Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La Germania davanti al bivio", di Barbara Spinelli

A volte, quando critichiamo Angela Merkel, dimentichiamo quel che sta succedendo in Germania: l’astio che domina tanti commenti di cittadini e politici, contro un’Europa del Sud che sta divenendo loro estranea. L’esigenza democratica, che si mescola ambiguamente a un nuovo nazionalismo e che spinge i tedeschi a fidarsi quasi solo della Corte costituzionale: proprio ieri, la Corte ha iniziato l’esame degli impegni presi da Berlino a Bruxelles, per verificare la loro compatibilità con la sovranità del popolo e del parlamento. Il Sud Europa non si stanca di ammonire Berlino, evocando l’espandersi di sentimenti antitedeschi. Ma conoscono poco i sentimenti antieuropei che si addensano in Germania. Citiamo, fra gli epiteti usati dai frequentatori dei giornali sul web, i più significativi: gli italiani, greci, spagnoli, portoghesi sono scrocconi, parassiti, perfidi, svergognati. Puntando l’indice sul passato tedesco, sono soprattutto ricattatori. Sono «cani, e che abbaino pure alla loro altezza ». Un lettore conclude: «Chi ha amici simili, non ha più bisogno di nemici». L’astio colpisce anche europeisti come gli ex cancellieri Schmidt e Kohl, i verdi Trittin e …

"Timbuctù. Quei tesori distrutti da barbari in nome di un falso Islam", di Tahar Ben Jelloun

Quando i Taliban distrussero le due grandi statue del Buddha nella valle di Swat, a nord-est dell’Afghanistan, tutta l’emozione del mondo civile non bastò a fermare quell’impresa criminale, perpetrata in nome dell’Islam. È facile immaginare il piacere provato da quei pericolosi ignoranti per aver fatto esplodere una statua alta più di 40 metri, che risaliva a 1300 anni fa. Le nevrosi e le frustrazioni covano a volte nelle profondità nell’inconscio, per esplodere un giorno devastando il frutto di secoli di civiltà. Oggi altri barbari attaccano i mausolei di Timbuctù, e minacciano di bruciare un tesoro di rari e magnifici manoscritti. La peggiore nemica dell’uomo è l’ignoranza, soprattutto quando è arrogante e soddisfatta. Siamo in presenza di criminali che nulla potrà fermare, se non l’uso di una forza brutale quanto la loro stupidità. I principi democratici privilegiano la legge e il diritto. Ma come contrapporre la giustizia a tanto fanatismo? Come può un discorso razionale aver ragione di sedicenti convinzioni religiose? Per trovare l’origine di quest’ideologia che si accanisce contro i santi e le statue dobbiamo …

"Tagli, tasse e recessione. Non convince il decreto", di Walter Tocci

Non convincono gli argomenti del Governo a sostegno dell’ultimo decreto. Non è una spending review, è una manovra di tagli lineari, alquanto rozza soprattutto per la sanità e i Comuni. La vera spending review fu impostata dal compianto Padoa Schioppi con il suo ambizioso progetto di riforma della spesa pubblica. L’alta burocrazia statale, in primis la Ragioneria, lo bloccò convincendo il ministro Tremonti peraltro desideroso di prendere le distanze dal predecessore. Si poteva immaginare che il governo tecnico riprendesse il progetto e invece, dopo aver perso otto mesi, procede per decreto all’ennesimo intervento emergenziale, scopiazzando alcune parti del documento del 2007, che nella sostanza viene archiviato e usato solo come foglia di fico. Da dieci anni si approvano decreti con tagli lineari, scritti dagli stessi burocrati ieri e oggi, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la spesa è aumentata e la qualità dell’amministrazione è crollata. È una logica sbagliata e dannosa per almeno quattro motivi: a) il taglio a sciabolata ignora le differenze di qualità dell’Amministrazione e di solito mette in difficoltà …

"Nel 2013 basta governi tecnici", di Claudio Sardo

L’italia non può tornare al voto con il porcellum. Sarebbe un delitto. Non è in gioco solo la credibilità della politica: ormai a rischio è la tenuta stessa delle istituzioni democratiche. Giorgio Napolitano ha lanciato ieri un appello estremo al Parlamento affinché non vadano sprecati i prossimi mesi. Purtroppo molti giocano contro la riforma, anche se non hanno il coraggio, né la dignità di dirlo apertamente. Sono contro la riforma quanti sanno di perdere le prossime elezioni, a cominciare da un pezzo consistente del Pdl: perché consentire una correzione del sistema e assicurare così solidità al prossimo governo? Meglio restare tra le macerie e scommettere sull’instabilità futura, magari sul prolungamento dell’emergenza e della grande coalizione… Sono contro la riforma i partiti personali che hanno bisogno delle liste bloccate per perpetuare il potere del capo. Sono contro la riforma i cultori, non pentiti, della Seconda Repubblica, quelli che pur di costruire un «presidenzialismo domestico» si sono inventati il maggioritario di coalizione, istituto senza uguali in Paesi dotati di Costituzione democratica. Sono contro la riforma anche quelle …

Bersani: "Sulla sanità non accettiamo che comandi il mercato"

Il segretario Bersani ha concluso i lavori del seminario del PD sui temi della sanità organizzato in vista della Conferenza Nazionale del PD sulla “Sono orgoglioso che mentre sui giornali prevale la chiacchiera o il gioco delle dichiarazioni un partito di governo come il nostro sia impegnato su un problema basico per gli italiani, la sanità. Un partito popolare che conosce i problemi degli italiani e conosce anche come la gente li percepisce”. Lo ha detto il Segretario Pd Pier Luigi Bersani, concludendo il Convegno organizzato dal PD sul Servizio Sanitario e i contraccolpi della spending review, in vista dellaConferenza Nazionale del PD sulla salute, prevista per ottobre. “La discussione sulla sanità è sistemica e ruota attorno alla finanza pubblica, e al servizio del debito – ha spiegato Bersani – il Tesoro comanda dappertutto anche se più da noi, a livelli, secondo me, inverecondi. Ma è così un po’ dappertutto. E in queste fasi- ha aggiunto – può succedere qualcosa di irrazionale, come quello di smontare un sistema che funziona. E’ come quando si deve …

Appello: «Fermare il colpo mortale alla tutela dei Beni culturali»

Un nutrito gruppo di intellettuali ha inviato una lettera-appello al Presidente della Repubblica e a Monti preoccupati per i tagli che potranno colpire anche la cultura. «No a nuovi tagli alla già boccheggiante tutela dei beni culturali e paesaggistici. No al suo assurdo annegamento nell’apparato burocratico si legge nella lettera Sulla tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio non devono abbattersi altri tagli di fondi né amputazioni di strutture e di personale dopo quelle già pesantemente inferte nei mesi e negli anni scorsi fino ad intaccare l’ossatura stessa dei Beni Culturali e quindi la copertura territoriale della tutela. Rivolgiamo un appello forte e accorato al governo Monti affinché con la “revisione della spesa” in corso non pratichi né nuovi tagli di risorse né l’assurdo accorpamento burocratico delle Soprintendenze con altri uffici dello Stato, del tutto estranei alla tutela, né il pre-pensionamento di tecnici di grande esperienza e qualificazione di cui si parla in queste ore e che sguarnirebbe la salvaguardia territoriale». «Nuovi colpi di accetta sui pochi fondi disponibili e nuovi vuoti nella rete della …

"Chi sono i veri anti-italiani che giocano solo per se stessi", di Francesco Cundari

Non si ricorda una dichiarazione di un presidente di Confindustria che sia stata sommersa da tante e così pesanti critiche come è accaduto con le parole pronunciate da Giorgio Squinzi a proposito di «macelleria sociale». Dopo la replica di Mario Monti, che lo ha accusato di far salire lo spread, le critiche più pesanti sono venute dal fior fiore dell’alta finanza, da Marco Tronchetti Provera a Luca Cordero di Montezemolo, secondo il quale le dichiarazioni di Squinzi «non si addicono a un presidente di Confindustria». Il direttore di Repubblica ha parlato addirittura di «ribellismo delle classi dirigenti», «tono sguaiato da organizzazione alla deriva», «pulsioni anarcoidi». Ma cosa aveva detto di tanto grave il presidente di Confindustria? Queste le sue parole esatte: «Dal mio punto di vista dobbiamo evitare quella che proprio davanti al presidente io ho definito macelleria sociale, però nello stesso tempo dobbiamo razionalizzare, dobbiamo semplificare la pubblica amministrazione, perché abbiamo sicuramente delle ridondanze che vanno eliminate». Sembra incredibile, viste le reazioni, ma la scandalosa affermazione di Squinzi sulla «macelleria sociale» era tutta qui. …