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"Stessa pioggia, città cambiate", di Mario Tozzi

Scrivo con l’ultimo residuo di batteria del mio pc, mentre, a pochi passi da San Pietro, nella capitale d’Italia, molti isolati ed edifici sono senza corrente elettrica da ore. Roma è rimasta quasi isolata: strade consolari allagate, il Gra interrotto, voragini che si aprono dovunque. L’Italia tirrenica è sotto la tormenta e piove in poche ore la stessa acqua che un tempo cadeva in mesi. Ma questo ormai lo sanno anche i sassi: bombe d’acqua le abbiamo chiamate un po’ impropriamente, e sono figlie di un tempo meteorologico che si è fatto estremamente variabile e di un clima complessivamente molto più caldo rispetto agli ultimi decenni. E’ gennaio ma non fa freddo: abbiamo avuto temperature atmosferiche fino a 15°C. E, non a caso, piogge torrenziali. E siamo andati vicini al disastro: se oggi piovesse in Arno l’acqua che è piovuta nel novembre del 1966, avremmo danni molto più gravi e vittime a Pisa e a Firenze. Se piovesse con continuità lungo tutta l’asta fluviale del Tevere, nemmeno la città eterna sarebbe immune da una dolorosa …

"Italicum l'intesa regge 25 franchi tiratori", di Silvio Buzzanca

Un respiro di sollievo. Sembra provenire dai banchi del Pd, quando Laura Boldrini annuncia che la Camera ha respinto a scrutinio segreto, con 351 voti contrari, 154 favorevoli e 5 astenuti le pregiudiziali di costituzionalità sulla legge elettorale. Prova tangibile che l’accordo Renzi-Berlusconi regge. E regge anche l’unità dei democratici. Non a caso la dichiarazione si voto contro le pregiudiziali è stata affidata a Alfredo D’Attore, un bersaniano che più si è segnalato nel criticare l’intesa fra il segretario e il Cavaliere. La conta così soddisfa Matteo Renzi che incita i suoi a proseguire su questa strada: «Bene così, avanti tutta», dice il sindaco di Firenze. I suoi, intanto, fanno notare come sia raro che dal segreto dell’urna esca una maggioranza così “bulgara”. E soprattutto, dicono, i “franchi tiratori» sono stati fra 20 e 30. Sono 34, annuncia in aula il capogruppo di Sel Gennaro Migliore. Forse sono meno, dicono gli altri e sono una “quota fisiologica”. E quelli nostri, commentato i democratici, si dovrebbero contare sulla dita di una mano. Contro le proposte di …

"Le ceneri", di Ezio Mauro

Qualcosa sta cambiando nel patto repubblicano che tiene insieme maggioranza e opposizione e le vede divise radicalmente sulle scelte politiche, ma unite nella tutela delle istituzioni e della loro libera funzionalità democratica. Oggi il Movimento 5Stelle esce da questo patto, inaugurando un’opposizione di sistema. Nudi di politica, per il rifiuto ostinato di entrare in relazione con gli altri per un cambiamento possibile, i grillini vivono di campagna elettorale permanente, spettacolarizzando la decadenza del Paese fino a scommettere su un collasso istituzionale, indifferenti ai rischi per la democrazia. Tutto ciò porta a privilegiare i mezzi sui fini riducendo la politica a conflitto, lo Stato a nemico, il Parlamento a teatro eroico dell’opposizione. È il rifiuto dell’atto politico (faticoso, ma utile a smuovere le cose) in nome del gesto politico che consuma se stesso mentre si compie, in un salto permanente nel cerchio di fuoco. Questa trasfigurazione estetica punta sul superamento di ogni distinzione tra destra e sinistra, perché tematiche tradizionalmente progressiste possano essere emulsionate in format nichilisti: proponendo al cittadino esasperato un corto-circuito permanente capace soltanto …

"Cinque stelle, strategia del suicidio" di Luigi La Spina

Non è un segnale di maleducazione, è un sintomo di disperazione. È comprensibile che davanti a certi spettacoli vergognosi in Parlamento, alle risse, agli schiaffi, agli insulti più volgari, ci si indigni e si invochi un minimo di rispetto per le istituzioni, ma soprattutto un minimo di rispetto per se stessi. È pure comprensibile che la memoria si eserciti nel confronto sia con la storia del nostro, non sempre fulgido, costume parlamentare, sia con quello, ancor meno invidiabile, di alcune aule terzomondiste. Ma se fosse solo un problema di etichetta, quello che si imputa ai parlamentari grillini, forse basterebbe aspettare che il noviziato movimentista degli adepti di Grillo si consumi nella routine dei lavori alle Camere e nell’indifferenza di un clamore mediatico sempre bisognoso di furori inediti per potersi alimentare. La vera questione è un’altra e riguarda, in fondo, quei quasi dieci milioni di italiani che avevano sperato nell’effetto taumaturgico della presenza di un forte «Movimento 5 stelle» in Parlamento e che vedono quella promessa di essere gli «apriscatole» della politica italiana ridursi miseramente alla …

«Gli evasori hanno i giorni contati», di Sergio Bocconi

«L’accordo complessivo fra Italia e Svizzera può essere raggiunto entro maggio». Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha appena terminato il pranzo di lavoro con la «collega» elvetica Eveline Widmer-Schlumpf e alla stampa dichiara che il negoziato fra i due Paesi in materia finanziaria e fiscale va avanti. L’auspicio è che si concluda «in vista della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano», in calendario appunto per il 20 e 21 maggio. L’incontro bilaterale fra i due responsabili delle Finanze si è tenuto poco prima dell’avvio del secondo «Forum per il dialogo fra la Svizzera e l’Italia» che si concluderà oggi nel corso del quale fra gli operatori sono emersi tra l’altro dubbi e perplessità sui nodi ancora da sciogliere. Saccomanni, intervenuto insieme al presidente della Confederazione svizzera Didier Burkhalter in apertura dei lavori, ha sottolineato di aver informato il consigliere federale «dell’approvazione venerdì scorso da parte del governo italiano del decreto legge sulla “voluntary disclosure”, cioè l’autodenuncia di redditi e capitali non dichiarati detenuti all’estero. Un «pacchetto di misure strumentale alla definizione dell’accordo con la …

"Franceschini: in gioco c’è la democrazia", di Maria Zegarelli

«Casaleggio ha dato la linea. Poi la vio- lenza, fisica e verbale, l’impeachment, l’arrivo di Grillo. Vogliono scardinare le istituzioni». Parla il ministro Franceschini. «Siamo andati oltre. Quello che è successo in questi giorni alla Camera non ha precedenti». Il ministro per le Riforme Dario Franceschini chiede una condanna ferma del comportamento del M5S, «insulti, violenza verbale e fisica» come mai si era visto prima. Attentato alla democrazia come dice il Pd? «Quello che credo sia un elemento su cui riflettere tutti è l’assuefazione a episodi sempre più gravi che vengono liquidati come se fossero fatti di normale cronaca politica. Non è così. Il presidente della Camera ha avuto un comporta- mento ineccepibile: ha messo in votazione un decreto in base al principio costituzionale dei sessanta giorni di tempo per la conversione. Approvarlo o bocciarlo è una prerogativa del Parlamento, ma non può essere la violenza fisica, oltre che verbale, a impedire i lavori parlamentari. Abbiamo assistito all’occupazione delle Commissioni, è stato impedito a Roberto Speranza di fare il suo intervento… Lo scontro politico è …

"Rai, quella storia spezzata", di Oreste Pivetta

Come è possibile che la tv (la Rai, servizio pubblico) riesca a trasformare la «nostra» storia in una mortificante sequenza di immaginette prive proprio di «storia», lontane dalle ragioni, dai sentimenti, persino dalla cronaca? Dalla fiction sull’assassino di Calabresi a quella sulla Fiat e la marcia dei 40mila, vince la mistificazione. Sto cercando di mettere in fila i titoli di quei romanzi, tra i più belli, che hanno raccontato la storia. Faccio fatica a non pensare all’Iliade o all’Anabasi di Senofonte, la cronaca di una lunga marcia di ritorno dalla guerra e dalla morte (come lo fu La tregua di Primo Levi). Ryszard Kapuscinski, il grande giornalista polacco scomparso nel 2007, in un libro spiegava quanto gli fosse stata d’insegnamento la lettura delle Storie di Erodoto (il suo libro si intitola appunto In viaggio con Erodoto). Capisco che l’antico e immenso Ero- doto (forse solo antiquato, polvere da museo, per alcuni) metta paura, ma basterebbe la lettura di qualcuna delle sue pagine per capire che cosa significhi «scrivere la storia»: il rapimento di Elena ad …