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"Lavoro, la riforma è legge. La Camera dà il via libera", di Massimo Franchi

Sei mesi di polemiche, trattative, colpi di mano, «paccate», frenate e accelerazioni. Sei mesi di Elsa Fornero. Perché se le riforme portano spesso il nome dei loro ministri, questa lo farà in particolare. Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro votato ieri definitivamente dalla Camera è legge. Era nato a gennaio con la trattativa a zig zag con le parti sociali, era diventato disegno di legge il 4 aprile dopo essere stato licenziato «salvo modifiche» dal Consiglio dei ministri. Dopo quasi altri tre mesi viene approvato con poche, ma significative modifiche. Cambia dunque il mercato del lavoro in Italia, cambiano gli ammortizzatori sociali, la flessibilità in entrata e in uscita. E proprio ad evitare una eccessiva personalizzazione, la ministra ieri è rimasta quasi silente. Nell’aula della Camera tutti gli occhi erano per lei. Ha assistito imperterrita alle dichiarazioni di voto, sempre scortata nella fila di scranni inferiori riservata al governo dal viceministro Michel Martone. MINISTRA IMPERTERRITA La ministra non ha dato segni di contrarietà neanche davanti alle parole al vetriolo di Antonio …

Se la violenza è di stato", di Alessio Postiglione

La qualità democratica di un sistema politico è data soprattutto dai limiti all’esercizio della “violenza legittima”, come la definiva Max Weber, attraverso cui lo stato esercita la sovranità. Il processo relativo al caso di Federico Aldrovandi, da poco conclusosi con una sentenza di condanna per quattro poliziotti, ci interroga sullo stato di salute democratica del nostro Paese. In Italia, prevale o no la violenza legittima? Fra presunte trattative statomafia e stragi di stato, è indubbio che non ce la passiamo molto bene. La sensazione è che la violenza illegittima di stato sia per noi una patologia recidiva dalla quale non riusciamo a guarire. Per curarci, avremmo bisogno di individuare la malattia con franchezza, di parlarne e capire cosa la generi. Operano, invece, pericolosi meccanismi di rimozione psicanalitica. Lo dimostrano gli insabbiamenti e le reticenze che hanno riguardato il caso Aldrovandi, per i quali c’è un processo in corso. Il silenzio, infatti, è l’epifenomeno della negazione che ci accompagna oggi come all’epoca della mattanza alla caserma di Bolzaneto o della morte di Stefano Cucchi. Facciamo finta …

"Chiedo asilo", di Maria Novella De Luca

Aumentano i bambini, diminuiscono le scuole. Cresce la voglia di istruzione, scompaiono gli insegnanti. Sembra un paradosso invece è così. Ovunque. In tutta Italia, al Nord come al Sud. Migliaia di piccoli allievi tra i 3 e i 5 anni rischiano dal prossimo autunno di non poter frequentare la scuola dell’infanzia. Chiedo asilo. Ma anche aule, giochi, colori, amici, favole. Le liste d’attesa scoppiano. Sono già oltre trentamila i bambini senza posto. Che resteranno a casa. Davanti alla Tv. O peggio, per strada. A Bologna come a Napoli si scopre che la materna non è più un diritto. Per un insieme di ragioni che rischiano di stritolare, dopo le primarie e le secondarie, anche la scuola dei più piccoli. Quegli asili spesso orgoglio e vanto dell’istruzione d’infanzia, frequentati negli ultimi anni da oltre il 90% dei bambini italiani, un record assoluto che ci mette ai primi posti in Europa. E invece anno dopo anno l’offerta si assottiglia, proprio adesso che la demografia è tornata a crescere, e i figli ricominciano a nascere, soprattutto nelle regioni …

Senato federale, Pdl vota sì «Per un piatto di lenticchie»

Sì all’emendamento della Lega che prevede l’introduzione del Senato Federale: 271 membri, di cui 21 rappresentanti delle regioni. Rotto il patto di maggioranza, Pdl vota a favore. Pd: Lega venduta per un piatto di lenticchie. Con i voti favorevoli di Pdl e Lega, l’Aula del Senato ha approvato l’emendamento alle riforme costituzionali della Lega, a prima firma Roberto Calderoli, che prevede un Senato federale composto da 250 senatori e 21 rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. I sì sono stati 153, i no 136, 5 gli astenuti. Salta quindi la composizione del Senato prevista dal testo uscito dalla commissione Affari Costituzionali che prevedeva un taglio da 315 a 254, quattro dei quali eletti all’estero. I rappresentanti delle regioni, prevede la norma leghista approvata, «non sono membri del Parlamento e non ricevono la relativa indennità e ad essi si applica tuttavia il primo comma dell’articolo 68 della Costituzione» che stabilisce che i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro …

"Cosa chiediamo alla Germania", di Ezio Mauro

Vista dall’Italia, l’opinione pubblica tedesca sembra credere che la crisi economico-finanziaria stia attaccando gli Stati sovrani dell’area mediterranea, risparmiando il cuore virtuoso dell’Europa più forte. Io credo invece che la prospettiva sia sbagliata e soprattutto che la verità sia più allarmante. L’attacco è all’Europa stessa attraverso la sua periferia più debole: è alla moneta come strumento e simbolo dell’unità del continente, e dunque è a tutto il processo politico, storico e culturale di costruzione europea che ha evitato conflitti per quasi settant’anni. Vista dalla Germania, immagino che l’Italia sembri un problema troppo complicato per provare a risolverlo, e troppo serio per essere ignorato. Conviene dunque lasciare che gli italiani vengano a capo dei loro guai, fissando soltanto i binari su cui deve correre il Paese se vuole salvarsi, e la stazione d’arrivo. Nient’altro. Sorprendentemente, come sa il cancelliere Merkel, gli italiani ci stanno provando. Mario Monti ha recuperato credibilità e fiducia al Paese, lo ha schiodato dal livello del pregiudizio dov’era precipitato, non ha chiesto sconti e ha imposto misure molto dure. I cittadini si …

"Etica e diritti, la sfida del PD", di Aldo Schiavone

Il Partito democratico e con lui l’insieme della sinistra italiana, hanno di fronte un compito storico: quello di formare nell’opinione pubblica italiana un nuovo senso comune con al centro un progetto di rinascita dell’Italia. Il ventennio berlusconiano, e non solo quello, ha riempito di tossine il costume civile e l’intelligenza critica del Paese: il lavoro da fare è perciò difficile e impegnativo. Per svolgerlo, bisogna essere capaci di mettere in campo una cultura dell’emancipazione, dell’equità e della cittadinanza quale mai si è riusciti finora a produrre nella storia nazionale. I suoi elementi non si trovano già pronti nelle nostre tradizioni, più o meno aggiornate ai problemi del presente. Vanno costruiti con uno sforzo di elaborazione originale, in cui la scelta e il gusto dell’innovazione mettano in grado di anticipare il futuro, e di trovare soluzioni avanzate e convincenti. C’è bisogno di creazione, piuttosto che di sintesi. Non si tratta di collegare in maniera più o meno coerente pezzi delle eredità ricevute (tradizione cattolico-democratica, tradizione socialista, e così via), ma di essere in grado di oltrepassarle …

"La destra irresponsabile", di Pietro Spataro

Sull’Europa non soffia un buon vento. Le incertezze che avvolgono il vertice Ue di domani si ripercuotono su ogni Paese e richiedono a tutti un robusto senso di responsabilità. In Italia purtroppo le cose sembrano andare in un’altra direzione. Si stanno addensando nubi pesanti su Palazzo Chigi. La minaccia, ancora una volta, viene da destra. Il ritorno sulla scena di un aggressivo Berlusconi rischia si far saltare il fragile equilibrio della «strana maggioranza» che sostiene Monti. Sono troppi gli strappi che si fa fatica a pensare che si tratti solo di un movimentismo tattico. Il Pdl è ormai lacerato da tensioni e conflitti che nessuno riesce più a tenere la barra dritta, figurarsi un segretario che agisce sotto la tutela del suo ingombrante predecessore. Sono molti i segnali che disegnano questa strategia di guerriglia politica. Anche ieri dopo il pranzo con Monti, nonostante abbia assicurato il sostegno, Berlusconi non solo ha lanciato quella pesante accusa («dal premier una indeterminatezza assoluta») ma con i suoi è stato più netto ricordando che l’elettorato del Pdl apprezzerebbe un …