Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Le rovine culturali", di Salvatore Settis

I beni culturali, «binomio malefico, un buco nero, capace di inghiottire tutto, e tutto nullificare in vuote forme verbali; un enorme scatolone vuoto entro cui avrebbe dovuto trovar posto, secondo l´aulico programma spadoliniano, l´identità storica e morale della Nazione». «Salvo poi non aver saputo infilarci dentro che l´ultimo o penultimo dei Ministeri». Parole di Giovanni Urbani, grande direttore dell´Istituto Centrale per il Restauro, che nel 1983 dedicò un libro e una mostra alla Protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico. Quel concreto progetto, ispirato dalla semplice idea che prevenire è meglio che curare, stimava le spese (allora) in qualcosa come 2.700 miliardi di lire (5 miliardi di euro), ma cadde nel vuoto. Afflitti da amnesia cronica, i nostri governi fingono di ignorare che l´Italia è un Paese sismico, pronti a stracciarsi le vesti a ogni scossa o a inventarsi soluzioni-placebo. L´incapacità di prevenire i danni dei terremoti non si può certo attribuire all´attuale ministro Ornaghi, ma fa un certo effetto sapere che a coordinare gli interventi del suo ministero non sarà un Soprintendente ma un …

"Se Atene cadrà non sarà la sola", di Adriano Sofri

La Germania potrebbe forse salvare l´Europa ma non ne ha voglia. La Grecia non può salvare se stessa, ma forse salverà l´Europa. Il tempo è scaduto per i sondaggi greci. L´ultimo, dell´autorevole quotidiano conservatore Kathimerini, aveva dato Syriza, la coalizione di sinistra, in vantaggio di 5 punti. Alexis Tsipras è solo di fronte all´Europa ufficiale, e anche all´intera gamma di giornali e tv greche, e in questo è la sua forza. Il 7 giugno lo aspetta un faccia a faccia col leader di Nuova Democrazia, Antonis Samaras. Samaras ci arriva dopo aver firmato a occhi chiusi il Memorandum e provocato la caduta del governo Papandreu col miraggio di prendere la maggioranza assoluta, per uscirne con un infimo 18,9 per cento. Penso che l´alleanza introvabile di gruppettari vincerà le elezioni del 17 giugno, e che questo risultato peserà sull´Europa almeno quanto l´esito delle presidenziali francesi. Ne parlo con Vassilis Moulopoulos, portavoce di Syriza, che ha 65 anni, e fu giovane studente e militante in Italia. C´è uno che ha l´acqua alla gola. Sta affogando. “Sto affogando”, …

"Da dieci giorni quell'auto è diventata il mio armadio", di Marco Alfieri

Migliaia di persone sono ancora sfollate, ma molte persone che avrebbero una casa agibile preferiscono dormire in auto. «La vede quell’auto blu? Da 10 giorni è il mio armadio…», sorride la signora Gianna, i capelli cenere raccolti con dignità in una retina. Vive nel condominio «Il Cristallo» di Novi ma da quel maledetto 29 maggio aspetta un sopralluogo per poter tornare in casa. Nel frattempo fa la spola con il market per comprarsi del sapone e lavarsi. «Che volete, cerchiamo di ripartire…» Sotto la pioggia e le nuvole basse si tenta di vivere e lavorare. L’ultima botta di domenica con epicentro Novi-Concordia-San Possidonio ha ricacciato il modenese nell’incubo dello sciame infinito, ma non interrotto la voglia di normalità, annusata prima del ritorno del mostro. «C’è molto spavento tra i 16mila sfollati ufficiali, chi è organizzato in tende private, in auto o nei giardini e le centinaia di persone che stanno confluendo ai centri raccolta dopo l’ultima scossa», fanno il punto dalla protezione Civile. Sulla Provinciale 8 che da Mirandola porta a Carpi la strada per …

"La nostra vita come in guerra", di Gigi Marcucci

«Mi scusi, adesso devo piangere: mi hanno appena detto che la mia casa cadrà». Luisa Turci, sindaco di Novi, passa quasi senza soluzione di continuità dal coordinamento dei soccorsi al dramma personale. La sua voce si rompe, invoca una pausa. Poi il sindaco torna al lavoro, sotto la pioggia torrenziale che dalle prime luci dell’alba sta squassando la Bassa modenese, coprendo con un mantello liquido i teli a “igloo” e le auto trasformate in alloggi di fortuna, a pochi passi dalle casette geometrili; le tendopoli ricavate nei campi sportivi; i gazebo sistemati davanti alle roulotte per sostituire cucina e sala da pranzo. L’ultima scossa è esplosa circa nove chilometri sotto questo paese di undicimila abitanti. Ha sferrato il colpo di grazia a edifici già compromessi. Tra le macerie questa volta è rimasta solo la speranza. Alimentata e, al tempo stesso, messa alla prova dalla cabala della classifica Richter. Due colpi durissimi il 20 e il 29 maggio, poi lo “sciame” in calando, infine, quando si cominciava a pensare che il peggio fosse passato, la sventola …

"Come aiutare le aziende emiliane a ripartire subito", di Dario Di Vico

Gli imprenditori modenesi chiedono di ripartire subito, senza se e senza ma. Da una parte c’è l’orgoglio «laburista» degli industriali di territorio, dall’altra c’è il terrore di perdere mercato e di uscire per sempre dalla competizione globale. N on è facile ragionare di politica industriale quando la terra balla e non si sa per quanto tempo continuerà a muoversi. Le emozioni, come è naturale che sia, prendono il sopravvento. Così la richiesta che viene dagli imprenditori modenesi è quella di ripartire subito, senza se e senza ma. Da una parte c’è l’orgoglio «laburista» degli industriali di territorio, dall’altra c’è il terrore di perdere mercato e di uscire una volta per sempre dalla competizione globale. Anche quindici giorni in questa drammatica congiuntura economica e psicologica sembrano essere assolutamente decisivi per la vita o la morte di un’azienda. Ma la spinta che viene dal basso per riprendere il lavoro deve fare i conti con i rischi che si corrono e diventa quindi decisivo il tema della responsabilità. Ci vuole un soggetto che convalidi-autorizzi le condizioni del rientro …

"I giovani perdenti della globalizzazione", di Bruno Ugolini

Non è davvero un caso isolato quello della crescente flessibilità del lavoro italiano. L’Europa è alle prese con problemi simili. Un’analisi accurata la troviamo in un volume della Franco Angeli. Porta come titolo un interrogativo: «Giovani, i perdenti della globalizzazione?». I curatori del volume (un’iniziativa di «Sociologia del lavoro») sono Hans-Peter Blossfeld, Dirk Hofacker, Roberto Rizza, Sonia Bertolini. Scaturisce dalle ricerche un panorama diversificato. Anche se si osserva come «Nel suo insieme la globalizzazione ha prodotto un livello di incertezza strutturale senza precedenti negli assetti sociali ed economici dei paesi europei». E ancora: «I giovani europei sono sempre più soggetti a forme di lavoro temporaneo, corrono un rischio di disoccupazione più alto e impiegano più tempo a raggiungere condizioni di lavoro stabili e continuative». Certo il modello danese della flexsecurity regge ancora. Anche in Danimarca però l’incertezza economica si fa sentire e la preoccupazione principale riguarda il futuro. «Il fragile equilibrio fra le dispendiose politiche del mercato del lavoro danesi e la breve durata dei periodi di disoccupazione individuale,in una dinamica di turnover elevato, potrebbe …

"La coppia si separa? Lei rischia la povertà", di Maria Corbi

Rapporto Istat fotografa un nuovo fenomeno Gli esperti: un effetto dell’affidamento condiviso. Che la fine di un matrimonio impoverisca, non solo sentimentalmente, non è certo una novità. Quello che stupisce è che se fino ad oggi a piangere miseria erano soprattutto gli uomini separati, oggi con uno studio pubblicato sull’ultimo rapporto Istat, scopriamo che le più «povere» dopo un addio sono le donne: una su quattro, nei primi due anni dopo la separazione, è a rischio povertà o «deprivazione» (uno su sei gli uomini). Il cambiamento radicale, e spesso improvviso, della loro condizione familiare «genera effetti pontenzialmente rilevanti sulla loro condizione economica». Più a rischio disagio le donne che pagavano l’affitto, ma anche per quelle che avevano l’abitazione in uso o in usufrutto e per quelle che non avevano un’occupazione o che erano occupate a tempo parziale. Due anni dopo l’evento circa il 35% di chi non aveva un lavoro lo ha trovato ma ciò non è bastato a tutelarle: più del 32 per cento è materialmente deprivata e il 26,3% è a rischio povertà. …