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«Non c’è alternanza di genere». Fronte rosa contro l’Italicum, di Andrea Carugati

Alla vigilia del voto in commissione alla Camera sull’Italicum, previsto per stasera, scoppia il caso quote rosa. Già, perché se è vero che la bozza che sarà adottata come testo base prevede un limite del 50% di candidature per ciascuno dei due sessi, ieri un fronte femminile vasto e bipartisan si è fatto sentire per spiegare che si tratta di una parità solo formale e non di sostanza. E che per avere un effettivo equilibrio è necessaria una norma che preveda l’alternanza uomo-donna nelle liste (che sono bloccate e dunque solo chi sta nei primi posti ha possibilità di passare) e la metà dei capilista di sesso femminile. Lo chiedono in una nota congiunta deputate di quasi tutti i partiti, da Roberta Agostini (Pd), a Dorina Bianchi (Ncd), e Elena Centemero (Fi). Sulla stessa linea anche Mara Carfagna e Alessandra Mussolini. «Lavoreremo per modificare il testo attraverso la presentazione di emendamenti. Non si tratta di una questione di quote ma di un avanzamento della nostra democrazia». «Mi piacerebbe che deputati e senatori condividessero questa priorità …

"Ricordiamo, ma senza retorica", di Simonetta Fiori

«Cerchiamo di usarla bene, questa memoria. E se la giornata del 27 gennaio non ha raggiunto l’effetto sperato vuol dire che non abbiamo lavorato bene». Anna Foa è una studiosa di storia degli ebrei. Figlia di Vittorio Foa e Lisetta Giua, proviene da una famiglia ebrea per parte di padre, s’è convertita formalmente all’ebraismo in età adulta, e ancora ricorda da bambina la nonna che l’ammoniva: «Con quel profilo i nazisti ti avrebbero rinchiuso nel lager». Ora, scherza, anche lei fa parte degli “officianti” della liturgia memoriale, di cui conosce tutti i rischi. Da più parti si denuncia la stanchezza della memoria: un martirologio che rischia di non comunicare più nulla. «Anche nel mondo ebraico era cominciata una riflessione di questo genere, ma poi s’è arenata. Purtroppo il diffondersi del negazionismo accresce negli ebrei un atteggiamento di difesa. E così si difende tutto, anche la retorica. Chi parla di “shoah business”, ossia degli investimenti di danaro intorno al ricordo dell’Olocausto, richiama elementi di realtà. È fondato il rischio di diventare professionisti della memoria. Bisogna dirlo …

"Tasse, pressing sul governo. La solidarietà di Napolitano", di Andrea Marini

E al quinto giorno… la politica si mosse o quasi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di solidarietà e sostegno alle popolazioni alluvionate di questi giorni con un particolare pensiero agli emiliani che già hanno subito la dura prova del terremoto. Il ministro dell’ambiente Andrea Orlando rassicura i modenesi che sta monitorando costantemente e «nei prossimi giorni il ministro, che in queste ore sta seguendo con Palazzo Chigi l’iter dei provvedimenti necessari a dare risposta ai danni causati dal maltempo, effettuerà un sopralluogo nelle zone colpite». Non solo, ma via twitter informa di essere «alle ricerca di risorse». E alla porta di Palazzo Chigi il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani sta bussando con insistenza per avere risposte concrete e subito. Come ad esempio la sospensione delle imposte per almeno sei mesi. Qualche segnale sarebbe arrivato «Ho trovato sensibilità ed attenzione, da parte del Governo, alle questioni più urgenti che ho posto per dare le prime risposte ai tanti problemi che riguardano le zone del modenese coinvolte dalla esondazione del Secchia avvenuta …

"Il gran menu della camorra e gli occhi chiusi dello Stato", di Roberto Saviano

Immaginate di essere turisti a Roma, di andare in un bel ristorante, magari da ‘Zio Ciro’, vicino piazza Navona. Un ristorante che ha una buona presentazione sul web e una buona reputazione culinaria. E poi immaginate nel pomeriggio di entrare in una gelateria, magari proprio da ‘Ciucculà’, vicino al Pantheon. E infine, di andare a riposare prendendo in affitto una camera a Piazza di Spagna, nel cuore più prestigioso della capitale. Immaginate di andare proprio lì, al numero 33, e di usufruire dei servizi dalla società ‘Spagna Suite’ (poi ceduta). Ecco, in ogni vostro singolo passaggio, avreste avuto a che fare con capitali di camorra. Non ve ne sareste accorti, perché le persone che avrete incontrato in tutte queste attività sono lavoratori perbene, e loro stessi (in molti casi) non immaginano chi siano i loro superiori. Oppure il vostro percorso avrebbe potuto essere diverso. Potreste aver scelto una pizzeria, sempre della catena Zio Ciro, ma questa volta a Sant’Apollinare, magari proprio dopo aver visitato la chiesa. Oppure una vecchia osteria, «L’Osteria della vite» o il …

"La legge Fornero e i prof bloccati nel limbo" di Mila Spicola

Forse sono io che non capisco. E, se non capisco, qualcuno mi spieghi le ragioni. Da un lato ci sono giovani laureati che vogliono diventare insegnanti, che hanno seguito tutto il percorso richiesto loro dallo Stato per diventarlo. Percorso che negli ultimi 30 anni è variato quasi ogni anno: devi fare un concorso, no, ti devi iscrivere alle Sissis e abilitarti così, no, puoi insegnare come supplente, però per avere la cattedra devi fare un concorso, e torni alla casella di partenza, no, ti facciamo fare un tirocinio formativo abilitante, no, però, se hai il vecchio diploma magistrale ti facciamo fare un altro percorso, che si chiama pas, no, se hai anche il titolo del sostegno, hai un altro canale, ma tu sei prima, seconda o terza fascia? Scusi? In che senso? E questo è il versante «come divento insegnante oggi» che ha condotto, in questa follia amministrativa priva di ogni logica di semplificazione ma che continua ancora adesso, mentre scrivo, a complicarsi, ha condotto insomma a ingigantire ogni anno il grande pentolone del precariato …

"L’emergenza non è ancora finita la Bassa rischia altri allagamenti", di Andrea Marini

Le acque faticano a defluire nei canali, prolungato lo stato di allerta si temono nuovi allagamenti Errani a Roma chiede aiuti fiscali. I sindaci: «Grazie a tutti, ma si lavori per la sicurezza del territorio». L’acqua arretra a Bastiglia e la gente inizia ad entrare nelle case. In calo i livelli anche a Bomporto, mentre ai confini della Bassa, tra Camposanto, San Felice e Finale si fatica a far defluire il “mare” che ha invaso ettari ed ettari di campagne nei canali che oramai non ce la fanno più ad accogliere acqua. Ed è proprio la piena che avanza nella Bassa a costituire la principale preoccupazione del Centro di Coordinamento degli interventi di emergenza. Tanto che la Protezione Civile ha deciso di prolungare il periodo di allerta fino alla mezzanotte di giovedì, perchè nella pianura «è possibile il verificarsi di ulteriori episodi di allagamento diffuso». Una piena, quella del fiume Secchia, «come se ne vedono ogni 50 anni: alla fine sono stati evacuati dal comprensorio della Bonifica Emilia Centrale, tra Reggio, Modena e Mantova, quasi …

"Quei ricercatori che non meritiamo", di Pietro Greco

I ricercatori italiani fanno sempre di più, con sempre meno. O, se volete, continuano a celebrare con fichi sempre più secchi nozze di sempre maggiore successo. Tre recentissimi rapporti internazionali ci danno la misura di questa condizione paradossale in cui ormai verso la scienza italiana. Il primo è il rapporto sulla «Consolidator Grant 2013 Call» con cui l’European Research Council (Erc) ha finanziato 312 progetti di ricerca scientifica, europei e non, sulla base unicamente del merito. La dotazione della Call era notevole: 575 milioni di euro. Il finanziamento per singolo progetto presentato da un ricercatore era piuttosto alto: in media 1,84 milioni di euro con un picco massimo di 2,75 milioni di euro. La competizione è stata al massimo livello. Questi i risultati. La Germania ha visto premiati 48 suoi ricercatori. Subito dopo, l’Italia: con 46 ricercatori. Seguono, nettamente distaccate, la Francia (33), la Gran Bretagna (31) e l’Olanda (27). Poi ancora il Belgio e Israele (17) e la Spagna (16). Per avere un’indicazione di quanto sia straordinaria la performance dei ricercatori italiani basta ricordare …