Tutti gli articoli relativi a: attualità

Poletti il cooperatore: “Per me il lavoro è collaborazione”, di Roberto Giovannini

“Situazione grave, ma va ricostruita la speranza” Ministro Giuliano Poletti, lei ha già dichiarato che la proposta di diventare ministro del Lavoro le è arrivata del tutto inaspettata. Quando l’ha saputo? «Con Renzi ci siamo visti ieri sera (giovedì, ndr). Abbiamo chiacchierato un po’, mi ha chiesto se ero disponibile ad accettare questo incarico… e poi oggi non mi è rimasto che attendere le notizie». Avete anche discusso delle cose da fare? Delle idee del premier o delle sue? «In questo momento, prima del giuramento al Quirinale, non posso rispondere a questa domanda. Posso dire solo che le mie idee in tema di lavoro e occupazione sono note. Da sempre opero nella direzione del protagonismo sociale, della partecipazione attiva dei cittadini, del senso di una responsabilità comune. In generale, il mio approccio è quello del lavoro collegiale. Anche per questo, prima di parlare, ho l’obbligo di fare una chiacchierata con il presidente del Consiglio e con i miei colleghi ministri». Poi chissà, forse non c’era neanche tempo per approfondire, a cena con Renzi. «Non era …

"Non cambia l'Italia se non cambia la Rai", di Giovanni Valentini

È come se la televisione italiana avesse deciso che il suo meglio è il suo peggio, è come se il mediocre fosse diventato un valore positivo. (da “Storie e culture della televisione italiana” a cura di Aldo Grasso, Oscar Mondadori, 2013 — pag.24). Rispetto all’emergenza lavoro, all’oppressione del fisco e alla necessità di una nuova legge elettorale, la riforma della Rai non sarà magari una priorità assoluta. Ma è pur vero che — come ha detto recentemente in un’intervista al Messaggero il vice-presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, Salvatore Margiotta (Pd) — “per cambiare l’Italia, Matteo Renzi dovrà cambiare anche la Rai”. E prima lo farà, meglio sarà per tutti: anche per smentire i sospetti di un “patto segreto” con l’ex premier-tycoon, Silvio Berlusconi, al quale notoriamente la televisione sta a cuore più del bunga-bunga. La Rai è la pietra angolare dell’intero sistema dell’informazione. E dal suo assetto complessivo dipendono in larga parte la formazione dell’opinione pubblica, l’aggregazione e la raccolta del consenso. Ecco perché, oltre a una normativa più rigorosa sul conflitto d’interessi, occorre …

"Brescia, la Corte cancella le assoluzioni per la strage", di Benedetta Tobagi

IL 28 maggio 1974, a Brescia, alle 10.12, l’urlo bestiale di un’esplosione interruppe il comizio del sindacalista Franco Castrezzati che parlava alle migliaia di convenuti in piazza della Loggia, nonostante la pioggia, per manifestare pacificamente contro l’escalation di violenze di marca neofascista che laceravano la città e tutto il nord Italia da anni. Una bomba posta da mani ignote uccise Livia, Alberto, Clem, Giulietta, Luigi, Vittorio, Euplo, Bartolomeo (restituiamo per una volta alle vittime la semplice umanità dei loro nomi) e ferì un centinaio di altre persone. Quasi quarant’anni dopo, giovedì mattina, nella mastodontica architettura umbertina del “palazzaccio” della Cassazione romana — pare fatto apposta per farti sentire un moscerino davanti al Moloch della Giustizia —entravano Manlio Milani, sopravvissuto, che in piazza perse la moglie Livia, Giorgio Trebeschi, il figlio di Alberto e Clem, giovani insegnanti impegnati nel sindacato, reso orfano a un anno e mezzo, con alcuni dei feriti e una squadra di avvocati di parte civile, in attesa dell’undicesimo giudizio. Li ho visti entrare tesi, curvi come un moderno Sisifo sotto il macigno …

"Legge 40: ricominciamo", di Carlo Flamigni e Maurizio Mori

L’idea di scrivere un secondo libro sulla legge 40 del 2004, quella che si proponeva di regolamentare le tecniche di fecondazione assistita, l’avevamo in testa da tempo. Tra altro eravamo infastiditi dall’idea che la riflessione sui problemi della bioetica fosse stata fatta tacere d’autorità (non si dimentichi la “moratoria” chiesta sui temi etici, considerati “divisivi” e quindi inutili e dannosi nel momento in cui il Paese è sull’orlo della bancarotta). Il nostro primo libro («La legge sulla fecondazione assistita o Le ragioni dei quattro sì», pubblicato nel gennaio 2005), era stato un inutile tentativo di dimostrare ai cittadini quanto fosse importante andare a votare al referendum che si proponeva di eliminare almeno i punti più “ideologici” e incivili della nuova normativa: ricorderete che al referendum andò a votare solo il 25% degli italiani, molti cittadini furono trattenuti dall’idea che i referendum erano una istituzione molesta e inutile, altri dal fatto di non aver assolutamente capito di cosa si trattava (ma l’embrione non era un pesce tropicale?), altri, troppi, impressionati, convinti o semplicemente spaventati dal divieto …

"Cosa ho imparato in nove mesi al governo", di Marco Simoni

Molti luoghi comuni sono falsi, come quello che le cose non si possano cambiare. Ma la burocrazia spiega perche’ l’Italia non funziona: ecco qualche esempio. In nove mesi di esperienza in un ministero, provenendo da tutta una vita lavorativa spesa all’estero, si impara che alcuni luoghi comuni sono falsi. Primo luogo comune: le cose non si possono cambiare. Al contrario, si possono fare moltissime cose, si può cambiare persino il volto dell’amministrazione applicando un metodo rigoroso (mi verrebbe da dire scientifico) che punti al risultato, anziché alla forma. Noi avevamo il compito di fare aumentare l’export, che ovviamente non si fa per decreto. In un paese di piccole e medie imprese bisogna soprattutto spiegare e raccontare quali strumenti esistono a loro disposizione per conquistare i mercati. Allora abbiamo chiesto all’Istituto per il commercio estero di formare 50 suoi funzionari alle più recenti tecniche di check-up aziendale, e poi abbiamo organizzato a costi irrisori – e con sponsor privati – un “Roadshow” nei territori (finora a Biella e Bari, ma altre 20 circa sono programmate). Questi …

"Pasolini e canzoni, lo stile Borgna", di Paolo Franchi

Con Gianni Borgna non se ne va soltanto una personalità per tanti aspetti irripetibile e impossibile da catalogare sulla scorta delle categorie che attualmente vanno per la maggiore. Se ne va una stagione della sinistra italiana. Un tempo in cui l’idea (e la pratica) di un rapporto stretto non solo tra politica e cultura, ma tra politica, cultura e amministrazione era, almeno come ambizione, nell’ordine delle cose. Un’epoca in cui un giovane colto e brillante che voleva vivere appieno il tempo suo e dei suoi coetanei senza mettersi a fare il grillo parlante poteva anche pensare che il lavoro politico a tempo pieno (o, se preferite, la politica come scelta di vita e come mestiere) fosse la forma più alta di attività intellettuale. Agli inizi degli anni Settanta (e poi forse per tutta la vita, nonostante un’infinità di delusioni) Gianni lo pensò, eccome. A chiamarlo a guidare la gioventù comunista romana fu il futuro sindaco della capitale, il viterbese Luigi Petroselli, all’epoca segretario del Pci a Roma, noto tra i suoi con il nomignolo di …

"Classi sempre più multietniche: un alunno su dieci di origini straniere, ma la metà è nata in Italia", di Salvo Intravaia

Il documento di analisi del Ministero: a otto anni dalla prima stesura sono quasi raddoppiati, e sono ormai 200mila nelle scuole superiori. Rendendo non più rinviabile la questione dello jus soli. Aule scolastiche italiane sempre più multietniche e adesso quasi un alunno su dieci è di origini straniere. La presenza di alunni nati da genitori stranieri quest’anno ha raggiunto le 830mila unità. A certificarlo è lo stesso ministero dell’Istruzione. Un dato, quello comunicato da viale Trastevere in occasione dell’emanazione delle nuove Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, che fa segnare l’ennesimo record di presenza straniera tra le mura scolastiche. Ma dalle ultime ricognizioni sulla presenza straniera nelle scuole italiane emerge che metà degli alunni censiti come stranieri sono in realtà nati nel nostro Paese. Bambini e ragazzi che parlano con inflessioni di tutte le regioni italiane. E che contribuiscono a rendere non più rinviabile la questione dello jus soli, il riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che nascono nel nostro Paese. “A otto anni di distanza dalla prima stesura – spiegano da …