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"Consultazione nazionale per salvare la scuola", di Benedetto Vertecchi

Nel considerare le proposte di politica scolastiche che incominciano ad essere formulate in vista delle prossime elezioni, conviene tener presenti quali siano stati gli aspetti che hanno caratterizzato l’azione dei governi della destra, e che sono stati in gran parte confermati dal governo dei tecnici. La politica scolastica della destra ha teso, nominalmente, a conferire maggiore efficienza al sistema dell’istruzione, a rendere più efficaci le decisioni a livello nazionale e locale, a ridurre i costi degli interventi attraverso il ridimensionamento della consistenza del servizio fornito dalle scuole pubbliche. È stato affermato il principio della parità delle condizioni d’intervento da parte delle scuole pubbliche e di quelle private, ponendo a disposizione di queste ultime risorse aggiuntive. Rispetto agli orientamenti prevalenti nel resto d’Europa (e, in genere, nei Paesi industrializzati), sono state compiute scelte in direzione contraria: in Italia è diminuito il tempo di funzionamento delle scuole (da distinguersi dalla durata delle lezioni), mentre altrove si è affermato un modello di scolarizzazione che organizza l’attività degli allievi dal mattino al pomeriggio avanzato e, talvolta, rende disponibili le …

"Cinque capi solitari", di Michele Prospero

È ormai appurato il nesso tra il declino sociale dell’Italia e l’anomalia del populismo. Se per populismo si intende l’irruzione di un capo che trascende la mediazione politica organizzata per abbracciare la gente indistinta in un contatto assorbente, tolto il Pd, continua per tutti gli altri il gran carnevale dell’antipolitica. Vecchi e nuovi leader danzano con le maschere del populismo sul corpo gracile di un paese in affanno. In una fenomenologia del populismo italiano, si rintracciano cinque varianti di una mobilitazione irregolare che, nelle sue esuberanze espressive, si discosta dal registro delle democrazie rappresentative consolidate. Continuano anzitutto le manifestazioni di un caricaturale etno-populismo mimato dalla Lega. Nel nudo territorio essa rinviene i tratti della spiritualità paganeggiante ed estrae i valori della appartenenza come un senso della geocomunità coesa da scagliare contro le élite al potere, contro qualsiasi irruzione di culture altre. Si attarda ancora sulla scena anche il populismo-patrimoniale-mediatico incarnato da Berlusconi e specializzato nella eterna denuncia di complotti e di arcane macchinazioni di oligarchie che ostacolano il lavoro salvifico del capo. Indebolito dai fiaschi …

"Il costo delle lobby", di Stefano Lepri

Nell’anno in cui a memoria d’uomo i consumi degli italiani si sono più ridotti, il costo della vita è cresciuto più che negli altri Paesi euro. Non è questa una spietatezza del mercato. E’ invece un segno che da noi il mercato funziona meno bene che altrove. Quando la gente fatica ad arrivare alla fine del mese, dovrebbe essere difficile ritoccare all’insù i cartellini dei prezzi. Nel 2012 ha pesato il rincaro del petrolio, che però è uguale per tutti i Paesi. In Italia un certo effetto aggiuntivo va attribuito a incrementi di tariffe pubbliche necessari a riportare i conti in ordine, che nel 2013 non si ripeteranno. Nell’insieme tuttavia la nostra economia appare più rigida delle altre. Uno degli obiettivi dell’austerità è appunto riportare l’andamento dei nostri costi e dei nostri prezzi in linea con quelli degli altri Paesi che condividono la stessa moneta. Restiamo anomali; secondo le previsioni correnti, può darsi che riusciremo ad avvicinarci nell’anno appena iniziato. Sappiamo bene che i tedeschi hanno in media stipendi più alti dei nostri. Andando in …

"Casini, il Porcellum e il caos al Senato", di Gianluigi Pellegrino

Casini è tornato ad intimare a Bersani di dimenticare Palazzo Chigi se la sua coalizione non avrà anche la maggioranza al Senato. Perché, ha aggiunto, «siamo in un sistema a bicameralismo perfetto». Posizione legittima, ma solo in astratto perché viene da chiedersi se il leader dell’Udc sia consapevole di evocare in questo modo il caos istituzionale. Atteso che ciò che vale per Bersani non può non valere per gli altri candidati-premier e Monti tra questi, le cui coalizioni sono ben lontane dall’avere la maggioranza, non solo al Senato anche alla Camera. Inutile aggiungere che per Monti è la conseguenza elementare della scelta di salire o scendere in campo, perdendo così, consapevolmente e per sempre, ogni ruolo di super partes che gli era stato assegnato e riconosciuto. L’uscita di Casini, se zoppica sul versante politico, allo stesso tempo fa leva su uno degli aspetti più assurdi della legge elettorale con la quale stiamo tornando a votare. Al Senato, infatti, il Porcellum si appresta a mostrarci il peggio di sé, perché verrà a sommarsi l’incomprensibilità di un …

"Inflazione 3%, top dal 2008 E la spesa si fa più cara", da unita.it

L’ennesima conferma che il 2012 è stato un anno complicato per l’economia arriva dal dato sull’inflazione diffuso dall’Istat. La media dei dodici mesi è pari al 3%, due decimi di punto in più rispetto al 2,8% registrato per il 2011. Il risultato più alto dal 2008. Aumentano i prezzi e il ‘carrello della spesa’ si fa più leggero ma più salato: nell’anno che si è appena concluso è arrivato al 4,3% dal 3,5% del 2011. Più contenuta, spiega l’Istituto, è stata invece l’accelerazione della crescita dei prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto che sono aumentati del 2,8%, rispetto al 2,6% dell’anno precedente. Per contro, il tasso di incremento medio annuo dei prezzi dei prodotti a bassa frequenza di acquisto scende all’1,2%, dall’1,5% del 2011. Secondo il Codacons l’aumento dell’inflazione ha determinato una stangata da 1.048 euro per una famiglia di tre persone e di 1.155 euro per un nucleo di quattro. Secondo l’associazione dei consumatori con un carrello della spesa che sale del 4,3% gli acquisti di tutti i giorni aumentano, per un …

"L'agricoltura torni al centro dell'agenda", di Carlo Petrini

Mancano meno di due mesi alle prossime elezioni, l’attenzione si concentra, come ovvio, sulle candidature e sulle future alleanze; tuttavia si avverte una diffusa sensazione di ripartenza, di possibilità di riscrittura che non si avvertiva da tempo. Complice una crisi di portata storica che coinvolge tutto e tutti: che attraversa l’economia, l’ambiente, la politica, la vita quotidiana delle persone. E quindi tocca pensare. Cosa vogliamo? O meglio: di cosa abbiamo bisogno? E cosa vogliamo fare per ottenerlo? Chiedere ai candidati di occuparsi di “politiche alimentari”, ovvero di ripensare, ridisegnare, quelle che finora sono state, in modo impreciso, inadeguato e insufficiente, chiamate “politiche agricole”, non è cosa di poco conto per il futuro di questo Paese. Su questo terreno vale la pena di sottolineare quelle che secondo me dovrebbero essere le priorità del prossimo governo centrale, ma anche dei prossimi governi regionali, dato che anche alcune regioni rinnoveranno i loro amministratori tra poche settimane. Quattro punti, quattro pensieri, quattro piccoli ma forti pilastri su cui appoggiare un nuovo modo di pensare l’agricoltura di questo paese; una …

Monti al Pd: Silenziare la Sinistra. La risposta del segretario: «Rispetti il nostro partito», di Simone Collini

Ribadisco il rispetto ma chiedo il rispetto. Per tutto il Pd». A Pier Luigi Bersani non è per niente piaciuto il consiglio che dalle telecamere di Unomattina gli ha inviato Mario Monti, quello cioè di avere il coraggio di «tagliare le ali estreme», quello di «silenziare» Stefano Fassina. E la risposta che dà a distanza al presidente del Consiglio è questa. «Siamo un partito liberale che non chiuderà la bocca mai a nessuno, che troverà sempre una sintesi e credo che il coraggio che mi si chiede l’ho dimostrato. Il coraggio non è quello di chiudere la bocca alla gente, ma di lasciarla parlare, partecipare e trovare una sintesi. Questa è la mia idea». Nel commentare le uscite del premier con i suoi è anche più duro, ma in pubblico il leader del Pd prova a rispondere giocando sul tasto dell’ironia: «Tutti i difetti del Pd si scoprono oggi? Per un lungo anno non si sono visti?», col sorriso a mezza bocca. E l’occupazione degli spazi televisivi da parte del premier? «Non sto lì a …