancora con l’azzardo della sostituzione di Letta. Ma la verità è che dopo le europee inizia un tempo nuovo anche per il governo. Un capitolo è finito e un altro è stato cominciato dagli elettori. Gran parte degli italiani hanno fatto un investimento, hanno «legittimato» Renzi per una via traversa e lo hanno fatto attribuendogli una forza politica che forse mai era stata concessa ad altri leader nella seconda Repubblica (a dispetto della bolsa retorica sull’elezione diretta del premier). Stando alle cose che ha detto nella conferenza stampa di lunedì e nella direzione Pd di ieri, il premier è ben consapevole delle speranze che ha suscitato e del valore aggiunto che ha portato al suo partito, aprendolo a ceti sociali tradizionalmente …

"L'università ai tempi della crisi: si iscrive solo il 30%, calano i fuori corso, l'età media dei laureati è 25 anni", di Marzio Bartoloni

La prima notizia è scontata: complice anche la crisi il pezzo di carta più ambito continua a perdere appeal e così l’emorragia di laureati e di iscrizioni alle università non si ferma, solo 3 diciannovenni su 10 si immatricolano. Le altre notizie in arrivo dal pianeta atenei sono invece meno scontate: aumentano gli studenti stranieri, calano i fuori corso e si ringiovanisce l’età dei laureati, complice anche la riforma del 3+2 che ha abbassato l’età dei dottori. Che comunque alla fine trascorrono più tempo del dovuto nelle facoltà, visto che l’età media alla laurea è oggi pari a 25,5 anni per i laureati di primo livello (dovrebbero concludere gli studi a 22 anni). L’ultima fotografia delle nostre università arriva dal XVI rapporto Almalaurea presentato oggi a Torino. Un’indagine che ha coinvolto 230 mila laureati, dei 64 atenei aderenti. Quasi tre laureati su quattro da famiglie senza “titolo” La condizione di instabilità e precarietà per il futuro hanno influenzato inevitabilmente le scelte e i comportamenti degli studenti. E così dopo l’aumento delle immatricolazioni dal 2000 al …