"L’orrore della Siria negli occhi di una bimba", di Adriano Sofri
Considerate se questa è una bambina… Era una bambina, si chiamava Israa al Masri. È stata filmata, secondo quello che se ne sa, lo scorso sabato, pochi minuti prima di morire di fame. La fotografia è stata inoltrata, con il video da cui è tratta, all’Associated Press da Sami Alhamzawi, un venticinquenne abitante del campo di Yarmuk, a sud di Damasco. Quattro giorni fa era stata pubblicata dal Times of India e da altri siti, ieri l’Independent l’ha ripubblicata con un lungo servizio sulla morte per inedia nella località siriana assediata. Yarmuk è da più di mezzo secolo un insediamento di profughi palestinesi, e vi abitavano poco meno di 200 mila persone. Allo scoppio della guerra civile, benché la maggioranza dei suoi abitanti cercasse di tenere una neutralità, ci furono scontri armati fra fazioni di fautori e di nemici di Assad, e le condizioni si fecero così dure che, dopo tre anni, solo in 18 mila, i più poveri di risorse, soprattutto vecchi donne e bambini, sono rimasti. A loro si sono aggiunti, in un …
