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"La riforma dell’apprendistato: quali i rischi di effetti negativi (inattesi)?", di di Ugo Ascoli ed Emmanuele Pavolini

In attesa di altri provvedimenti per ora solo annunciati (fra cui ad esempio la creazione di strumenti di welfare a copertura universale per chi è senza lavoro e senza reddito), l’attuale governo ha ritenuto di dover intervenire con celerità su questioni relative al mercato del lavoro con un decreto legge, il n° 34 del 20 marzo 2014, onde modificare la regolazione di alcune importanti forme di contratto: l’apprendistato (incidendo soprattutto su quello più praticato, ovvero quello ‘professionalizzante’) ed il contratto a tempo determinato. Rispetto a un dibattito politico che si è iniziato a concentrare sul secondo di tali strumenti, riteniamo in questa sede sia importante svolgere una riflessione sui cambiamenti apportati al primo, che ha rappresentato fino ad oggi il contratto su cui maggiormente si sarebbe dovuto teoricamente puntare, qualora si fosse voluto investire sul ‘capitale umano’ dei giovani: l’elemento qualificante di tale strumento è, infatti, quello di dare rilevanza contemporaneamente sia all’inserimento effettivo nel mercato del lavoro che alla formazione durante il periodo iniziale di tale investimento. La nuova normativa proposta dal governo Renzi …

"Se questa è persecuzione", di Massimo Giannini

Quattro ore a settimana in un centro anziani a due passi da Villa San Martino. Cioè sedici ore al mese. Cioè centosessantotto ore totali, l’equivalente di una settimana, spalmate su dieci mesi e mezzo. Eccolo qui, il risultato della «persecuzione giudiziaria » che la «magistratura politicizzata, metastasi della democrazia », ha osato infliggere all’Unto del Signore. Eccolo qui, l’esito della «guerra dei vent’anni» che le odiate «toghe rosse», al servizio dei comunisti, hanno condotto contro lo Statista di Arcore. L’affidamento ai servizi sociali, definitivamente irrogato nei confronti del pregiudicato Berlusconi Silvio, è una pena ridicola. Non è una critica verso i giudici che l’hanno decretata. I modi e i tempi di esecuzione della «misura restrittiva» rispettano la norma del Codice penale, e riflettono la prassi del Tribunale di sorveglianza. Ma se si pensa a come ci si è arrivati, non si può non restare colpiti. Nell’agosto 2013 l’ex Cavaliere è stato giudicato colpevole in via definitiva, come «ideatore iniziale» ed «utilizzatore finale», per una frode tributaria gigantesca. Oltre 7 milioni di euro sottratti al Fisco, …

Piazza della Loggia “Ignorate le prove contro i neofascisti”, di Benedetta Tobagi

I neofascisti che si ritroveranno nuovamente imputati per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 a Brescia, che uccise otto persone, erano stati assolti per un «ipergarantismo distorsivo». Lo spiega la Corte di Cassazione nelle 84 pagine di motivazioni in base alle quali sono stati annullati i proscioglimenti per Carlo Maria Maggi, ex Ordine Nuovo, e Maurizio Tramonte, che ora viene descritto come un «reticente» e «intraneo» della destra eversiva, più che come un presunto infiltrato dei servizi. I due tornano rinviati a giudizio come mandanti e forse anche come esecutori materiali della strage a dispetto della sentenza di assoluzione del 2012 che, secondo i giudici supremi, ha prodotto conclusioni «assolutamente illogiche ed apodittiche». Per la Cassazione sono stati «sviliti» i numerosi indizi raccolti contro di loro, come il sostegno allo stragismo eversivo di destra di cui Maggi, ad esempio, era un «propugnatore». Secondo i giudici, un dato di fatto importantissimo, che muta il quadro indiziario, è che «l’ordigno esplosivo sia stato confezionato utilizzando la gelignite di proprietà di Maggi e Digilio, …

"L'ignoranza e lo sfregio", di Gad Lerner

Ma come sono noiosi questi ebrei. Pretendono di essere intoccabili? Non sanno stare al gioco? Perché sugli altri si può scherzare e su di loro invece no? Immagino che siano questi i pensieri che frullano per il capo di Beppe Grillo davanti alle reazioni indignate che ha suscitato il suo fotomontaggio sull’insegna del lager di Auschwitz e la sua parodia di Primo Levi tirato addosso agli avversari politici, paragonati ai nazisti. Eppure questa non è vicenda che riguardi solo la sensibilità ebraica di fronte alla memoria della Shoah. Bisognerebbe proprio che lo capisse, Beppe Grillo, glielo vorrei dire accoratamente: quello che lui vive come meritorio, trasgressivo assalto al conformismo dei codici del linguaggio politicamente corretto, è invece uno sfregio ai valori condivisi su cui si regge la nostra democrazia. Non è il potere, non è un regime, tanto meno è una lobby che si pretende intoccabile a imporre il divieto di paragoni storici grotteschi, l’abuso di metafore evocative di un male assoluto che tuttora ci risulta indecifrabile. No, ne sia o meno consapevole, ben altro …

"La clessidra e l’effetto serra", di Pietro Greco

Ce la possiamo fare, ma abbiamo ancora poco tempo per agire. Meno di 17 anni. Poi tutto diventerà più difficile, se non impossibile. E saremo destinati a vivere in un pianeta con un clima mai sperimentato dall’uomo. È questo, in sintesi, lo scenario prospettato dal Working Group III dell’Ipcc nel quinto rapporto sulla mitigazione dei cambiamenti climatici redatto per conto delle Nazioni Unite. Lo scorso autunno il Working Group I aveva reso pubblico il rapporto sulla fisica dei cambiamenti del clima. In quel rapporto si confermava che, con il ritmo attuale di emissioni di gas serra a opera dell’uomo, da qui a fine secolo la temperatura media al suolo del nostro pianeta aumenterà di una quantità compresa tra 3,7 e 4,8°C rispetto all’epoca pre-industriale. Alla fine dello scorso marzo il Working Group II ha pubblicato il rapporto sugli effetti che dovremmo attenderci a causa di un simile cambiamento del cli- ma. E ieri il Working Group III ci ha detto che possiamo sperare di contenere l’aumento della temperatura entro i 2°C rispetto all’epoca pre-industriale se …

"L’Europa in crisi perché l’austerità uccide", di Fabio Sdogati

Sono passati ormai cinque anni da quell’infausto 2009, quando sull’Europa cominciò a spirare il vento fetido della cosiddetta “austerità”. Parola assai ben scelta per identificare un progetto politico-economico che avrebbe imposto ai popoli d’Europa una recessione mai vista prima dalla fine della seconda guerra mondiale. Una parola che rassicurava e rassicura, perché «essere austeri» suona bene, perché non c’è neanche bisogno di dirlo, l’austerità è implicitamente, ovviamente una virtù. Ce lo hanno spiegato in tanti che essa effettivamente lo è, virtuosa, che pro- duce risultati buoni. Ad esempio, in una intervista televisiva del 26 settembre 2011 il Professor Monti ci spiegava che «chi mai si sarebbe immaginato che la Grecia, costretta ad accettare la cultura della stabilità…». Stava sprofondando in una recessione spaventosa, completiamo noi! E poi, il 29 aprile 2013 il Professor Padoan mise in evidenza, anche lui in una intervista, come «il dolore stesse producendo risultati». Il dolore produce risultati!? Bene ha fatto Barbara Spinelli a ricordarci, il 25 febbraio scorso, di questa fede di Padoan nelle virtù curatrici del dolore. E bene …

"Scatti e assunzioni, nulla di fatto", di Alessandra Ricciardi

Una primavera intesa, per la scuola. Perché tra annunci fatti e impegni (ancora) non mantenuti da parte del governo, sale lo scontento tra i dipendenti del settore. A cui in questi giorni, mentre nel Def si annunciava un nuovo blocco del rinnovo del contratto per tutti gli statali, la ministra dell’istruzione, Stefania Giannini, è tornata a promettere a breve misure di «valorizzazione del lavoro… Contratto bloccato, per il Mef non è detto. ItaliaOggi ne aveva parlato sul numero di mercoledì scorso: nel documento economico e finanziario approvato dal governo, si prevede che «a legislazione vigente» le retribuzioni dei dipendenti pubblici resteranno ferme fino al 2018, quando saliranno di uno 0,3% annuo per il triennio 2018-2020 per la corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale. Insomma, il governo ha previsto che, finito il blocco attualmente in vigore, anche nel 2018 non ci siano rinnovi, per cui scatta l’indennità. Una notizia su cui poi è intervenuto il ministero dell’economia: le previsioni contenute nel Def, ha precisato la nota del dicastero guidato da Pier Carlo Padoan, «sono elaborate sulla base …