"La comunicrazia che spegne il dialogo", di Giovanni Valentini
La scrittura orale è uscita rapidamente dagli sms e dalle chat, per finire sempre più spesso nelle mail, nei blog e nei più disparati generi di siti web, contagiando anche il giornalismo e la letteratura. (da “Introduzione alla semeiotica dei nuovi media” di Giovanna Cosenza – Laterza, 2014 – pag. 161) Sappiamo tutti che il “Quarto potere”, celebrato nel film “Citizen Kane” di Orson Welles del 1941, è quello che il potere economico esercita attraverso i mass media, tradizionalmente la stampa e la televisione, per influenzare l’opinione pubblica nei suoi comportamenti e nelle sue scelte. È la “fabbrica del consenso” che negli ultimi vent’anni ha prodotto in Italia il regime televisivo, fondato sulla concentrazione pubblica e privata del duopolio Rai-Mediaset, a cui abbiamo dedicato tanti articoli in queste pagine. Ma ormai, nella società della comunicazione, si va imponendo sempre più un “Quinto potere”, come s’intitola un film più recente che racconta le vicende di Julian Assange e il caso Wikileaks: il potere dei new media. A differenza dei giornali e della tv, qui si tratta …
