Tutti gli articoli relativi a: attualità

Le “patate bollenti” del nuovo Governo, di P.A. da La Tecnica della Scuola

Sono diverse le questioni che dovranno essere affrontate dall’Esecutivo di Matteo Renzi: dalla copertura degli scatti di anzianità ai decreti attuativi mancanti del decreto Istruzione, dai problemi per l’avvio di Pas e del secondo ciclo Tfa alle questioni del Regolamento sulla formazione iniziale dei prof, degli ex Lsu e della Costituente. Sullo sfondo c’è poi la grana più grande: il rinnovo del contratto. La contrattazione per la copertura degli scatti di anzianità dei docenti, i decreti attuativi del decreto Istruzione, i nodi da sciogliere sui Pas, l’avvio dei nuovi corsi abilitanti, la questione degli ex Lsu, il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti, la Costituente. Sono solo alcune fra le questioni spinose e più urgenti del mondo della scuola e dell’università che dovranno essere affrontate dal nuovo Esecutivo guidato da Matteo Renzi. Rimane in “sospeso” sicuramente il destino del decreto ‘scatti’, che è in discussione al Senato. Così come entro giugno va chiusa all’Aran la contrattazione proprio per la copertura degli scatti degli insegnanti. Ci sono poi da approvare alcune decine di decreti attuativi della …

"Cosa rende il paesaggio un paesaggio storico", di Francesco Erbani

L’agricoltura prende in consegna il paesaggio. O, almeno, una sua parte consistente. Muove infatti i primi passi l’Osservatorio del paesaggio rurale, un organismo del ministero per le Politiche agricole che intende censire e poi salvaguardare e, semmai, recuperare, quelle porzioni di territorio che, nonostante le modifiche, conservano una serie di caratteristiche storiche, sia per l’assetto (i terrazzamenti della Costiera amalfitana o del Chianti, per esempio), sia per le pratiche di coltura (dall’uso di concimi naturali al mantenimento di diverse produzioni). L’obiettivo è di costruire un registro dei paesaggi storici, ognuno dei quali sarà certificato: questo marchio accompagnerà i prodotti, che potranno contare sulle loro qualità e anche sul valore che a essi si aggiunge perché provenienti da quel determinato paesaggio. Un paesaggio, però, che non va stravolto. Bellezza e benessere, dunque. L’Osservatorio ha indetto una prima riunione un paio di settimane fa e per prima cosa sono stati definiti i criteri perché un paesaggio possa essere inserito nel registro. Criteri molto selettivi che coinvolgono Regioni e agricoltori. Con le Regioni, inoltre, è avviato un dibattito …

I «futili motivi» che generano violenza, di Paolo Conti

Episodi di efferata violenza a Roma, a Parma, a Cantù, collegati tra loro da un filo rosso: i futili motivi. Una radio tenuta a volume troppo alto, uno sguardo di troppo, uno scambio di battute. Sciocchezze che generano drammi. Lo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet attribuisce questi fatti insensati, alle tendenze narcisistiche: «L’offesa, l’ipotetica umiliazione va lavata col sangue. È il tipico meccanismo che sta alla base del bullismo». Uccidere per un rumore notturno, per una radio ad alto volume. Accoltellare perché tu sei di Como e lui è di Milano, anche se lavora duramente come te per guadagnarsi il pane quotidiano. Picchiare a sangue un tuo coetaneo di quindici anni, e in cinque, perché lui ha salutato e ha parlato per qualche secondo «di troppo» con la fidanzatina di uno del gruppo. Tutti episodi diversi, e anche geograficamente lontani tra loro (l’omicidio è a Roma, l’accoltellamento è avvenuto a Cantù, il pestaggio a Parma) ma che sono collegati da un unico filo: quei famosi «futili motivi» previsti dall’articolo 61 del Codice penale come circostanze aggravanti. …

«Scuola e lavoro, così ripartirà la Sardegna», di Marco Bucciantini

Eccolo, il nuovo governatore, in un’immagine: arriva a piedi, attraversa la città, ascolta i complimenti dei cagliaritani, distende i nervi, cammina, con le mani occupate: la sinistra stringe quella della moglie Adriana, la destra afferra il figlio Lorenzo. Francesco Pigliaru è il presidente della Sardegna. Avrà una maggioranza solida, guadagnata con oltre il 40% dei consensi. «E avrò una bella giunta, fatta di persone perbene». Il docente di economia politica, studioso di Keynes ma più vicino alle idee liberiste, sta con Renzi da sempre, «da quando perse con Bersani: il lavoro, le politiche attive: sono i temi che condivido». Dunque oggi è un giorno particolare, trovano insieme la meta. «Era destino. Mi ha telefonato, mi ha semplicemente detto: grande Francesco, grande vittoria, governeremo in parallelo. E lo ha ripetuto. Poi ha chiuso, era un giorno di grandi impegni, per lui. È importante che lui sia a Palazzo Chigi, abbiamo bisogno di un governo serio, che decida per risolvere i problemi delle persone. La sua visita qui è servita, ha portato energia e fiducia». Pigliaru è …

"Università, bocciati all'abilitazione ma costretti a insegnare", di Salvo Intravaia

​Bocciati, ma costretti a rimanere in cattedra ad insegnare. Ecco il singolare destino di migliaia di ricercatori universitari italiani alle prese con l’Abilitazione scientifica nazionale: la patente introdotta dalla riforma Gelmini, necessaria, in futuro, per partecipare ai concorsi per docente di prima – l’ex professore ordinario – e seconda – il professore associato – fascia. Ricercatori italiani, sfruttati e maltrattati? Stando ai loro racconti, sembra proprio di sì. Ma il tutto si svolge nel più assoluto riserbo, visto che nessuno se la sente di denunciare apertamente, se vuole continuare ad avere qualche chance all’interno del proprio ateneo. Noi siamo riusciti a raccogliere qualche testimonianza, ovviamente anonima. E la storia è sempre la stessa. Giuseppe (nome, ma soltanto quello, di fantasia) da anni è “costretto” a sobbarcarsi l’insegnamento di una o addirittura due materie all’università perché gli atenei italiani non hanno sufficienti professori ordinari e associati per coprire l’intero ventaglio degli insegnamenti che impartiscono. “Per preparare le lezioni e garantire un servizio all’altezza della situazione sono costretto a trascurare la ricerca scientifica per cui l’università mi …

"Ma ora il premier non può fallire", di Michele Ciliberto

Ma questa è ormai acqua passata e non serve recriminare. Il problema sul tappeto è, ora, la costituzione del nuovo governo e l’azione che esso può svolgere in condizioni di gravi difficoltà. Esprimo con chiarezza il mio punto di vista: la possibilità dell’Italia di cominciare a uscire dalla crisi che l’attanaglia da alcuni decenni è strettamente legata alle forme e ai contenuti con cui si svolgerà e si concluderà questa vicenda. La formazione e la presentazione di un governo sono sempre un atto solenne nella vita di una Nazione, ma in questo caso in ballo c’è qualcosa più profondo, di più radicale, di cui, anche a sinistra, occorre avere consapevolezza. La crisi italiana ha avuto, tra molti aspetti, un tratto specifico, rappresentato dalla crisi e poi dalla sostanziale rottura del rapporto di fiducia tra «governanti» e «governati», fra il popolo sovrano e le sue classi dirigenti, specialmente quelle impegnate nella sfera politica. È qualcosa che viene da lontano, fin dagli ultimi decenni del secolo scorso, accentuato dalla crisi dei primi anni Novanta con il declino …

"Tasse e spesa pubblica, il coraggio di cambiare", di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini

Da quando è scoppiata la crisi si è messa in moto una spirale perversa: il divario nella distribuzione del reddito è aumentato, i consumi non hanno fatto che diminuire, gli investimenti privati sono crollati, le fosche prospettive di crescita hanno spinto le banche a ridurre drasticamente i prestiti alle famiglie e alle imprese (60 miliardi di euro in meno nel 2013). La caduta delle vendite e dei finanziamenti bancari ha determinato il fallimento di decine di migliaia di piccole imprese e ha spinto le imprese più grandi a trasferire la produzione in paesi a bassi salari e minore pressione fiscale. Di conseguenza, l’attenzione si è concentrata sull’insostenibilità del prelievo fiscale, sebbene le tasse fossero già alte da anni. In questo quadro la ricetta che viene riproposta si basa sulla flessibilità del lavoro, sui tagli alla spesa pubblica e sulle privatizzazioni. Eppure un economista come Innocenzo Cipolletta, da sempre vicino agli ambienti industriali e finanziari, ha da poco pubblicato un libro dal titolo emblematico: “In Italia paghiamo troppe tasse? Falso!”. Secondo l’Eurostat, infatti, la spesa pubblica …