Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Il partito del suicidio finanziario”, di Mario Deaglio

Borsa che scende, «spread» che sale. Può sembrare una alchimia finanziaria lontana dalla vita di tutti i giorni, dai bilanci di imprese e famiglie. Purtroppo non è così, come abbiamo sperimentato negli ultimi cinque anni. Forse il modo migliore per rendersi conto dell’importanza di quest’infausta congiunzione consiste nel partire da una constatazione semplice e apparentemente incredibile: mediamente l’Italia deve restituire ai suoi creditori un miliardo di euro al giorno, domeniche escluse, ossia circa 300 miliardi l’anno per i prossimi 6-7 anni. Come fa l’Italia a restituire somme così ingenti? Immediatamente prima della scadenza, «rifinanzia» il debito, ossia si fa prestare, con le aste sul debito pubblico, una somma all’incirca pari a quella in scadenza, con questa rimborsa Btp, Cct, Bot e quant’altro, giunti al termine della loro vita. Sono ormai vent’anni che l’Italia fa così e ha gestito tutto sommato in maniera soddisfacente, dal punto di vista finanziario, un debito enorme. Grazie all’euro, il mercato ha a lungo attribuito il medesimo rischio al debito sovrano di tutti paesi della nuova moneta, e, per conseguenza, il …

“La tattica del rinvio”, di Piero Colaprico

Rimandare, troncare, addomesticare. Sono i tre verbi principali che Silvio Berlusconi coniuga nei processi. HA APPENA dichiarato che si ricandida ed ecco che Ruby fa saltare un’udienza del processo, ormai in dirittura d’arrivo. «Non vedo l’ora di andare a deporre», aveva detto Karima El Mahroung, nota un tempo nei night milanesi come Ruby Rubacuori. Aveva anche assicurato, parlando da neo-mamma, che lei che c’era stata, e aveva visto, sua figlia ad Arcore non ce la manderebbe proprio. Come avrebbe potuto reagire questa ex ragazza cresciuta in strada sotto il martellante contro- esame del pubblici ministeri Ilda Boccassini e Antonio Sangermano? E come non ricordare che sempre in questi giorni anche Giampiero Tarantini, imprenditore nei guai per coca, donne e ricatti, ha appena chiesto in quel di Bari un giudizio senza pubblico? No, non sfileranno più le sue ragazze a pagamento trasportate a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. Con un’immagine a pezzi in Italia e all’estero, Berlusconi sta giocando l’ultima, difficilissima partita tra politica e giustizia. Come sempre declinate alla sua maniera, ma non è …

“Se anche il violino diventa precario”, di Bruno Ugolini

Non c’è solo la marea d’insegnanti precari e di altri lavoratori pubblici di cui si parla in questi giorni. Esistono anche precari speciali, magari considerati dei privilegiati, perché fanno un mestiere appassionante. Sono i musicisti. Non parlo solo, che so, del primo violino della orchestra della Scala che abbiamo potuto sorprendere mentre corrispondeva ai gesti impetuosi di Daniel Barenboim nel Lohengrin. Esistono molti altri musicisti che non hanno raggiunto quel posto e che conducono una vita precaria. E la loro condizione, dal punto di vista del reddito, dei diritti e delle tutele, non è molto dissimile da quella di tanti giovani informatici, o pony express, o commessi in negozi, o in operai di ditte in appalto. Ha spiegato la loro condizione tempo fa su www.rassegna.it una giovane poco più che trentenne, Sabina Morelli. Una ragazza che ha cominciato a studíare col violino quando aveva otto anni. Credeva di poter iniziare una vita professionale ricca di emozioni. Non ha fatto altro che condurre “un continuo peregrinare in cerca di lavoro, passando da un’orchestra all’altra”. Una vita …

“In classe anche il pomeriggio. La scuola dell’anti sciopero”, di Elvira Serra

Al liceo Fermi di Arona il mondo va alla rovescia. Gli studenti vogliono trattenersi in classe oltre il trillo della campanella (malgrado qualcuno, pendolare, ritorni a casa alle sei del pomeriggio). E lo fanno non per una partita di basket o per organizzare una festa, ma per imparare. Non bastasse: a loro piace. «Eravamo scesi in piazza il 24 novembre contro i tagli alla scuola. Ma volevamo fare qualcosa in più. Siamo persone colte, ci tenevamo a una protesta intellettuale, nobile, perché non passasse il messaggio che ogni scusa è buona per saltare le lezioni. Semmai è il contrario: ci teniamo così tanto alla scuola che siamo disposti a passarci più tempo», spiega nell’aula magna Nicolò Simoni, rappresentante di istituto e, in futuro, aspirante sindaco. Con lui una quarantina di compagni del triennio: classico, scientifico tradizionale o con opzione per le scienze applicate. Una settimana fa hanno deciso di aderire alla iniziativa di un gruppo di insegnanti che a novembre, quando si discuteva dell’articolo 3 del ddl di stabilità che voleva aumentare di sei ore …

“Insegnanti, i disastri dell’era Berlusconi”, di Giunio Luzzatto

La scia di disastri che il governo Berlusconi ha lasciato dietro di sè continua a mettere in difficoltà il dopo-Berlusconi; il caso della scuola è tra i più gravi, essendovi stata una ministra, Gelmini, particolarmente impegnata nello sfasciare il settore. Il caso che qui discuto, sulla base di una recente comunicazione dei vertici ministeriali, è solo un esempio; non da poco, perché riguarda la possibilità di una formazione seria, o invece finta, per ventimila nuovi insegnanti. Gli antefatti. Per abilitarsi all’insegnamento secondarlo i laureati dovevano frequentare una Scuola universitaria biennale di specializzazione, Ssis. Poche settimane dopo il suo insediamento Gelmini la ha soppressa, annunciando un grande rinnovamento che avrebbe dato spazio all’esperienza sul campo, cioè a pratica nelle scuole, anziché a troppa teoria. Nei tre anni successivi ha ripetutamente esaltato un nuovo corso di formazione (annuale) detto Tirocinio Formativo Attivo, Tfa, ma prima del non rimpianto congedo non è riuscita a farlo decollare. Il ministro Profumo, per non penalizzare ulteriormente i laureati che da quattro anni non avevano la possibilità di conseguire l’abilitazione, ha deciso …

“Berlusconi flop. Al Pd il triplo dei consensi Pdl”, di Carlo Buttaroni

Il ritorno di Berlusconi non riavvolgerà il nastro. E chi teme (o spera) un ritorno al passato, sta facendo male i conti. Perché Berlusconi è stato un fenomeno sociale, prima ancora che politico. Un fenomeno che ha avuto un principio e un’inevitabile fine, caratterizzato, nel mezzo, da quell’inerzia tipica di tutte le storie che hanno come protagonisti grandi masse d’individui. Fino a quando ci si sveglia accorgendosi che la favola è terminata, senza capire però bene il tipo di finale. Il «berlusconismo» è andato oltre Berlusconi, diventando un camaleontico sistema di potere e, progressivamente, un modo di pensare, una corrente sociale, uno stile linguistico. Un apparato incentrato sulla figura carismatica di un leader indiscutibile, nel cui linguaggio verbale e non, si sono rispecchiati una moltitudine d’italiani. Nel codice berlusconiano è indifferente se le frasi siano credibili e coerenti. Il senso di ciò che dice sta nel suono e nell’effetto che producono le parole. Per questa ragione ha sempre potuto permettersi di enun- ciare una cosa e il suo contrario, senza che la verità rappresentasse necessariamente …

“Serve un Pool di Giudici anti Stalking per evitare altre vittime tra le donne”, di Fiorenza Sarzanini

Lisa Puzzoli poteva essere salvata. Bastava che un magistrato esaminasse la sua richiesta di tenere lontano da lei e dalla sua bambina Vincenzo Manduca, l’ex fidanzato che l’aveva molestata e picchiata più volte soltanto perché non le perdonava di averlo lasciato. E che tre giorni fa, al culmine dell’ennesima discussione, l’ha uccisa a coltellate. Era il padre della piccola, ma questo non è bastato a placare la sua ira nei confronti della giovane donna. Anzi, negli ultimi tempi era diventato ancor più aggressivo e violento. Per questo Lisa non voleva più avere alcun contatto con lui. Aveva paura e lo aveva raccontato ai familiari e agli amici. Poi lo aveva detto al suo avvocato e la scelta era stata fatta: chiedere un provvedimento previsto dalla nuova legge sullo stalking che gli impedisse di avvicinarsi. Fa impressione sentire adesso le parole del procuratore di Udine Antonio Biancardi che quasi se la prende con le vittime «che devono stare attente e tutelarsi» mentre dice che i magistrati possono fare poco o nulla perché «in questi casi serve …