Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Alla sinistra ora serve un nuovo Ulivo", di Pier Luigi Bersani

Caro direttore, dopo anni di illusione berlusconiana l´Italia continua a regredire sul piano economico e sociale e si allontana, alla luce di ogni parametro, dai paesi forti dell´Europa. Nello stesso tempo l´impegno a riformare e a rafforzare le istituzioni repubblicane si sta trasformando in una deformazione grave della nostra democrazia. Ci si vuole trascinare ad un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione; dove si limita l´indipendenza della Magistratura; dove il Parlamento viene composto da nominati; dove il Governo ha il diritto all´impunità e ad una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. I segni di tutto questo li abbiamo potuti valutare in questi anni berlusconiani: regressione dello spirito civico e della moralità pubblica, politica ridotta a tifoseria, allargamento del divario tra nord e sud, nessuna buona riforma sui problemi veri dei cittadini. Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com´è nell´usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare …

"Lo stato, l'etica e il caso di Sakineh", di Chiara Saraceno

Le condotte “immorali” delle donne appaiono più gravi: disonorano gli uomini di famiglia e “tentano” gli altri. Una colpa “morale” diventa reato penale: questo sta succedendo all´iraniana condannata a morte per adulterio. Il caso Sakineh, come quello di molte altre donne condannate a morte (con lapidazione!) a causa del loro supposto adulterio non riguarda solo la sproporzione tra la colpa e la pena, ma il fatto stesso che una supposta colpa secondo il codice morale sia automaticamente un reato dal punto di vista penale. E che reato, vista la pena cui viene condannata chi lo compie. Si può discutere o meno se l´adulterio sia una colpa morale e se l´essere vedove non sciolga dall´obbligo della fedeltà verso il coniuge defunto. Molte società, in passato e in parte anche nel presente, hanno risposto affermativamente a questa domanda. Anche in alcuni paesi occidentali fino a relativamente pochi anni fa l´adulterio poteva avere conseguenze sul piano civile e penale. In Italia fino al 1975 il sospetto adulterio di una donna (ma non di un uomo) poteva essere causa …

"Il viaggio dell'Unità, 150 anni dopo. Torniamo a vincere tutti insieme", di Giuseppe Civati

È appena iniziato, il viaggio alla ricerca dell’unità perduta. Ci tocca proseguire, nella speranza che sia la democrazia a porre una lapide e a deporre, contestualmente, chi sapete voi. Dobbiamo fare in fretta e, per cambiare le cose, dobbiamo cambiare noi stessi. Perché più le cose sono semplici, più sembriamo inadeguati. E, dopo Mi fido di te, sembra che la colonna sonora del Pd sia diventata L’ombelico del mondo. Tutti a parlare di sé, a distinguere come entomologi tra mozioni, espressioni tecniche, modi di dire del burocratese. Con un vero trionfo della retorica politicista quando si è trattato di discettare di governi tecnici. Rispetto alle cose da fare, questi sono “puri nomi”. Anzi, “puri cognomi”. E non va bene. Per niente. Attraversando il Paese, parlando con le persone che ci vivono (e lo vivono), la politica sembra assente. Anzi, di più, sembra inutile. Non dimentichiamolo: si riparte dalla ‘A’ di astensione, la lettera scarlatta della politica italiana, che deciderà anche le prossime elezioni. Non lasciamo nulla di intentato. Anche Grillo, per dire: prendiamolo sul serio, …

"La metamorfosi di Marchionne dall´elogio dell´etica all´Ok Corral", di Paolo Griseri

Da canadese a texano, da manager-filosofo che cita Popper a uomo del saloon che sfida i sindacati all´Ok Corral. Non è chiaro se Sergio Marchionne, 52 anni e tre nazionalità, abbia davvero cambiato idea. E´ evidente che nel giro di pochi mesi la sua immagine si è clamorosamente rovesciata, una metamorfosi non solo mediatica che gli consente oggi di planare come un marziano nel tempio post-democristiano di Cl. Com´è stato possibile che il maglioncino blu più amato dalla sinistra italiana si sia trasformato in quello che un nutrito gruppo di sindacalisti chiama ormai «il nuovo Valletta»? Sembrano lontani i tempi del Marchionne 1. «La Fiat è spesso caricata di un´identità simbolica, come una specie di matrice di idee e di valori. Sentiamo la necessità che tutte le nostre decisioni siano prese con cura, diligenza e rigore e con piena coscienza delle conseguenze che ne possono derivare. Per questo lo sviluppo della Fiat sta seguendo principi etici e sociali ben definiti». Era il 27 maggio 2008 quando l´uomo in maglione riassumeva così la sua filosofia manageriale …

"Repubblica fondata sul turpiloquio", di Gian Enrico Rusconi

Ci avviamo verso una repubblica del volgo. Lo si sente dal linguaggio ormai corrente dei suoi esponenti politici più in vista, un linguaggio volgare, nel senso letterale del volgo, appunto. Quando chiedete la ragione dell’indecenza delle battute di molti politici, sentite rispondere: «Ma così parla la gente!». I politici parlano (finalmente) come la gente al bar o sotto l’ombrellone. In realtà è un inganno: più la politica non sa argomentare e affrontare i grandi problemi, più aggredisce con la finta intimità dello scurrile. Quando anni fa l’innocua parola «gente» è entrata nel linguaggio politico non più a segnalare una moltitudine anonima di persone, ma a indicare un soggetto politico cui rivolgersi, si disse che era la versione dell’americano «people». Adesso però siamo arrivati al vulgus alla latina (prossimo alla plebs, non quella della repubblica romana, ma quella del cesarismo). Ma perché mai Bossi, che è il campione dell’involgarimento del linguaggio pubblico, non dovrebbe usare nei confronti di Casini il doppio senso che è associato quotidianamente al suo nome? Perché non chiamare gli avversari politici con …

"Salviamo Sakineh", di Tiziana Ferrario

Non si può restare indifferenti di fronte alla tragica sorte di Sakineh Mohammadi Ashtiani,la donna iraniana di 43 anni accusata di adulterio e condannata a morte per lapidazione a Tabriz,la città dove è detenuta. C’è una grande mobilitazione internazionale intorno al suo caso, per convincere le autorità iraniane a sospendere la pena, ma sinora nessuna decisione è stata presa. L’ultima a scendere in campo la premiere dame francese Carla Bruni, ma in questi mesi si sono mossi personaggi del mondo dello spettacolo, imprenditori, intellettuali. E una raccolta di firme parte anche da Articolo 21. Al momento si sa che il caso di Sakineh dovrà essere riesaminato,ma solo per cambiare le modalità dell’esecuzione:trasformare la sentenza di lapidazione in impiccagione. Ad alimentare la campagna a favore di Sakineh sono il figlio Sajad di 22 anni e la figlia Farideh di 17. “ Nostra madre è innocente, è in prigione da 5 anni senza avere commesso alcun crimine.”dicono i due figli. La vicenda di Sakineh parte da lontano. Già nel maggio 2006 era stata sottoposta a 99 frustate …

"Quegli errori da evitare", di Tito Boeri

l Presidente Napolitano ha chiesto alla Fiat di rispettare le sentenze e quindi di reintegrare a tutti gli effetti i tre lavoratori prima licenziati e poi riammessi solo formalmente senza poter esser messi in condizione di lavorare. Nel ricordare opportunamente i principi cardine di uno stato di diritto, il capo dello Stato ha auspicato che si creino le «condizioni per un confronto pacato e serio su questioni di grande rilievo come quelle del futuro dell´attività della maggiore azienda manifatturiera italiana e dell´evoluzione delle relazioni industriali nel contesto di una aspra competizione sul mercato globale». Perché il Presidente ha inteso riferirsi a questioni di portata così generale anziché limitarsi al caso specifico dei tre lavoratori che lo avevano interpellato? E perché Fiat ha affrontato uno scontro così duro a Melfi, incorrendo nella censura della massima autorità dello Stato, in un momento in cui in Italia, a Pomigliano, sono in gioco accordi ben più importanti per il suo futuro? Marchionne è oggi impegnato nella realizzazione di un piano industriale ambizioso che, come negli Stati Uniti, richiederà la …