"Un discorso più facile", di Maria Lavia
Il presidente della repubblica lavora al discorso del 31 dicembre in un clima politico che appare svelenito Giorgio Napolitano ha iniziato a lavorare al testo del discorso di fine anno. Un messaggio che si prospetta più agevole del previsto, perché la temperie politica che poteva innescarsi con un voto di sfiducia al governo Berlusconi avrebbe quanto meno imposto al presidente della repubblica un tono altamente drammatico, a cospetto di una condizione generale del paese tutt’altro che brillante. Il capo dello stato temeva – e molto – la circostanza di un discorso di fine anno a crisi aperta. E crisi – sarebbe stata – tutt’altro che “pilotata”: dagli esiti quanto mai incerti, viceversa. Il senso della sua posizione Napolitano lo ha già esternato in occasione del saluto alle alte cariche dello stato, spezzando una lancia a favore della stabilità, il che era stato impropriamente (e propagandisticamente) interpretato come un avallo al voto della camera del 14 dicembre, cosa che ovviamente esula dalle prerogative del Quirinale. E insomma una riflessione più pacata è ben possibile in una …
