Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Così mia mamma diede soldi ai fascisti e mi salvò dal lager dove venne uccisa”, di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera 07.04.15

«I l 2 ottobre ci fu la cattura. Era il primo giorno di scuola, un lunedì. Una volta le scuole ricominciavano in ottobre. Dalle persiane chiuse vedevo alcuni bambini con le cartelle». Rav Giuseppe Laras ha compiuto ieri ottant’anni, è un’autorità tra i rabbini europei, da allora ha dedicato buona parte della sua vita allo studio. La filosofia medievale e rinascimentale, il pensiero di Maimonide, i venticinque anni da rabbino capo di Milano e la cattedra alla Statale, fino a quella summa plurimillenaria del pensiero ebraico, dalla Bibbia a Hannah Arendt, appena completata con il secondo volume di «Ricordati dei giorni del mondo» (EDB). Ricordati. Laras aveva nove anni quel giorno del 1944 in cui non poteva andare a scuola per le leggi razziali e i fascisti bussarono alla porta della nonna, a Torino, dove si era rifugiato con la madre. «Papà era partigiano in montagna e si salvò. Noi eravamo fuggiti a luglio dai rastrellamenti della Val Grande, mia sorella coi nonni paterni vicino a Chivasso, la mamma e io dalla nonna. La nonna …

“Ma un tempo si scappava dalla Sicilia nel Maghreb”, di Amedeo Feniello – La lettura Corriere della Sera 05.04.15

Una storia poco raccontata e mal conosciuta parla di un tempo a parti invertite, quando, a differenza di oggi, i barconi, col loro carico di profughi, di morte e di dolore, non andavano dall’Africa verso la Sicilia, in cerca di salvezza. Bensì, tutto al contrario, dall’isola verso la costa opposta. Il tempo è quello dell’invasione normanna della Sicilia. Comincia nel 1061 con lo sbarco a Calcara, a sud di Messina. E da lì si espande fino al 1072, quando gli Altavilla e i loro uomini prendono Palermo che, dopo 240 anni, cessa di essere una città musulmana. Ma non termina ancora. Per completarla, ci vorrà un altro ventennio. Finisce tutto il 23 febbraio 1091, appena pochi anni prima dell’inizio della Prima crociata: una data luttuosa per i musulmani, così ricordata dal cronista arabo Ibn al-Atir: «Quest’anno i franchi, che Dio li maledica, occuparono completamente l’isola di Sicilia. Che il sommo Dio la renda un giorno all’islam». Il cambiamento provocato è epocale. E non riguarda solo la Sicilia, ma l’intera Europa. Perché l’isola e le sue …

“La battaglia del lavoro si vince anche con l’istruzione” di Romano Prodi – Il Messaggero 05.04.15

Negli scorsi giorni abbiamo ricevuto notizie apparentemente contrastanti sulla situazione e sulle prospettive dell’economia italiana. Il crollo del prezzo del petrolio, la svalutazione dell’euro, la massiccia iniezione di moneta da parte della Banca Centrale Europea e l’attesa per gli effetti delle nuove leggi sul lavoro hanno prodotto un provvidenziale miglioramento del livello di fiducia delle famiglie e delle imprese. Le previsioni di crescita dell’Italia sono state perciò riviste al rialzo, passando dallo 0,3% dell’inizio dell’anno a livelli che stanno oggi fra lo 0,5 e l’1%. Si tratta sempre di previsioni inferiori a quelle della zona Euro (che si stima crescere dell’1,4%) ma si è finalmente usciti dal segno meno in cui eravamo stati confinati nei lunghi anni della crisi. L’aumento dei contratti a tempo indeterminato, anche se molta parte di questi deriva da una trasformazione di contratti a tempo determinato e co.co.co, trasmetteva il messaggio di un parallelo miglioramento del mercato del lavoro. Pochi giorni dopo queste buone notizie è arrivato, come una doccia gelata, il dato sull’aumento della disoccupazione, salita in febbraio al 12,7%, …

“Il vero valore di un museo”. di Pier Luigi Sacco – Il Sole 24 Ore 05.04.15

Non ho ancora letto il saggio di Alessandro Monti, pertanto ne rilancio i commenti di Pier Luigi Sacco perché innescano una riflessione sulle istituzioni culturali, utile al legislatore e ai cittadini-fruitori. Manuela ecco l’articolo: Il vero valore di un museo Pier Luigi Sacco Un pamphlet analizza il MAXXI come se fosse un esercizio commerciale. Ne esce un’analisi fuorviante Il sistema italiano dell’arte contemporanea non è stato certamente risparmiato dalla crisi economica che ha investito il nostro Paese. Un po’ tutte le principali istituzioni si sono trovate a fare i conti con bilanci in cura dimagrante, e soprattutto con una crescente difficoltà a mantenere la legittimazione sociale necessaria a richiedere con successo risorse pubbliche in una fase di forte contrazione delle politiche di bilancio a tutti i livelli dell’amministrazione statale e territoriale. In Italia, a fronte di un livello molto basso di partecipazione dei cittadini alle attività culturali, si tende facilmente a pensare che le spese in cultura siano più sacrificabili di altre, e che in ultima analisi i beneficiari di tale spesa siano, in omaggio …

“Strumenti per ricordare il valore dei beni culturali”, di Michele Weiss – La Repubblica 05.04.15

Cultura e tecnologia mondi troppo lontani? Occorre ricredersi. Alcuni recenti progetti fanno capire che i contenuti e i network relativi a design, urbanistica, lettura e patrimonio archivistico ottengono i superpoteri grazie alle nuove frontiere del digitale. Al Cooper Hewitt di New York, museo leader nel design in America, è capitata una rivoluzione: approfittando del rinnovo dei locali l’istituzione ha ribaltato l’experience della visita. Merito di un’avveniristica penna “magica” digitale, che consente al museo di lanciare il claim della nuova era: «Anche tu puoi essere un designer!». Trovata di marketing ma non solo, perché il device permette un livello di approfondimento e interattività finora impensabili, spiega a Nòva Seb Chan, leader del team Digital and emerging Media del museo, incontrato all’Ifbookthen 2015: «All’ingresso, ogni visitatore riceve la penna e grazie alle potenti Api digitali comunica con tutti gli oggetti esposti». Lo strumento aiuta a sfruttare al meglio la digitalizzazione delle collezioni, continua: «Con le nuove tecnologie e la penna, lo spazio espositivo è aumentato del 60%, rendendo la visita un evento interattivo, creativo e multiplayer». Le …

“Quel piccolo film che ci insegna ad amare i down”, di Michela Marzano – La Repubblica 05-04.15

È un video pieno di complicità e di amore quello che Giacomo realizza con il fratello Giovanni, un bimbo di 12 anni con sindrome di down. È un video che commuove e fa ridere. Ma è, soprattutto, un video estremamente coraggioso che fa a pezzi i pregiudizi. ECHE , in pochi minuti, è capace di ribaltare i ruoli e stravolgere le aspettative. Al punto che, dopo un po’, nessuno spettatore sa più quale dei due fratelli sia quello “normale” e quello “anormale”, quello “sano” e quello “malato”. Certo, all’inizio ci sono ben poche sorprese. Il “diverso” è senz’altro Giovanni. È lui che si inceppa. Lui che risponde a casaccio. Lui che perde il filo e sembra proprio non potercela farcela a superare il colloquio di lavoro messo in scena dal fratello. Non sarà mai assunto, pensiamo tutti. Poi però, pian piano, i ruoli si invertono. Ed è proprio Giovanni ad incantarci, con quell’autenticità e con quella gioia di vivere di cui forse i “normali” non sono più capaci. Allora perché all’inizio, guardando Giovanni, non possiamo …

“Manuela Ghizzoni: la conoscenza ti rende libera di scegliere”, di Jessica Bianchi – Tempo 02.04.15

Questa storia inizia nel 2001 con una diagnosi di tumore al seno. A raccontarcela è l’onorevole Manuela Ghizzoni. Una donna che, come tante, ha lottato contro la malattia e, con coraggio e consapevolezza, ha poi deciso di intervenire radicalmente, sottoponendosi dapprima a un intervento di asportazione dell’utero e delle ovaie e, successivamente, a una mastectomia. “Avevo solo 39 anni quando, durante un’autopalpazione mi sono resa conto che qualcosa non andava. Solo quattro mesi prima, l’esame al quale mi ero sottoposta non aveva rilevato nulla di anomalo… Nel maggio del 2001 ho intrapreso la consueta procedura: intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia. Dal momento che mia madre e mia zia erano entrambe ammalate di cancro al seno, il dottor Fabrizio Artioli mi disse che una volta terminato il ciclo di cura avrei dovuto eseguire un test genetico. Risultai positiva al gene Brca1 e Brca2. La dottoressa Cortesi dell’Ambulatorio onco – genetico mi mise di fronte a un ventaglio di possibilità: un’intensificazione dei controlli al seno e alle ovaie oppure tra le opzioni (che peraltro rappresentano la prassi nei …