Nelle aule deserte dell’asilo di Scampia “Troppa paura, questa non è più vita”, di Conchita Sannino
Aule deserte. E tre grembiulini dal passo leggero, sotto gli occhi ancora turbati delle maestre. Pentolini colorati, nuovi Babbi Natale per distrarli. «Maestra, visto che cucino?». Le loro voci rimbombano, nella scuola c’è il vuoto. E fa freddo. E non ci sono i compagni. Tre bambini presenti su ottanta. È un giovedì irreale a Scampia, alla “Eugenio Montale”, il giorno dopo che il fuoco di camorra ha sfiorato le aule. «Preside, io non li ho portati i miei figli, dovete chiudere tutti i cancelli. Però lo devo dire: siete stati bravissimi in quei momenti, mia figlia non aveva capito proprio niente, né della sparatoria, né del morto», li bacia Patrizia. «Professo’, abbiamo capito che non ci garantisce nessuno, e noi che facciamo, ce ne stiamo con le mani in mano, il governo non si è fatto sentire? », carica Patrizia. Il terzo è un padre, Franco, chiede pazienza per sé e tutti gli altri: «Mia moglie è molto impaurita, facciamole sbollire la rabbia, poi vi prometto che vengo io a riportare Antonio». Solo tre famiglie, …
