Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Un patto per l’opposizione", di Aldo Schiavone

«Chi parla di vittorie? Sopravvivere è tutto»: il desolato verso dal Requiem di Rilke descrive perfettamente la condizione in cui oggi si trova Silvio Berlusconi. Andare comunque avanti, restare in piedi a tutti i costi, anche se ciò significa mettere sotto sequestro la politica italiana. La cosa più grave è che tutto questo accade in una congiuntura assai aspra e difficile della vita nazionale, quando la durezza mal fronteggiata (non solo in Italia) della lunga recessione economica si sta trasformando in una crisi sociale sempre più severa, che espone a rischi drammatici la tenuta d´insieme del nostro tessuto civile. Il pericolo di una nuova povertà – tanto più micidiale quanto più inattesa – sovrasta ormai centinaia di migliaia di famiglie di ceti medi e di classe operaia, che mai avrebbero pensato di ritrovarsi così esposte. E un´intera generazione di giovani sta facendo conti feroci con un mercato del lavoro che toglie ogni giorno speranze e respiro. Si stanno dissipando potenzialità enormi: e la perdita prima o poi sarà pagata. Di fronte a una simile emergenza, …

"Votazioni sprint, pasticcio al Senato La vice leghista sbaglia e dà per approvati 4 emendamenti Pd-Idv", di Giovanna Casadio

Nonostante le proteste Rosi Mauro non si ferma. Schifani costretto a ripetere il voto. Due articoli si contraddicono Gelmini: rimediamo con il decreto milleproroghe. La prova provata sta su Youtube. Rosi Mauro ritiene sia il momento di procedere come un caterpillar, nonostante l´aula del Senato in tumulto. «Emendamento 6.21: chi è favorevole, chi è contrario, approvato; 6.23… approvato; 6.26 approvato». «Sospendi la seduta», le gridano dai banchi dell´opposizione. «Io proseguo nelle votazioni, vergogna», si infastidisce lei, alzando la voce. Anche i funzionari le suggeriscono la calma. Ma la vice presidente leghista – coccarda verde sul bavero della giacca; sempre accanto a Bossi nelle uscite pubbliche padane – vuole accelerare sulla riforma Gelmini. Propone votazioni a raffica, proclama i risultati. Non si rende conto di avere dato l´ok a quattro emendamenti di Pd e Idv. Finisce in autogol. Quando Schifani si siede sul suo scranno e riprende la presidenza dell´aula, annulla le quindici votazioni fatte. «Sono da rifare», decide. Democratici e dipietristi non ci stanno. «Il nostro gruppo non parteciperà alla ripetizione delle votazioni già effettuate», …

"Da Berlusconi a Depretis vince il trasformismo" di Michele Ainis

Berlusconi come Depretis? Altri tempi, altre tempre. Eppure c’è una parola che riassume la stagione politica che stiamo attraversando, la stessa parola con cui gli storici ricordano un’esperienza di fine Ottocento: trasformismo. All’epoca, il rafforzamento della maggioranza di governo con l’apporto di singoli parlamentari, oppure assorbendo frazioni della sinistra e della destra; oggi le giravolte di Scilipoti e Calearo, lo smottamento dell’opposizione, il rimescolio di bussolotti da cui per il momento è uscita una fiducia risicata, domani chissà, magari una tombola per chiudere la legislatura alla sua scadenza naturale. D’altronde il presidente del Consiglio l’ha detto chiaro e tondo: posso incrementare le mie truppe accettando nuovi partiti al desco dell’esecutivo, oppure accogliendo nuovi commensali, uno per uno, e l’ultimo chiuda la porta. Insomma contano i numeri, non come ci s’arriva: questa o quella per me pari sono. E invece no, stavolta Rigoletto ha torto. Non è la stessa cosa allargare la coalizione di governo rinegoziandone il programma con altre forze politiche, o allargare la maggioranza esibendo qualche scalpo per trofeo. E del resto un conto …

"Quei ragazzi inascoltati", di Nadia Urbinati

Da settimane gli studenti sono i protagonisti della politica che non c’è, testimoni di una relazione interrotta tra partecipazione e istituzioni senza la quale la democrazia si fa dominio degli apparati contro la cittadinanza attiva. La dialettica sfiducia-consenso che sta alla base del governo rappresentativo è vitale perché le istituzioni non si chiudano al sentire della società, che si esprime anche attraverso il dissenso e le manifestazioni di piazza. Questo governo sa come manovrare intrighi e gestire affari opachi, ma non sa fare la cosa più normale e importante: tenere una relazione di ascolto riflessivo con i cittadini che fuori dalle istituzioni vogliono far sentire la loro voce a chi è stato eletto per prendere decisioni nel nome di tutti. La violenza che si è scatenata nei cortei degli studenti è stata manipolata ed usata per criminalizzare tutto il movimento, giustificare il pugno duro della coercizione e imporre il volere di chi comanda. La risposta al dissenso che questa maggioranza dei 3 voti di limpido consenso dà, è quanto di più improvvido e autoritario; è …

"Gasparri, Dottor Stranamore", di Adriano Prosperi

La presenza nelle piazze «della parte giovane del paese è una garanzia e una speranza per tutti noi». Ricordate lo scatto meccanico del braccio destro del dottor Stranamore nel film di Kubrick? Oggi in Italia il dottor Stranamore ha assunto il volto del capogruppo del Pdl. L´onorevole Gasparri è una presenza abituale nei notiziari della televisione di Stato. Lo si è visto per anni impegnato nel faticoso tentativo di pronunziare frasi a effetto e di elaborare barlumi di pensieri politici, in contrasto palese con la natura dell´uomo al quale sarebbe più congeniale passare direttamente all´azione. Ma di recente i suoi pensieri mostrano l´affioramento in superficie di un qualche rigurgito fascista. Rigurgiti violenti e illiberali: non (solo) per gusto personale ma perché il clima di questi giorni lo richiede. Il rischio corso dal governo Berlusconi e l´avanzare di tempi difficili per la maggioranza hanno fatto saltare la vernice ridanciana e godereccia del Pdl, rivelando sempre più i caratteri di una macchina di potere personale sostenuta dall´avventura di una destra che si va radicalizzando a vista d´occhio. …

"Cartolina di Natale", di Massimo Gramellini

Come biglietto di auguri natalizi, una lettrice ha spedito agli amici questa storiella edificante. Un sant’uomo chiede a Dio di poter visitare l’inferno e il paradiso, possibilmente nell’ordine (preferisce il lieto fine). Dio lo conduce davanti a due porte chiuse e spalanca la prima. Al centro della stanza spicca una tavola rotonda e al centro della tavola un pentolone da cui emana un profumo delizioso. Ma le persone sedute intorno alla tavola sono ridotte a scheletri. Ciascuna di esse ha un mestolo attaccato al braccio, lo tuffa nel recipiente per raccogliere il cibo e però poi non riesce a portarlo alla bocca perché il manico del mestolo è più lungo del braccio. Che supplizio atroce, pensa il sant’uomo, compatendo gli affamati. «Hai appena visto l’inferno», dice Dio e spalanca la seconda porta, quella del paradiso. C’è una tavola rotonda al centro della stanza anche lì. Al centro della tavola un pentolone da cui emana lo stesso profumo. E le persone sedute intorno alla tavola hanno un mestolo attaccato al braccio che nessuna di esse riuscirà …

"Quasi la metà della ricchezza è in mano al 10% delle famiglie", di Luisa Grion

Rapporto Bankitalia: forte livello di disuguaglianza. Il valore delle case mantiene l´Italia ai vertici, ma la distribuzione non è certo equilibrata. Più che povero, diseguale, non equo, spaccato in due fra una minoranza che ha tanto e una maggioranza che ha poco. L´Italia è un paese dove il 45 per cento della ricchezza è in mano al 10 per cento delle famiglie. Mentre alla metà più povera delle stesse va il 10 per cento della ricchezza appena. Un divario forte e che non dà segni di ravvicinamento: su questo scalino siamo fermi da anni. A misurare il gap fra chi vive molto bene e chi no, è la Banca d´Italia, nel suo rapporto «La ricchezza delle famiglie italiane 2009». Va detto che, se rapportati al resto del mondo, siamo in ottima compagnia, apparteniamo «alla parte più ricca, collocandoci nelle prime dieci posizioni tra gli oltre 200 paesi considerati dallo studio». E´ nostro il 5,7 per cento del benessere mondiale, una quota superiore sia a quella sul Pil (il 3 per cento) che a quella sulla …