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"Persi 1,5 mln di posti Giovani senza futuro", di Marco Ventimiglia

Continuano a far discutere, e riflettere, gli ultimi dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica in tema di disoccupazione. Cifre molto pesanti nella loro valenza generale, che diventano drammatiche concentrandosi nella fascia giovanile dove si sta concretizzando una situazione insostenibile, come appare ancor più chiaro facendo dei raffronti con un passato per nulla lontano. Infatti, nel secondo trimestre del 2012 i giovani occupati, tra i 15 e i 34 anni, sono addirittura diminuiti di quasi un milione e mezzo di unità (-1.457.000) rispetto allo stesso periodo del 2007, passando da 7 milioni e 333mila a 5 milioni e 876mila, con un crollo del 19,9%. Guardando solo all’ultimo anno, la riduzione è stata di 230 mila unità. DINAMICA OPPOSTA Appare insomma evidente come, dall’inizio della crisi, sono stati proprio gli under 35 ad essere colpiti maggiormente, con una contrazione senza precedenti del numero di giovani che possono contare su un posto di lavoro. Quest’anno, poi, si è scesi al di sotto di un livello importante, se è vero che nel 2011, nel periodo tra aprile e giugno, …

"Oltre il passato senza indulgenza", di Ilvo Diamanti

Non è facile orientarsi, in questi tempi strani. In questo Paese strano. Dove nulla comincia e nulla finisce davvero. Non è facile capire di che si discuta. Le questioni, gli eventi, gli attori. Dissociati dal contesto originale. Oppure, ricollocati in un contesto diverso. Le polemiche sulla trattativa fra Stato e mafia. Ha coinvolto il presidente Napolitano e i magistrati di Palermo. Anche se i fatti di cui si discute sono avvenuti vent’anni fa. Nel 1992. Il crinale fra la Prima e la Seconda Repubblica. Quando Falcone e Borsellino vennero massacrati, insieme alla scorta, in due diversi attentati. A pochi mesi di distanza. Episodi tragici, parte di una strategia concepita da «menti raffinate» che tendeva a «mantenere l’esistente ed a fermare la spinta al cambiamento », ha osservato Piero Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia. Il quale ha aggiunto che, come nel 1992, oggi sarebbe in atto «una ulteriore destabilizzazione (…) contro la magistratura e contro il capo dello Stato». Vent’anni dopo, dunque, la storia si ripete. Stessi attori, stesse questioni, con volti e nomi – …

"Oltre il passato senza indulgenza", di Ilvo Diamanti

Non è facile orientarsi, in questi tempi strani. In questo Paese strano. Dove nulla comincia e nulla finisce davvero. Non è facile capire di che si discuta. Le questioni, gli eventi, gli attori. Dissociati dal contesto originale. Oppure, ricollocati in un contesto diverso. Le polemiche sulla trattativa fra Stato e mafia. Ha coinvolto il presidente Napolitano e i magistrati di Palermo. Anche se i fatti di cui si discute sono avvenuti vent’anni fa. Nel 1992. Il crinale fra la Prima e la Seconda Repubblica. Quando Falcone e Borsellino vennero massacrati, insieme alla scorta, in due diversi attentati. A pochi mesi di distanza. Episodi tragici, parte di una strategia concepita da «menti raffinate» che tendeva a «mantenere l’esistente ed a fermare la spinta al cambiamento », ha osservato Piero Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia. Il quale ha aggiunto che, come nel 1992, oggi sarebbe in atto «una ulteriore destabilizzazione (…) contro la magistratura e contro il capo dello Stato». Vent’anni dopo, dunque, la storia si ripete. Stessi attori, stesse questioni, con volti e nomi – …

"Passaggio alla Legge Fornero. Migliaia di precari senza tutele", di Bianca Di Giovanni

Sospendere la riforma del lavoro, elaborare correzioni e poi tornare a votarla. Questa la posizione della Cgil sul testo Fornero, dopo un primo monitoraggio dei «guasti» che la legge sta provocando. «È la prima volta che una legge così importante è stata votata con 4 fiducie – dichiara Serena Sorrentino, segretario confederale a Corso d’Italia – Tutte le forze politiche hanno espresso perplessità, denunciando lo stato di necessità in cui è stata votata. Oggi forse è il caso di riflettere». Elsa Fornero non è dello stesso parere. La ministra propone invece un monitoraggio di un anno e poi in caso le eventuali modifiche. «E nel frattempo cosa diciamo a chi perde lavoro o addirittura l’indennità di disoccupazione?», chiede Sorrentino. In effetti ad essere colpiti già in queste settimane sono proprio quegli atipici e discontinui a cui la ministra intendeva offrire il suo nuovo modello di welfare. È un paradosso, ma è così. In questi giorni di «interregno» tra nuove e vecchie norme si stanno producendo danni al loro reddito, e anche alle loro prospettive di …

"Passaggio alla Legge Fornero. Migliaia di precari senza tutele", di Bianca Di Giovanni

Sospendere la riforma del lavoro, elaborare correzioni e poi tornare a votarla. Questa la posizione della Cgil sul testo Fornero, dopo un primo monitoraggio dei «guasti» che la legge sta provocando. «È la prima volta che una legge così importante è stata votata con 4 fiducie – dichiara Serena Sorrentino, segretario confederale a Corso d’Italia – Tutte le forze politiche hanno espresso perplessità, denunciando lo stato di necessità in cui è stata votata. Oggi forse è il caso di riflettere». Elsa Fornero non è dello stesso parere. La ministra propone invece un monitoraggio di un anno e poi in caso le eventuali modifiche. «E nel frattempo cosa diciamo a chi perde lavoro o addirittura l’indennità di disoccupazione?», chiede Sorrentino. In effetti ad essere colpiti già in queste settimane sono proprio quegli atipici e discontinui a cui la ministra intendeva offrire il suo nuovo modello di welfare. È un paradosso, ma è così. In questi giorni di «interregno» tra nuove e vecchie norme si stanno producendo danni al loro reddito, e anche alle loro prospettive di …

"Gli errori del Ministro", di Raffaele Simone

Dopo il marasma dei quesiti mal formulati nelle prove del cosiddetto Tfa (indispensabili per accedere al “concorsone” per insegnanti), il ministro Profumo risponde alle generali proteste pubblicando in rete i nomi degli estensori. Si tratta di un centinaio di persone, che, essendo sconosciute ai più, corrono al massimo il rischio di suscitare qualche risatina nel proprio condominio. Basta pubblicare quei nomi per ricomporre la gigantesca figuraccia? Direi di no, anche perché quella del Tfa non è che l’ultima di una serie di infortuni, non tutti conosciuti, in cui è incappata la gestione attuale del ministero. Il primo fu, alla fine del 2011, la pubblicazione del bando per il finanziamento della ricerca universitaria di interesse nazionale (i cosiddetti fondi Prin), presentato dopo anni di plumbea indifferenza gelminiana. Il bando conteneva però tali restrizioni per i richiedenti che il ministero fu costretto a fare un goffo passo indietro allargando in extremis i criteri per l’accesso. Comunque, il meccanismo di selezione dei progetti risultò talmente macchinoso che ancora si attendono i risultati. Non basta. Qualche mese dopo fu …

"Gli errori del Ministro", di Raffaele Simone

Dopo il marasma dei quesiti mal formulati nelle prove del cosiddetto Tfa (indispensabili per accedere al “concorsone” per insegnanti), il ministro Profumo risponde alle generali proteste pubblicando in rete i nomi degli estensori. Si tratta di un centinaio di persone, che, essendo sconosciute ai più, corrono al massimo il rischio di suscitare qualche risatina nel proprio condominio. Basta pubblicare quei nomi per ricomporre la gigantesca figuraccia? Direi di no, anche perché quella del Tfa non è che l’ultima di una serie di infortuni, non tutti conosciuti, in cui è incappata la gestione attuale del ministero. Il primo fu, alla fine del 2011, la pubblicazione del bando per il finanziamento della ricerca universitaria di interesse nazionale (i cosiddetti fondi Prin), presentato dopo anni di plumbea indifferenza gelminiana. Il bando conteneva però tali restrizioni per i richiedenti che il ministero fu costretto a fare un goffo passo indietro allargando in extremis i criteri per l’accesso. Comunque, il meccanismo di selezione dei progetti risultò talmente macchinoso che ancora si attendono i risultati. Non basta. Qualche mese dopo fu …