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“Lettera agli uomini che odiano le donne”, di Cristina Comencini

Noi donne occidentali siamo le prime madri libere dal destino della maternità: possiamo scegliere di essere donne senza figli. Nella madre antica, il primo anno di vita e quelli seguenti creavano nel bambino un’idea di donna che si prolungava nell’età adulta, in cui il destino della ragazza era quello di sposa e madre e quello dell’uomo di trovare la donna madre dei suoi figli. Non c’era rottura, contraddizione, tranne quella che derivava dall’infelicità e dal sacrificio insiti nel destino femminile. A noi, madri nuove, viene richiesto un doppio salto mortale: dobbiamo essere pronte allo stato fisico e mentale che permette lo sviluppo del bambino, ma restiamo donne libere, ambivalenti nel desiderio di vivere pienamente il rapporto esclusivo a due col bambino ma di non esiliarci dal lavoro lasciato. Nel passaggio di testimone dalla nuova madre alla nuova figlia, la bambina ne osserva la vita: la libertà, il lavoro, la parità e comincia a cercare, a costruire la sua identità sulla nuova identità della madre. Il figlio maschio di questa nuova madre e la madre nuova …

“Basta con gli stereotipi: la lotta alla violenza comincia così”, di Mila Spicola

Da Duino a Lampedusa ci saranno iniziative, manifestazioni, eventi. Dovrei essere soddisfatta per come la «questione» non sia più negata, minimizzata o rimossa, come accadeva fino a pochissimo tempo fa. Rimane ormai solo Vittorio Feltri a dichiarare come un centinaio di vittime di femminicidio siano «statisticamente irrilevanti», anche lui lo è. Eppure sono perplessa perché sento che siamo pronte a un cambio di passo ma non so se il verso mi convinca più di tanto. La violenza sulle donne nasce da uno stereotipo, anzi, anche lo stereotipo lo è, un atto violento, che costringe in gabbie di ruolo uomini e donne e contro lo stereotipo non vedo prese di posizione o battaglie, vedo solo conferme, soprattutto dai mezzi di comunicazione e informazione. Parrebbe dunque che l’angolo in cui viene relegata la donna pestata dalle foto del racconto collettivo sulla violenza di genere stia diventando esso stesso stereotipo potente, capace ahimè di peggiorare le cose piuttosto che sanarle, di aprire un abisso ancor maggiore tra uomini e donne, mi viene il dubbio che dalla rimozione del …

“Mai più silenzio per una donna maltrattata”, da deputatipd.it

Il 28 maggio 2013 il Parlamento ha approvato la cosiddetta “Convenzione di Istanbul”, primo trattato internazionale sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne; nonché primo strumento internazionale vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di maltrattamento. Il 4 giugno la Camera ha approvato all’unanimità la mozione contro il femminicidio che impegna il governo su diversi punti: la creazione di un Osservatorio che possa monitorare il problema; la formazione specializzata degli operatori; un servizio dedicato nei pronto soccorsi; il ripristino e l’implementazione del fondo del piano nazionale di azione contro la violenza sulle donne e il contrasto alla pratica della mutilazione genitale femminile. Il 9 ottobre 2013 il Parlamento ha approvato la legge contro il femminicidio, un primo passo avanti nelle politiche di contrasto alla violenza.
Purtroppo secondo i dati Onu, quella di genere è la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni. Numeri che ci dicono quanto fosse urgente approvare questa legge. D’altra parte la cronaca ci consegna …

Renzi: “Adesso tocca a noi”, da www.partitodemocratico.it

Ho sentito l’entusiasmo delle persone e di tutti i delegati che sono arrivati e mi sono domandato cosa oggi ci ha reso così uniti. Da tempo è facile attaccare il PD mediaticamente, addirittura come lo zimbello della politica italiana. In realtà si ignora che nell’Italia del 2013 a mantenere e a restituire dignità alla parola democrazia siamo rimasti soltanto noi. E lo facciamo per la comunità e per noi stessi. Le associazioni rendono l’uomo più forte ne mettono in risalto le loro doti migliori. Tutto questo in un periodo dove il cittadino è considerato un utente e il sentimento dominante è la solitudine, noi non ci rassegniamo ad essere numerini o codici fiscali. Noi non ci rassegniamo. È da qui che noi partiamo. E se a questo giro è capitato di stare in me in testa, significa che il PD è davvero un partito davvero libero e democratico. Un leader non crea seguaci ma altri leader. Liberiamoci dalla visione correntizia. Noi siamo al centro della politica mediatica: Grillo fa il Vaffa Day la settimana precedente …

Convenzione Pd, sfida Cuperlo-Renzi Messaggio al governo: “Ora si cambia”

Matteo Renzi ha chiuso una Convenzione Pd in cui non sono mancati slanci e polemiche tra i candidati e messaggi netti al governo del “collega” di partito Enrico Letta. Il sindaco fiornetino ha chiuso il suo discorso, ultimo dei quattro sfidanti che hanno parlato in ordine di “piazzamento”, evocando il ‘sogno’ come cifra della sua scommessa per la segreteria. «Prima i sogni erano XXL, ora ci si sono ristretti i sogni, le ambizioni», ha spiegato chiudendo il suo intervento alla convenzione. «Noi ci candidiamo per poter dire una volta per tutte che adesso tocca a noi, non faremo quelli che aspettano e che hanno paura, che torneremo grandi a condizione di sognare tutti insieme», ha assicurato. RENZI: NON SIAMO VOLTO PEGGIORE DELLA SINISTRA «Ha ragione Gianni Cuperlo a dire che non siamo il volto buono della destra, ma non possiamo essere neppure il volto peggiore della sinistra, quello che non ha fatto il conflitto di interessi e che ha mandato a casa Prodi. Lo ha detto Matteo Renzi alla convenzione del Pd. Renzi ha poi …

“Dal rosa al rosso. Domani la giornata internazionale dell’Onu contro la violenza e gli abusi di genere”, di Mariagrazia Gerina

Anche le tinte sono cambiate nella lotta delle donne per i loro diritti: troppo sangue In Italia è stata organizzata una maratona contro gli stupri e il femminicidio. Ma sarà anche l’occasione per ritrovarsi, scioperare, raccontare attraverso la cultura l’universo femminile. «Caro amore mio, ti scrivo perchè non riusciamo più a parlare e non facciamo che arrabbiarci. I lividi, i dolori con il tempo vanno via. La paura ormai me la porterò dietro per tutta la vita. Ma non è colpa mia, non sono nata con la paura di essere picchiata dalla persona che amo.Vedi quando sei tranquillo e sereno io e nostro figlio ci sentiamo al settimo cielo, e ci fidiamo di te. Ma quando diventi quel brutto mostro cattivo non ci fidiamo più. Quindi per l’ultima volta ti chiedo: quanto sei disposto a cambiare anche per noi?». Lettera di una donna maltrattata al suo uomo violento, uno dei tanti che ricoprono le loro compagne di lividi e paure, uno dei pochi che ha deciso di voltare pagina, rivolgendosi a un centro d’ascolto per …

“Caro diario, mio marito vuole uccidermi” storia di Monica che si è salvata scrivendo, di Maria Novella De Luca

È un giorno speciale. Si festeggia il compleanno di Sabrina, tre anni. Scrive Monica, il 26 novembre del 2011, sul suo taccuino Moleskine, riempito di grafia minuta e precisa: «Guido entra in cucina con la sua “38”, io sono di spalle, davanti alla macchina del gas, e mi punta la pistola alla nuca, sento il gelo, mi giro, che fai, dico, tanto è scarica, risponde lui. Me la faccio dare e vedo invece che ha tutti proiettili in canna…». Questa è la storia di Monica, del suo orrore quotidiano e di un diario che le salva la vita. Uno dei tanti diari che le donne vittime di stalking e di persecuzioni domestiche conservano per paura di essere uccise, perché i figli sappiano, per avere una prova da portare in tribunale. Quasi mai infatti le violenze in casa, gli stupri, le botte, le sevizie psicologiche hanno testimoni. Così le donne scrivono. Perché la scrittura è anche conforto, voce intima che diventa parola, grido. Racconta Teresa Manente, avvocato penalista che dirige il pool legale dell’associazione “Differenza Donna”: …