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«L’Italia senza welfare tiene in scacco giovani e donne», di Bianca Di Giovanni

Il 2010? Non molto diverso dagli altri anni. Purtroppo». Chiara Saraceno torna a parlare dei «mali d’Italia»: sempre gli stessi. Giovani con poche speranze per il futuro, welfare inadeguato a rendere i cittadini autonomi dalla loro famiglia d’origine, società ferma nelle sue diseguaglianze. Sembra che nulla del nostro Paese possa più sorprendere la sociologa che dopo vari impegni in diverse istituzioni italiane, è «espatriata» (sarà un caso?) a Berlino. Ma c’è un tema su cui l’allarme si fa più pressante: le donne. «Per le donne italiane questi sono anni bruttissimi – dichiara – sia dal punto di vista simbolico che da quello della rappresentazione pubblica». Nel mondo femminile c’è una distanza netta tra Italia e resto del mondo. «La quantità di bocche rifatte qui da noi è abnorme». Riflesso di un berlusconismo ormai dominante? No di certo. Saraceno non punta mai il dito solo su Berlusconi. Sono molte e complesse le cause delle storture italiane. C’entra l’economia, c’entra la cultura, c’entra il governo e c’entra anche la sinistra che non indica una strada alternativa E …

Battisti: Appello del Pd al Presidente Lula

Il testo della lettera che Piero Fassino, Emanuele Fiano e Andrea Orlando, presidenti, rispettivamente, dei forum Esteri, Sicurezza e Giustizia del Partito Democratico, hanno inviato questa mattina all’Ambasciatore brasiliano a Roma Josè Viegas Filho: “Chi ha scelto la violenza e l’omicidio come strumento di lotta contro le istituzioni democratiche e contro inermi cittadini deve saldare il proprio conto con la società. Le vittime del terrorismo non siano private del loro diritto ad avere giustizia” “Ci rivolgiamo al Presidente del Brasile Lula, che, come dirigenti del Partito democratico e militanti da sempre del fronte progressista in Italia, abbiamo sempre apprezzato e sostenuto.Mentre prosegue l’assordante silenzio del nostro governo, ci rivolgiamo a Lula, uomo di sinistra, perché pensiamo che nessun principio garantista e nessuna salvaguardia dei diritti universali dell’uomo può giustificare l’eventuale non concessione dell’estradizione per il terrorista Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni di piombo. In Italia esiste un ordinamento che prevede tre gradi di giudizio, garantisce il diritto alla difesa, assicura il pieno rispetto delle garanzie della persona, anche …

" I profughi e gli ignavi", di Luigi Manconi

Quello che segue è un “racconto di Natale” pur se per nulla edificante. Ma è un errore, e grave, pensare che la letteratura natalizia si debba rifare necessariamente a un canone zuccheroso e consolatorio. Si pensi che capostipite e paradigma narrativo può essere considerato quel Canto di Natale (1843) di Charles Dickens, che rappresenta una delle più disincantate analisi delle ingiustizie sociali nell’Inghilterra della prima metà dell’800, tra miseria nera e sfruttamento dei minori, analfabetismo e lavoro semischiavistico. Anche il nostro racconto di Natale ha tratti cupi: quelli di uno stabile fatiscente nel cuore di Roma, in una via che graziosamente si chiama “dei Villini”, dove vivono da anni circa 140 rifugiati somali. Le condizioni di quella coabitazione sono le stesse che si ritrovano in molte aree delle nostre metropoli, dove lo sviluppo urbanistico lascia ai margini costruzioni o semicostruzioni o ex costruzioni, che diventano rapidamente rifugio di chi dispone solo della “nuda vita”. Altrettante ferite aperte nel tessuto della città, escluse dalla rete dei servizi e dalla protezione sociale garantita dai diritti di cittadinanza, …

"Saper dialogare è il vero segreto della democrazia" di Giuliano Amato

Una società meno divisa e capace di costruire un futuro comune. È il vero sogno di Natale e di fine anno, ha scritto giorni fa su queste colonne Bruno Forte e io sono d’accordo con lui. Non so se lo sono tutti – sono tanti i malati che s’innamorano della loro malattia – so per certo che la divisione e l’aggressività interna di cui soffriamo non sono una malattia solo italiana, sono il frutto di cambiamenti profondi che hanno investito e pericolosamente adulterato una buona parte delle democrazie avanzate. Il mese scorso la School of Government della Luiss ha organizzato un seminario internazionale sul tema «Governare le democrazie». Ebbene, le differenze nelle forme di governo a cui attribuiamo così tanta importanza nelle nostre discussioni sulla riforma istituzionale – la differenza fra governi presidenziali e governi parlamentari, o quella fra governi del primo ministro e governi più collegiali – sembravano tutte più o meno irrilevanti davanti alle comuni difficoltà che sono emerse. E le difficoltà sono quelle di conflitti politici, che estraggono dalla società interessi, sentimenti …

"Il futuro della strategia dei veleni", di Lucia Annunziata

Maria Antonietta non ordinò mai la famosa collana di diamanti, e non disse mai di dare da mangiare al popolo brioche. Ma per ristabilire queste verità sono stati necessari almeno un paio di secoli, e nel frattempo, come dire, Maria Antonietta, dal suo aldilà, di questa verità non sa esattamente più che farsene: non saranno un po’ di storici a recuperarle una reputazione che i libelli anti regime le hanno in ogni caso rovinato in eterno. La macchina del fango è una cosa seria, e quella che abbiamo visto al lavoro, indefessamente, negli ultimi anni in Italia, è ancora ben poca cosa. Ha dunque ampiamente tempo e occasione per crescere, se i suoi apprendisti stregoni lo vorranno. Una certezza infatti abbiamo su questo strumento: la macchina della delegittimazione è straordinariamente efficace, ed è sicuramente irreversibile. E’ una tesi, d’altra parte, già sostenuta in un libro scritto un po’ di anni fa, nel 1996 (nel 1997 pubblicato in Italia da Mondadori), e che val la pena rileggere nel clima che si respira oggi in Italia. In …

"I tagli di Tremonti Editoria e cultura. Non può finire così", di Roberto Natale, Presidente FNSI

Volete voi che cento milioni di euro vadano agli studi per combattere la sclerosi laterale amiotrofica oppure alla stampa di partito e cooperativa? Di fronte a una domanda del genere, non avrebbe esitazioni nel rispondere nemmeno il più strenuo difensore del pluralismo informativo. Ma ignobile è aver messo in contrapposizione valori civili tanto rilevanti. E’ esattamente quello che ha fatto il ministro Tremonti, lasciando credere che la decurtazione dei fondi del 5 per mille fosse da attribuire alla necessità di sostenere i giornali di idee e del circuito no profit e le piccole radio e tv. Così questo improvvisato difensore dell’associazionismo e del volontariato (lo stesso che aveva malmenato le voci del terzo settore con il rincaro delle tariffe postali) ha usato il decreto milleproroghe per togliere di nuovo all’editoria e all’emittenza ciò che una battaglia di mesi anche grazie al largo concorso di forze parlamentari di maggioranza e di opposizione aveva faticosamente consentito di riconquistare. “Con la cultura non ci si mangia” è una delle recenti frasi celebri del ministro. Evidentemente Tremonti pensa lo …

Orlando: "Sullo scudo nessun compromesso", di Francesco Grignetti

Andrea Orlando lette le indiscrezioni che riguardano la Consulta prossima a esaminare il Legittimo impedimento e le strategie del Pdl che mirano a un ddl di rango costituzionale, qual è la vostra risposta? «Premesso che noi non partecipiamo alle danze della pioggia che si svolgono attorno alla Corte costituzionale, una delle forme del rispetto è non seppellirla di illazioni così come non procedere per intimidazioni come ha fatto il presidente del Consiglio nei giorni scorsi». Ma se ci fosse una pronuncia nel senso annunciato dalle indiscrezioni raccolte dalla «Stampa» ovvero una sentenza di rigetto con interpretazione? «Ciò avrebbe un indubbio rilievo dal punto di vista della forma. La sentenza indicherebbe qual è lo strumento che deve essere utilizzato, eventualmente, per introdurre l`istituto del Legittimo impedimento, ma non scalfirebbe di un millimetro la nostra contrarietà che è politica. Le elucubrazioni del Pdl evidentemente non tengono conto del fatto che una modifica in quel senso andrebbe fatta con i due terzi del Parlamento e che la principale forza di opposizione ritiene, al di là della forma che …