Tutti gli articoli relativi a: attualità

Berlusconi minaccia il Colle. "Se vinco elezione diretta", di Nini Andriolo

Altro che abbassare i toni. Berlusconi gradisce poco l’invito e invia al Colle un preavviso di sfratto niente male. Dopo le regionali, dice, per “modernizzare il Paese” si potrebbe pensare anche “all’elezione diretta del Presidente della Repubblica”. E il “mandato pieno” che Silvio chiede agli elettori rivela, così, la voglia di rivoltare come un calzino la Costituzione. Per “ridurre il numero dei parlamentari”, per “la grande riforma della giustizia”, ma – soprattutto – per premere l’acceleratore in direzione del Quirinale. Il Cavaliere, in realtà, legge l’appello del Capo dello Stato a porre fine alla “conflittualità” come un monito formalmente bipartisan rivolto sostanzialmente a lui. E ieri sera, tanto per restare in tema con il libro che stava presentando al Tempio di Adriano (“l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”), ha spedito al Colle l’avvertimento del cambio di regole che potrebbe anticipare la scadenza naturale del settennato. Berlusconi, nei giorni scorsi, si era “limitato” a ipotizzare l’elezione diretta del premier, ma ieri è andato oltre. Se, poi, agli auspici di ricorso al popolo per la nomina del …

Il popolo viola denuncia: «100 euro ai disoccupati per andare in piazza per Silvio»

Disoccupati ingaggiati a 100 euro per partecipare alla manifestazione del Pdl a Roma: è quanto afferma sul proprio blog Gianfranco Mascia, uno dei leader del «Popolo viola». «100 euro per andare alla manifestazione di Roma – inizia il ‘post’ di Mascia – con la maglietta con la scritta ‘Meno male che Silvio c’e». «Agenzie interinali specializzate – prosegue Mascia – stanno facendo chiamate a tappeto ai disoccupati offrendo il gruzzoletto a chi sarà presente con la maglietta, il tutto per tentare di riempire la piazza». «Sono alla frutta – commenta il post – ma hanno i soldi e ce la faranno». Mascia conclude con «un consiglio»: «Se ricevete la telefonata dite di sì e poi andate fuori, non prima di essere stati alla manifestazione del Forum dell’acqua», che si svolgerà domani anch’essa a Roma. Il post sul suo blog, dice ancora Mascia, «si chiude con ‘sono alla frutta, ma hanno i soldi e ce la faranno’. Un consiglio? «Se ricevete la telefonata dite di sì e poi andate fuori, non prima di essere stati alla …

"Incubo astensionismo", di Federico Geremicca

Se non si fosse di fronte all’ennesimo colpo alla credibilità delle istituzioni e della politica di casa nostra, l’arresto dell’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese (a dieci giorni dall’apertura delle urne e a nove mesi dalle sue dimissioni e dall’avvio dell’inchiesta), quest’arresto – dicevamo – potrebbe essere considerato la ciliegina mancante sulla torta di una delle peggiori campagne elettorali che si ricordino. Una campagna elettorale aperta – di fatto – dallo scandalo che ha investito la Protezione civile e alimentata, via via, da episodi criminosi e vicende nauseabonde che, in alcuni casi, hanno lasciato lettori ed elettori letteralmente di stucco. Si fa perfino fatica, nel timore di dimenticarne qualcuno, a rielencare fatti e personaggi di questo stillicidio quotidiano. Si è andati dai massaggi in tanga brasiliano somministrati al dottor Bertolaso, ai pugni e ai calci tra ex di Forza Italia ed ex di An nella sede del Pdl milanese; dalla sconcertante vicenda che ha portato in carcere il senatore Di Girolamo, al balletto di corsi, ricorsi e carte bollate intorno alle liste del centrodestra di …

"Il cinismo assoluto", di Massimo Giannini

Con un incredibile “blitzkrieg” di prima serata, effettuato come sempre in un format televisivo sicuro perché posto al riparo dalle domande vere e dunque pericolose, il presidente del Consiglio ha varcato l’ennesimo confine. La sua “intervista” al Tg2 è in realtà il livoroso comizio di un capo-popolo che, in nome del plebiscito tributatogli dagli italiani e in forza del suo potere assoluto sacro e inviolabile, è ormai pronto a tutto. Anche a stravolgere quel che resta di un equilibrio istituzionale che lui stesso ha sistematicamente “picconato” nel corso del suo avventuroso Ventennio. Perché questo ha fatto, ieri sera, Silvio Berlusconi. Per spacciarsi ancora una volta come una “vittima innocente” di fronte all’opinione pubblica, e per rilanciare le sue farneticanti accuse alle procure “scese in campo” contro di lui “dettando i modi e i tempi della campagna elettorale”, il premier non ha esitato a piegare a suo uso e consumo le parole misurate del Capo dello Stato. Altro che “tirare la giacchetta” al presidente della Repubblica: Berlusconi gli ha letteralmente strappato di dosso l’abito di “garante …

"Così la crisi pesa sulla salute degli italiani Anche il dentista è un lusso", di Adele Sarno

Meno di due famiglie su cinque si sono potute permettere l’anno passato le cure ododontoiatriche. Cresce il consumo di pasta e pane mentre si risparmia sulla frutta e la verdura, troppo cari. Il boom di antidepressivi l’unica cosa che accomuna tutte le regioni. Sono i dati del Rapporto Osservasalute 2009 che disegnano un’Italia più povera, che continua a invecchiare e cresce solo grazie agli immigrati Il dentista è diventato un lusso, a tavola si mangia più pane e meno frutta, il consumo di farmaci antidepressivi è triplicato. Sono alcuni degli effetti che la crisi economica ha provocato sulle abitudini degli italiani, soprattutto sulle fasce deboli della società. E’ questo il dato di fondo che emerge dalla settima edizione del Rapporto Osservasalute (2009), un’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni italiane. Il rapporto è pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute dell’università Cattolica di Roma e coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di igiene della facoltà di Medicina e chirurgia. Lo studio rivela come e quanto abbia pesato sulle famiglie la …

"La serrata del signor Tv", di Massimo Gramellini

A dieci giorni dal voto, la politica riempie i teatri e irrompe sul web, ritorna al passato e va nel futuro, ma diserta malinconicamente il presente: la televisione. Una situazione surreale, come se alla vigilia dei Mondiali chiudesse la Domenica Sportiva. Chiunque osservi la scena da una prospettiva più evoluta della nostra, per esempio dallo Zimbabwe, vedrà conduttori televisivi che trasferiscono i talk show nelle piazze e politici in preda alla sindrome di invisibilità che chiamano i giornali per proporre e in qualche caso elemosinare interviste sui siti. Sempre dallo Zimbabwe ci fanno notare il paradosso del direttorissimo del telegiornale governativo, che è appena andato a spiegare le proprie ragioni su Internet, partecipando al programma online di uno dei grandi epurati della tv, Enrico Mentana. È un sistema rovesciato, l’effetto della scelta spaventata di una vecchia volpe che controlla lo schermo ma non riesce più a governarlo e perciò decide di spegnerlo. Berlusconi è e rimane il comunicatore di un mondo di cieli azzurri e bimbi sorridenti, il mondo dei rampanti Anni 80, il suo …

"Pop e trasversale. Avanza il partito dell’astensione", di Jacopo Iacoboni

Per Palmiro Togliatti non andare alle urne era «un vizio da piccolo-borghesi». E quando Bettino Craxi nel ‘91 rivolse il celebre appello anti-referendario «andate al mare», la scelta astensionista fu connotata – anche lessicalmente – con le stigmate del disimpegno fru fru. Oggi no, tutto è diverso. Oggi si astengono trentenni colti, motivati, non di rado benestanti. Ma vagheggia l’astensione – e ne parla al cliente – anche la proprietaria del bar, la commessa, la piccola partita iva. L’astensione, che un tempo si credeva mirata solo a far male a sinistra, appare uno spettro trasversale, e popolare. È diventata un argomento di dibattito fuori dai salotti disillusi. «Io penso che sì, mai come oggi l’astensione può rappresentare una precisa opzione politica, un’opzione non demonizzabile», analizza Marco Tarchi, scienziato della politica a Firenze, da sempre privo di dogmatismi su questa materia spesso offuscata dal politically correct. Astenersi è sempre un male? «Naturalmente per ottenere un effetto significativo l’astensione dovrebbe superare un livello di guardia psicologico, raggiungere, diciamo, un terzo dell’elettorato. Se avessimo un risultato del 65 …