Tutti gli articoli relativi a: attualità

Fermare il declino della valutazione, di Alberto Baccini

La valutazione è stata presentata come una medicina miracolosa capace di risollevare università e ricerca italiane dal declino, e l’agenzia di valutazione (Anvur) come dotata di poteri taumaturgici. E dire che arrivare per ultimi alla valutazione sarebbe stato un vantaggio. L’Italia avrebbe potuto impostare la valutazione sulla base delle migliori esperienze internazionali. E avrebbe potuto adottare estrema cautela nel definire meccanismi e procedure le cui conseguenze non sono note, come dicono gli esperti Ocse. Invece si è costruito un monstrum istituzionale. Tutto gravita intorno al ministro che nomina i membri del consiglio direttivo di Anvur e vigila direttamente sull’operato dell’agenzia. Ad Anvur sono attribuite sia le funzioni di valutazione della ricerca che quelle di «assicurazione della qualità» dell’insegnamento universitario. Una volta che il governo Hollande avrà chiuso, come annunciato dal ministro dell’istruzione, l’agenzia francese Aeres, Anvur sarà la sola agenzia nel panorama internazionale a gestire le due funzioni. Questa configurazione attribuisce indirettamente alla politica e ad una ristrettissima élite di consulenti scelti dall’esecutivo e raccolti in Anvur un potere enorme e senza contrappesi su ricerca …

Grillo, la tv e la parabola del buffon prodigo, di Francesco Merlo

È un colpo di tamburo televisivo che sta facendo impallidire Berlusconi e certamente lo farà rosicare perché Grillo lo ha abilmente fregato e e definitivamente superato nel suo mestiere di imbonitore di genio: c’è in Italia un Berlusconi più Berlusconi di lui. Solo a prima vista, infatti, la decisione di Grillo di andare in tv – “non escludo di scegliere la Rai” – è la parabola del buffon prodigo, con la televisione che si prepara ad ammazzare il vitello grasso perché il suo figlio più autentico torna in onda. In realtà Beppe Grillo non rimpatria perché non se n’è mai andato: prima diceva alla tv che non voleva andare in tv e ora dice alla tv che torna in tv. E mi raccontano pure che il suo Rasputin, cioè Casaleggio, sta già trattando con Bruno Vespa perché l’evento deve segnare “un nuovo cambio di marcia della campagna elettorale” come Berlusconi da Santoro, più ancora di Berlusconi da Santoro. La sola novità è che finalmente Grillo svela anche a noi, poveri allocchi teledipendenti, il suo trucco, …

un fallimento in 7 giorni Quella mia laurea online, di Viviana Mazza

È il fenomeno del momento, con milioni di studenti Prof stellari, con un difetto: mai contatti neanche via email Mi ero iscritta con entusiasmo. Volevo sperimentare in prima persona questa rivoluzione (dal buffo acronimo MOOC) dei «massive open online courses», corsi di alta qualità aperti alle masse diventati popolarissimi dall’anno scorso e in crescita più rapida di Facebook, come ama ripetere il fondatore di Coursera, una delle tre principali piattaforme che li offrono (le altre sono edX e Udacity). Frequentare un corso universitario online forse non «suona» molto rivoluzionario. Ma immaginate centinaia di migliaia di studenti di tutto il mondo che seguono la stessa lezione, gratis e — aspetto non trascurabile — tenuta da docenti di atenei prestigiosi, come Harvard, MIT, Stanford, Princeton, Columbia (soprattutto americani; tra gli inglesi non si sono finora convinti né Oxford né Cambridge). E dunque ho aperto il browser, digitato Coursera.org (che è stato creato nel 2011 da due professori di Stanford) e ho cominciato a scorrere la lista dei corsi disponibili, dalla medicina all’informatica, dalla musica alla finanza, immaginando …

La nostra Europa che non deve morire, di Vassilis Alexakis , Hans Christoph Buch, Juan Luis Cebrián, Umberto Eco, György Konrád, Julia Kristeva, Bernard-Henri Lévy , Antonio Lobo Antunes, Claudio Magris, Salman Rushdie, Fernando Savater, Peter Schneider

L’Europa non è in crisi, è in punto di morte. Non l’Europa come territorio, naturalmente. Ma l’Europa come Idea. L’Europa come sogno e come progetto. L’Europa il cui spirito fu celebrato da Edmund Husserl nelle sue due grandi conferenze pronunciate a Vienna, nel 1938, e a Berlino, alla vigilia della catastrofe nazista. L’Europa come volontà e rappresentazione, come chimera e come cantiere, l’Europa che i nostri padri hanno rimesso in piedi, l’Europa che ha saputo ridiventare un’idea nuova in Europa, che ha potuto portare ai popoli dell’ultimo dopoguerra una pace, una prosperità, una diffusione della democrazia inedite, ma che ancora una volta si sta decomponendo sotto i nostri occhi. Si decompone ad Atene, una delle sue culle, nell’indifferenza e nel cinismo delle nazioni-sorelle: ci furono tempi, quelli del movimento filellenico, agli inizi del XIX secolo, in cui, da Chateaubriand al Byron di Missolungi, da Berlioz a Delacroix, o da Puškin al giovane Victor Hugo, tutti gli artisti, poeti, grandi intelletti di cui era ricca l’Europa, volavano in suo aiuto e militavano per la sua libertà. …

Se l'Europa cancella il suo passato, di Antonio Ferrari

Durante una conferenza estiva sulle derive del razzismo, un ragazzino si è alzato in piedi e mi ha chiesto: «Senta, lei ci parla dell’Olocausto. Agghiacciante, d’accordo. Ma che colpa ne ho io se i nazisti gasavano i miei coetanei?». Sarebbe stato facile attaccare con l’elenco delle atrocità, denunciare gli aguzzini e concludere con un retorico e inutile «mai più». Mi è invece venuto spontaneo rispondere così: «Vedo che hai un tatuaggio sul braccio destro. E allora, immagina che domani mattina arrivi uno e ti dica che tutti quelli che hanno un tatuaggio devono essere fermati e deportati. Oppure, al contrario: che arrivi uno e ti dica che tutti quelli che non hanno un tatuaggio devono essere deportati. Come reagiresti?». Non ho avuto risposta, se non un imbarazzato sussulto. Come se l’orrendo macigno del passato avesse risvegliato l’incubo di un possibile presente. È facile dimenticare ed è sempre difficile trasferire il peso della memoria nei nostri giorni. Eppure, in una fase acuta di crisi globale — economica, finanziaria, ma soprattutto crisi di valori — bisognerebbe interrogarsi …

"La casta dei pendolari", di Massimo Gramellini

Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà all’influenzata Barbara D’Urso che, tossendo e starnutendo in un video assai condiviso su Internet, si scaglia con la forza di cento raffreddori contro Trenitalia, colpevole di non averle ancora spedito la tessera di platino che le consentirebbe di attendere il treno al calduccio della sala vip invece che sul marciapiede della stazione, in balia di refoli gelidi come sorbetti. Una vergogna. Tanto più – e la conduttrice ci tiene giustamente a sottolinearlo – che l’aggressione batteriologica di cui Trenitalia è complice con la sua ignavia va a colpire un organismo già fiaccato da cinque ore al giorno di diretta pomeridiana. Una minaccia costante per il fisico, sottoposto al continuo logorio dei casi umani. Si consoli, la signora: sono i costi della celebrità. Solo le persone comuni hanno la possibilità di percorrere ogni giorno delle tratte come la Bergamo-Milano (e ritorno, forse) con mezzi di trasporto che nulla hanno da invidiare alle suggestive locomotive a vapore. Stipati in vagoni che attingono al più ecologico dei riscaldamenti, l’alito, questi autentici privilegiati …

"Bersani: il Prof usa le parole della destra", di Maria Zegarelli

Clima infuocato tra il premier uscente Mario Monti e il candidato del centrosinistra Pier Luigi Bersani. Dalla Cgil, al debito pubblico, al dopo elezioni, la giornata è scandita dal botta e risposta a distanza tra i due leader, in un dialogo Davos-Roma che manda in soffitta i toni pacati, le aperture e il fair play e mette non pochi puntini sulle «i» per il futuro. Monti attacca il sindacato e il Pd che ne subirebbe influenze? Bersani, ospite di Agorà, replica: «È ridicolo parlare di eterodirezione della Cgil sul Pd. Mi stupisco che Monti usi certi luoghi comuni sufflati dalla destra. Un’organizzazione come la Cgil con oltre 4 milioni di iscritti non puoi in premessa metterla fuori, dirti contro, è un sindacato non un partito, è un elemento del paesaggio, è pericolosa una linea di questo genere, caccia fuori in premessa un pezzo di Italia». Scintille anche sul debito pubblico e i conti del Professore: «Speriamo non abbia messo polvere sotto al tappeto», dice Bersani di prima mattina. «Voglio rassicurare Bersani, non c’è polvere sotto …