“Legge elettorale, Pd e Pdl si parlano ma l’intesa è lontana”, di Simone Collini
Resta alta la tensione sulla riforma del sistema di voto. Casini: «Possibile compromesso sul premio al 10%». Ma i berlusconiani fanno muro. E’ ancora alta tensione sulla legge elettorale. Le distanze tra Pd e Pdl restano anche dopo gli ultimi contatti tra gli sherpa dei due partiti (Maurizio Migliavacca e Denis Verdini) e a meno che questa mattina non si riesca a trovare un’intesa in extremis, oggi pomeriggio la riunione della commissione Affari costituzionali del Senato farà registrare una nuova spaccatura che non sarebbe certo di buon auspicio in vista del passaggio in aula della discussione. L’Udc, dopo che all’ultima seduta ha votato insieme a Pdl e Lega l’introduzione della soglia minima del 42,5% per poter accedere al premio di governabilità, ha aperto al cosiddetto lodo D’Alimonte (rilanciato per primo dal Pd) e sta lavorando affinché i due principali partiti che sostengono Monti trovino un accordo su questo terreno. Il problema è che il Pdl non ne vuole sapere di prevedere un premio da assegnare al primo partito nel caso nessuna coalizione riesca a raggiungere …
