"La sinistra conservatrice e la pazza idea ventilata a Renzi", di Jacopo Iacoboni
Dopo una settimana tutta assurda, mentre accennano a placarsi le follie – ma non l’ansia dei media di stigmatizzare, un’ansia che fa il pendant e il gioco di quelle follie – conviene fermarsi un istante a chiedersi a che punto sia la battaglia politica di Matteo Renzi. A neanche due mesi dall’insediamento, e di fatto in un solo mese di lavoro, il nuovo segretario del Pd sta probabilmente per incassare (salvo sorprese sempre possibili) una legge elettorale che si voleva da anni, e un pacchetto di riforme che altri leader del centrosinistra hanno cercato (ma le cercavano davvero?) invano per quasi due decenni. Sulla legge si può discutere: brutta l’assenza delle preferenze, ed è un problema che peserà; discutibili, assai, anche le liste corte, evidente soluzione di compromesso; ma non è un Porcellum per un ragione di fatto: il Porcellum assicurava ingovernabilità certa, questa legge un governo dovrebbe riuscire a darlo. Le soglie sono state decorosamente riallineate per evitare uno squilibrio eccessivo nella rappresentanza. L’obiezione di aver dialogato con Berlusconi appare del tutto sballata (specie …
