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Gran Bretagna: verso l’era dei governi di coalizione

Per la prima volta dal 1974 il sistema maggioritario puro a turno unico in Gran Bretagna non ha funzionato ed è stato eletto un “hung parliament”, un “parlamento appeso”, nel quale nessuno dei principali Partiti gode della maggioranza assoluta dei seggi. Il sistema maggioritario infatti, produce un vincitore chiaro solo quando esiste un sistema bipolare, o bipartitico definito. Ma la struttura partitica in Gran Bretagna ormai non si può più definire bipolare. I conservatori hanno vinto le elezioni, ma solo con il 36% dei voti, che non ha consentito loro di assicurarsi la maggioranza assoluta in Parlamento: avevano bisogno di almeno 326 seggi, ma ne hanno conquistati 306.11. Il Partito laburista ha ottenuto 258 seggi, con il 29% delle preferenze; i liberaldemocratici hanno dato risultati numericamente buoni ma deludenti rispetto alle aspettative emerse durante i dibattiti televisivi in campagna elettorale. Clegg infatti ha avuto il 23% dei voti, ma a causa del sistema elettorale può contare su soli 57 seggi. Con questa situazione di stallo non è ancora possibile dire se sarà David Cameron, leader …

"I golpisti del mercato", di Rinaldo Gianola

Il problema, dunque, non è solo la Grecia. La crisi non è riconducibile esclusivamente ai conti fuori controllo dei greci ai quali i giornali tedeschi suggeriscono di vendere l’Acropoli per rispettare i sacri parametri di Maastricht. Nel giro di tre giorni l’Europa è passata dalle difficoltà «circoscritte» di un singolo paese, il più debole sotto il profilo finanziario, a una «crisi sistemica», parole del presidente della Bce Trichet, che mette in discussione non solo gli eredi della dracma ma l’intera costruzione dell’Unione e della moneta unica. In poche ore le fiamme e le tragiche violenze di Atene sono passate quasi in secondo piano rispetto alla destabilizzazione che dai mercati è salita fino alle cancellerie che, solo dopo l’intervento preoccupato del presidente Obama su Angela Merkel, hanno deciso di ritrovarsi per il week end a Bruxelles per decidere un piano straordinario di interventi. Non sappiamo se le misure decise stroncheranno l’attacco della speculazione dei mercati ai governi, all’Unione e all’Euro. È certo, tuttavia, che anche questo maxi piano dell’Europa non risolverà i problemi di fondo, non …

"Italiani a metà un popolo diviso", di Ilvo Diamanti

Fieri di appartenere alla comunità nazionale anche se spesso pronti a considerare il Sud un peso. L’Italia si presenta ai 150 anni dell’Unità con molte contraddizioni ma con un’identità. Costruita soprattutto intorno all’attaccamento ai familiari e all’arte di arrangiarsi. Ecco perché, nonostante le tensioni, continuiamo a sentirci cittadini dellostesso Paese. E perché rischiamo di scoppiare. Ci si avvia al 150esimo anniversario dell’unità nazionale fra molte divisioni. Tanto che alcuni fra i più autorevoli componenti del Comitato dei Garanti per le celebrazioni si sono dimessi. Per primo: Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente della Repubblica che, nel corso del suo mandato, ha investito sulla riaffermazione delle feste e dei simboli nazionali. Un atteggiamento che non pare condiviso dalla maggioranza di governo. Nella Lega, soprattutto. I cui leader, a partire da Bossi, fanno a gara nel sottolineare che c’è poco da celebrare. Che, per i padani veri, l’unità d’Italia anzi: l’Italia stessa non merita di essere celebrata. Così, ci si avvia a questo 150enario in modo dimesso e reticente. Un po’ come l’atteggiamento degli italiani verso l’Italia, descritto …

"I giorni terribili dell'attacco all'euro", di Eugenio Scalfari

Due giorni terribili e una terribile nottata tra i capi dei governi europei, mentre crollavano le Borse di tutto il continente e Wall Street addirittura precipitava di mille punti in pochi minuti. Un errore umano? Molto peggio: l’errore umano aveva messo in moto le tecnologie computerizzate che avevano trasmesso l’ordine di vendere a tutti gli operatori collegati in rete. Così la tecnologia amplifica e soverchia le manchevolezze degli umani, dei quali sempre più spesso diventa padrona. Quei minuti di panico si sono tuttavia protratti per tutta la giornata sulle due sponde dell’Atlantico; la riunione dei leader europei è durata otto ore, con lo spettro di che cosa potrà accadere lunedì alla riapertura dei mercati. Lo spettro dell’affondamento dell’euro ha dato loro il coraggio che fin qui gli era mancato. Soprattutto era mancato ad Angela Merkel, cioè alla Germania e alla Bundesbank che ne rappresenta il cuore monetario, ancora nostalgico del marco, abbandonato in favore della concezione europeistica di Kohl. C’è voluto un intervento diretto di Barack Obama sulla cancelliera della Germania federale per farle comprendere …

"Atene e Roma società del ricatto", di Barbara Spinelli

Ci vorranno non mesi ma anni, perché la Grecia trovi la forza, in se stessa, di assumere il fardello molto pesante di sacrifici che il primo ministro George Papandreou ha presentato giovedì alle camere. Molti demoni dovrà combattere, molte tribolazioni le si accamperanno davanti man mano che si snoderà la via stretta del risanamento, e in cuor loro i greci l’hanno appreso, in queste settimane di prova: non sono tutti esterni, i demoni; non vengono tutti dal mercato o dalle agenzie di rating le minacce, i sospetti, gli assalti. I mali della Grecia sono in massima parte interni: sono parte della sua storia, dell’uso che è stato fatto di essa, delle memorie paralizzanti che l’impacchettano. Se la resistenza ad accettare la nuova austerità è così vasta, se il coraggio di Papandreou fatica a imporsi, è perché dietro di lui c’è un paese smagato, disunito, radicalmente sfiduciato. È una sfiducia che ha radici antiche e che risale all’impero ottomano, ma che non ha vissuto una catarsi nel dopoguerra. Lo Stato non ha tratto vigore dalla resistenza …

"Quando manca la politica", di Tito Boeri

E’ stata quella di ieri un’altra giornata di grande nervosismo sui mercati finanziari. Non solo in Europa, ma anche oltre Oceano. Si teme il contagio della crisi greca attraverso un nuovo collasso del sistema finanziario con epicentro questa volta nel Mediterraneo anziché negli Stati Uniti. Moody´s aveva lanciato in mattinata un allarme sul rischio di effetti-domino sul sistema bancario «non solo di Portogallo e Spagna, ma anche di Irlanda, Regno Unito e Italia». La nota dell´agenzia di rating è stata accompagnata da un ulteriore calo dei nostri titoli bancari. La capitalizzazione di borsa di Unicredit, Intesa-San Paolo e Mediobanca si è ridotta di un quarto nell´ultimo mese, trascinando verso il basso Piazza Affari. Tutto questo nonostante le ripetute rassicurazioni di Banca d´Italia sulla solidità del nostro sistema bancario e sul «basso debito complessivo di famiglie, imprese e Stato» nel nostro paese. Cosa preoccupa gli investitori? E perché le rassicurazioni di Banca d´Italia non sembrano sufficienti a placare questi timori? Il problema non è tanto legato all´esposizione delle banche italiane nei confronti dei titoli di stato …

Storie di appalti e interessi

Berlusconi garantisce per Verdini, Scajola e Lunardi. Dagli appalti truccati, all’interim alle Attività produttive, la palude governativa sta diventando una sabbia mobile. Gli appalti per il G8 stanno diventando sempre più delle clamorose sabbie mobili per il governo. Dalle indiscrezioni e dai fascicoli che le Procure di Firenze e Perugia che stanno vagliando il caso, ogni giorno emergono a galla storie di corruzione, di appalti truccati e di illeciti che coinvolgono alcuni personaggi di spicco della maggioranza. Berlusconi corre ai ripari, e dopo aver indotto Scajola alle dimissioni, si erge a paladino anti-corruzione: insomma da controllato diventa controllore. Se lo scandalo che aveva toccato Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, sembra un lontano ricordo (senza una verità finale), i coinvolgimenti che ora investono l’ex ministro Claudio Scajola, il coordinatore del Pdl Denis Verdini e la “new entry” Pietro Lunardi, ministro per le Infrastrutture del primo governo Berlusconi sembrano davvero un harakiri ingestibile. Tutti vicini alla coppia Balducci-Anemone, tutti con qualche implicazione in appalti sospetti e illeciti amministrativi. Sperando che la verità venga alla luce e …