“Solo la Merkel può fermare l’Europa in salsa tedesca”, di Antony Giddens
Il prossimo semestre – a decorrere dall’esito elettorale in Germania, con la riaffermazione di Angela Merkel come figura dominante, fino alle elezioni europee nel maggio 2014 – segnerà una fase cruciale nell’evoluzione dell’Unione europea. Da quanto accadrà in questo periodo potrebbe dipendere la possibilità dell’Unione di uscire finalmente dalla morsa della crisi dell’euro, in atto ormai da un quinquennio. Di fatto, la cancelliera della Germania è anche “presidente” dell’Ue: è a lei che deve rivolgersi chiunque voglia veramente influenzare il futuro del continente europeo. Secondo il parere concorde dei commentatori politici la politica tedesca nei confronti del resto dell’Europa non cambierà di molto. Il popolo tedesco ha detto la sua. Non vuole accollarsi altre responsabilità, al di là delle misure già adottate per i Paesi sregolati del Sud. Perciò la politica di Angela Merkel nei rapporti intergovernativi – pragmatismo e passi lenti, disciplina economica e rigore per l’Europa nel suo complesso – continuerà come prima. Ma così non si può andare avanti. In altri termini, se la cancelliera tedesca manterrà questa posizione, il futuro dell’Europa …
