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Decreto Romani: libertà di espressione soggiogata all’azione del governo

Il governo ha da poco incassato il parere favorevole della commissione Lavori pubblici del Senato al decreto “tv senza frontiere”. Dopo giorni di dura battaglia poche sono le modifiche apportate al testo, qualcosa in tema di quote di produzione e di diritti in favore delle produzioni indipendenti e una semplice riscrittura, che nulla cambia nella sostanza, di alcune disposizioni che riguardano la rete. Perché è grave questo decreto? Per prima cosa un fatto: è la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano che con un decreto del governo, in totale violazione dei limiti imposti dalla legge delega, si riscrive una parte importante delle norme in materia televisiva e si introducono limiti all’uso di internet. Diritti dei cittadini presidiati dalla costituzione (la libertà di comunicazione, la libertà di espressione del pensiero) sono soggiogati all’azione del governo. Uno dei fondamenti della democrazia con questo decreto è andato a farsi benedire e solo poche voci si sono levate a protestare. Il testo finale cambia sulle quote cinematografiche e sui diritti ai produttori indipendenti perché forse anche in questo caso ha …

"Se questo è un uomo", di Massimo Gramellini

Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!». Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il …

"Gli italiani che scelgono un futuro all'estero", di Stefano Landi

Quasi quattro milioni, quanti gli stranieri nel nostro Paese. Oltre il 50% ha meno di 35 anni, 60 mila studenti l’anno. Di solito ci si ricorda degli italiani all’estero durante le elezioni politiche, quando il loro voto benché lontano può decidere le sorti del nuovo Parlamento. O durante i Mondiali di calcio, quando si scopre in televisione che sono quelli più attaccati al tricolore. L’italiano dello «spaghetti e mandolino», quello che fa la barba fischiettando O’ sole mio o il Nino Manfredi di Pane e cioccolata, forse non c’è più. Perché come diceva Renzo Arbore “lapizza non è un reato” e così (lentamente) la reputazione italiana all’estero sta cambiando. I cittadini italiani residenti all’estero sono 3.915.767, all’incirca lo stesso numero degli stranieri residenti in Italia (3.891.295). Un equilibrio quasi perfetto, destinato per a cedere nei prossimi anni dato che gli immigrati crescono a un ritmo più accentuato. ll primo dato che salta all’occhio è che dei cittadini italiani oggi sparsi per il mondo un terzo è nato all’estero e più della metà ha meno di …

Bertolaso, bonifica alla Maddalena."Ora faremo la manutenzione"

“Prima dell’estate – dice Bertolaso, capo della Protezione civile – qui ci sarà una grande realtà industriale, che farà funzionare questa meraviglia. Stiamo lavorando al bando di assegnazione”. Il sopralluogo con la stampa nell’ex ospedale militare della Maddalena e nell’ex arsenale, dopo la denuncia di Repubblica sul totale abbandono delle strutture costruite in vista del G8 dell’anno scorso, poi trasferito a L’Aquila, è appena terminato e il responsabile della Protezione civile fornisce la “diagnosi”: “Certo, ci sono cose da sistemare e lavori in corso, ma non vi sono segni di serio abbandono”. Poi aggiunge: “Per quanto riguarda le altre strutture è tutto a posto. Come si direbbe in gergo sanitario l’ex arsenale gode di buona salute”. Il sopralluogo con la stampa. Bertolaso era accompagnato dal progettista dello spettacolare edificio di vetro sul mare, l’architetto Boeri e dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci. Le strutture realizzate alla Maddalena per il G8 “non sono in stato di abbandono, anche se c’è qualche lavoro di manutenzione da fare”. Nell’isola, ha detto ancora Bertolaso “è stata fatta la …

Altro che legittimo impedimento, processateci subito. Proposta di deputati e senatori PD

Calendarizzare subito i processi contro i parlamentari e quelli per criminalità organizzata e terrorismo e incidenti sul lavoro. Mentre la maggioranza si prepara ad esaminare il testo sul legittimo impedimento che punta a sospendere i processi a carico del presidente del Consiglio e dei ministri per almeno 18 mesi, il Pd lancia la proposta per una corsia preferenziale per far svolgere prima i processi a carico dei parlamentari. Un testo che vuole garantire trasparenza sull’operato dei politici e che nel Pdl hanno già definito ”una provocazione”. Forse perché hanno capito che il Partito democratico non ha alcuna intenzione di seguire il centrodestra sulla strada delle immunità parlamentari e andiamo controcorrente rispetto alla maggioranza che non vuole far processare chi governa e fa politica. Il progetto di legge è stato già sottoscritto da numerosi deputati (Levi, Zaccaria, Bindi, Bachelet, Corsini, De Torre, Ferranti,Margiotta, Marchignoli, Mazzarella, Miglioli, Miotto, Santagata,Tabacci, Zampa) e senatori (Magistrelli, Chiaromonte, Giaretta,Marino, Mazzuconi, Solian). Così mentre la maggioranza, punta a fermare le lancette dell’orologio quando è un politico a dover affrontare il giudizio di …

"La strana disfatta", di Barbara Spinelli

Uomini con la testa di paglia ci governano, non solo in Italia. Non stupisce lo strano silenzio che circonda, d’un tratto, la guerra iniziata da americani ed europei in Afghanistan, quasi nove anni fa. Guerra senza più bussola, che nel 2001 scacciò i talebani e ora è tutta intenta a facilitare il loro ritorno al potere, addirittura remunerandoli in cambio di qualche gentilezza sulla costituzione. Guerra di cui «abbiamo ormai abbastanza», ammette con candore lo stesso comandante della Nato in Afghanistan, generale McChrystal. Guerra degradata a simulacro, già da tempo. Nessun occidentale vuol finirla, nessun ministro della difesa rinuncia a foto di gruppo con soldati al fronte, ma in cuor suo ciascuno sa la verità: la guerra che solennemente vien continuata è in fondo già considerata perduta. La commedia è recitata da voltagabbana ignari del pudore, che hanno bisogno della messa in scena per evitare l’onta di una fuga. Solo per i soldati e i loro capi il conflitto non è simulacro ma dura prova in cui si rischia la morte, si guadagna l’onore, si …

"Sul legittimo impedimento il premier teme il voto segreto", di Liana Milella

Sono un incubo da giorni i voti segreti sul legittimo impedimento. Il capogruppo del Pdl Cicchitto se li sogna di notte e si prefigura le nefaste conseguenze di una possibile débacle se i franchi tiratori colpissero. Su oltre 150 emendamenti alla legge che, almeno per un po’, dovrebbe mettere tranquillo Berlusconi e consentirgli di rinviare i processi, le opposizioni, se volessero, potrebbero chiedere moltissimi scrutini coperti perché il testo, riguardando le libertà personali, ricade tra quelli che possono eludere la consultazione palese. E lì, nelle pieghe di quei voti, potrebbe manifestarsi un duplice e pesante dissenso, tutto interno agli ex forzisti. Il primo: lo scontento per una norma che, ancora una volta, riguarda Berlusconi, con il contentino dei “soli” ministri, perché la manovra di farci rientrare gli oltre 30 sottosegretari si è miseramente arenata sullo scoglio dell’incostituzionalità, come quella di infilare pure “i concorrenti nel reato”. Il secondo: i mugugni diffusi per la partita delle prossime elezioni regionali che vede vincenti le richieste della Lega in Veneto e in Piemonte con Cota e Zaia e …