18mila persone, nell’arco di poco meno di quattro anni, sono tornate nelle proprie case. Su come procede la ricostruzione post-sisma nella nostra regione è intervenuta l’assessore Palma Costi alla III Commissione dell’Assemblea Legislativa regionale. Il quadro complessivo contiene dati molto positivi come quello citato sulla ricostruzione privata e dati in chiaroscuro, come quelli relativi alla ricostruzione delle imprese. Questo, peraltro, è un tema che stiamo seguendo molto da vicino, con i colleghi parlamentari modenesi, in particolare sul fronte della restituzione delle rate dei mutui accesi per il pagamento delle imposte. Tornando alla ricostruzione, una nota dolente è quella relativa agli edifici pubblici, che è appena agli inizi. Fu, naturalmente, una scelta precisa quella di dare precedenza, nell’emergenza, alle scuole, alle abitazioni private e al riavvio delle attività economiche. Ricordo, tra l’altro, che da presidente della Commissione Cultura della Camera, insieme ai colleghi, venimmo in Emilia in missione ufficiale e già allora, poco dopo le scosse, i primi cittadini insistettero sulla necessità di mettere in sicurezza i luoghi pubblici simbolo delle rispettive comunità, come le torri e i teatri. Perché senza spazi di socialità, come purtroppo L’Aquila ci ricorda, le comunità muoiono. Quindi adesso il nostro impegno sarà quello di recuperare su questo versante. Ciò detto, il quadro tracciato dall’assessore Costi, pur non nascondendo le criticità, è positivo. Il lavoro fatto in questi anni è stato davvero enorme soprattutto se si ricorda che partimmo nell’assenza di una cornice normativa certa e abbiamo dovuto conquistare – con il lavoro corale di amministratori locali, associazioni, cittadini, Regione e parlamentari – provvedimento per provvedimento, misura per misura. Dispiace, quindi, che una comunicazione così importante, che comunque allego di seguito, non abbia trovato adeguata risonanza sui media locali.
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Finale Emilia, il mio grazie a Fernando Ferioli

Avevo già espresso la mia solidarietà a Nando Ferioli, proprio ieri, in concomitanza con l’uscita della notizia dello scioglimento del Comune di Brescello per mafia, quando ho tornato a sottolineare la differenza sostanziale che c’era, e ieri si è confermata, tra le due vicende. Ieri sera, in Consiglio comunale, Ferioli ha formalizzato la sua decisione di non ricandidarsi. Capisco, è umanamente comprensibile che la pressione di questi mesi porti a desiderare un po’ di serenità e a non tuffarsi di nuovo nell’agone politico. Grazie Nando per il lavoro svolto al servizio della comunità di Finale che non dimentica e non dimenticherà il tuo impegno durante i mesi terribili del dopo-sisma. Anche ieri sera erano in tanti ad applaudirti e a sostenerti. #ForzaNando
Ecco la nota del segretario provinciale del Pd Lucia Bursi e dei Circoli Pd di Finale Emilia e Massa Finalese dopo che il sindaco Fernando Ferioli ha annunciato, mercoledì sera, in Consiglio comunale, l’intenzione di non ricandidarsi alle amministrative di giugno:
“Voglio innanzitutto ringraziare, a nome mio e del partito, il sindaco Nando Ferioli per l’importante lavoro svolto in questi anni al servizio della sua comunità – dice il segretario provinciale del Pd Lucia Bursi – Gli anni del post-sisma sono stati complessi dal punto di vista dell’impegno amministrativo e pesanti dal punto di vista emotivo. Come anche gli altri primi cittadini del cratere sismico, Ferioli si è distinto per la grande mole di lavoro e problemi di cui ha saputo farsi carico. A questi sono seguiti i difficili mesi dell’inchiesta Aemilia che hanno coinvolto un tecnico comunale, ma non l’Amministrazione, come certificato dalla decisione assunta dal Ministero dell’Interno. Ora questa nuova indagine, distinta da Aemilia, con ipotesi di reato di carattere amministrativo. Come sempre, esprimiamo piena fiducia nell’operato della magistratura, che farà, auspichiamo in maniera celere, tutti gli accertamenti del caso, ma condividiamo anche la richiesta di Ferioli di rispetto per la comunità finalese e l’impegno degli amministratori. Comprendiamo, quindi alla luce di tutto quanto è successo, la decisione di Ferioli di non ricandidarsi per potersi difendere al meglio dalle accuse e rispettiamo la decisione di non mettere in eventuali difficoltà la propria comunità sia in campagna elettorale che nei primi mesi dell’insediamento della nuova Giunta. E’ una scelta che gli fa onore. Per il prosieguo, come Pd provinciale, in vista delle amministrative del 5 giugno prossimo, lavoreremo in accordo con le esigenze espresse dal territorio per garantire ancora un buon governo alla città di Finale Emilia”.
“L’ulteriore testimonianza del buon lavoro svolto dal sindaco Ferioli – aggiungono dal Pd di Finale Emilia e Massa Finalese – è stata la dimostrazione di affetto che alcune centinaia di concittadini hanno voluto tributargli, mercoledì sera, prima dell’avvio del Consiglio comunale. Erano in tanti e le loro parole sono state di sostegno e ringraziamento. Come Pd continueremo a sostenere lealmente Ferioli anche in questi ultimi mesi della legislatura così che possa portare a termine gli ultimi impegni amministrativi presi. Comprendiamo l’amarezza per questi ultimi sviluppi e rispettiamo la decisione difficile di non ricandidarsi. Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti in questi anni di governo della città, soprattutto nell’emergenza del dopo-sisma e, ora, nella fase della ricostruzione. Finale Emilia merita il meglio e, nonostante le dichiarazioni spesso populiste e demagogiche delle opposizioni, ribadiamo che, ancora una volta, il Pd lavorerà per mettere a punto una squadra in grado di lavorare con competenza e passione al servizio della nostra comunità”.
La casa-museo di Antonio Gramsci sarà “monumento nazionale”
La casa-museo a Ghilarza, in Sardegna, dove crebbe Antonio Gramsci, sarà “monumento nazionale”. Lo ha stabilito, oggi, la Camera. Si tratta di un appellativo che riconosce e sottolinea la valenza dell’edificio per la storia e la cultura della nazione. L’approvazione odierna è un doveroso omaggio a uno dei più grandi intellettuali italiani del ‘900, politico e scrittore, il cui pensiero e le cui opere sono conosciute in tutto il mondo. Tutte le forze politiche presenti hanno votato a favore, tranne la Lega e i 5 stelle. La Lega, forse per “non imbarazzarsi con un comunista”, si è astenuta. I 5 stelle, ai quali peraltro si deve la decisione di impegnare l’Aula su questo tema visto che si erano già rifiutati di concedere la procedura in sede legislativa in Commissione (procedura più snella e veloce), hanno votato contro. Per giustificare questa decisione hanno dovuto sfoderare un florilegio di luoghi comuni, valutazioni capziose e benaltrismo degni di miglior causa. Il tutto adombrando chissà quali nefandezze, tutte peraltro poggiate su inverosimili punti di partenza. A un certo punto hanno sostenuto che l’operazione serviva per dragare fondi dello Stato da far convergere sulla casa-museo, sapendo benissimo che il presupposto per accedere a risorse da destinare alla tutela e alla manutenzione dei beni culturali è la dichiarazione di “luogo di interesse nazionale” previsto dal Codice dei beni culturali, definizione peraltro già acquisita dalla casa-museo Gramsci che, quindi, proprio su questa base, già può richiedere tali fondi. Ma, mi chiedo, non facevano prima a dire no, “per noi la casa di Ghilarza non è luogo degno di essere monumento nazionale. Gramsci non ci interessa”. Evidentemente non gli interessa nemmeno il suo “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. Insomma, nemmeno in questa occasione è stata una discussione serena. Ora l’ultima parola passa al Senato.
Nell’ambito di questo voto, inoltre, è stato approvato anche un mio ordine del giorno che propone al Ministero di adottare, in casi come questi (sono decine le richieste presentate per edifici e luoghi della memoria in tutta Italia e solo due, compresa questa, le approvazioni avvenute da inizio legislatura), una procedura amministrativa e non legislativa. Non si tratta di svilire la procedura, ma di darle, contemporaneamente, maggiore certezza e celerità. Dal 2013 è diventata “monumento nazionale” solo la Basilica palladiana di Vicenza e la casa-museo di Gramsci è in corso, ma decine e decine sono le richieste che giacciono per monumenti che hanno altrettanto valore straordinario per la nostra storia, penso, vicini a noi, all’ex Campo di Fossoli o a Casa Cervi. E’ un patrimonio di grande valore morale e storico: non tardiamo a riconoscerlo per mere ragioni procedimentali.

(Fonte immagine: casagramscighilarza.org)
Sulla “politica in cui credere”, Italo Calvino per il nostro 25 Aprile
Oltre il Ponte
O ragazza dalle guance di pesca
O ragazza dalle guance d’aurora
Io spero che a narrarti riesca
La mia vita all’età che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
La città dominava, siam pronti:
Chi non vuole chinare la testa
Con noi prenda la strada dei monti.
Silenziosi sugli aghi di pino,
Su spinosi ricci di castagna,
Una squadra nel buio mattino
Discendeva l’oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
Ad assaltar caposaldi nemici
Conquistandoci l’armi in battaglia
Scalzi e laceri eppure felici.
Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.
Non è detto che fossimo santi,
L’eroismo non è sovrumano,
Corri, abbassati, dài, balza avanti,
Ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano,
Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
L’avvenire d’un mondo più umano
E più giusto, più libero e lieto.
Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c’eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d’allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell’aurora.
Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.
Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.
di Italo Calvino e Sergio Liberovici, 1959
Mutui sisma, un incontro per fare il punto su possibile proroga
Si è svolto questa mattina, presso la Camera di Commercio di Modena, l’incontro convocato dalle associazioni di categoria afferenti e Rete Imprese Italia e i parlamentari modenesi sulla possibile proroga dei mutui contratti dalle aziende colpite dal sisma del 2012 per far fronte alle imposte. Ecco cosa è uscito dall’incontro:
Il Pd è stato l’unico partito presente – con una delegazione composta dai deputati Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni e dalla senatrice Maria Cecilia Guerra – mentre hanno partecipato in rappresentanza dei Comuni coinvolti i due presidenti delle unioni intercomunali Luisa Turci e Filippo Molinari, rispettivamente delle Terre d’Argine e dell’Area Nord.
Presente in rappresentanza della Regione anche il dirigente incaricato per seguire la ricostruzione, il dott. Enrico Cocchi. I parlamentari modenesi hanno rappresentato alle associazioni economiche le iniziative intraprese nelle scorse settimane insieme al presidente della Regione Bonaccini e all’assessore competente Palma Costi per riaprire col Governo un’interlocuzione positiva su questo problema.
In particolare sono stati coinvolti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, la ministra Maria Elena Boschi in occasione della sua recente presenza a Modena, nonché come sempre la sottosegretaria al Ministero dell’Economia Paola De Micheli, che nel corso dell’ultimo anno ha seguito da vicino ogni provvedimento inerente il sisma. Si è inoltre dato conto del lavoro istruttorio condotto dalla Regione nei confronti sia dei tecnici dei Ministeri, sia di quelli di Cassa deposti e prestiti – garante per lo Stato dei muti contratti dalle imprese – per approntare un intervento che contempli tanto la possibilità di una proroga dei tempi di pagamento – dal 30 giugno al 31 dicembre del 2016 – quanto una diversa articolazione delle rate dei mutui, per consentire non solo un tempo di restituzione più lungo (cinque anni contro gli attuali due) ma la possibilità di avere scadenze mensili piuttosto che semestrali in base alle diverse esigenze delle imprese.
I parlamentari, dal canto loro, hanno richiamato i profili di delicatezza e la complessità relativi alle richieste in esame: in particolare la necessità di assicurare sia la compatibilità delle misure ipotizzate con la normativa europea sugli aiuti di Stato, sia la certificazione dell’indebitamento del Paese (dato che il mutuo è garantito dalla Stato il tramite di Cassa depositi e prestiti).
Hanno garantito tuttavia il consueto e totale impegno in favore delle zone e delle imprese terremotate, a partire dalle proposte concretamente emerse nei precedenti incontri e ulteriormente affinate e condivise oggi. Infine la Regione ha annunciato l’intenzione di aggiornare immediatamente il tavolo di confronto tra associazioni economiche e banche per verificare e superare eventuali difficoltà frapposte su queste ipotesi di soluzione da Abi.
L’incontro si è concluso prevedendo un aggiornamento a brevissimo, poiché la scadenza prevista a fine giugno è ormai prossima.
Sulla “politica in cui credere”, Ada Gobetti racconta la Resistenza delle donne
“Nella Resistenza la donna fu presente ovunque: sul campo di battaglia come sul luogo di lavoro, nel chiuso della prigione come nella piazza o nell’intimità della casa. Non vi fu attività, lotta, organizzazione, collaborazione, a cui ella non partecipasse: come una spola in continuo movimento costruiva e teneva insieme, muovendo instancabile, il tessuto sotterraneo della guerra partigiana” Ada Gobetti
Fine vita, “Alla Camera, la proiezione di The Perfect Circle Film”
“The perfect circle”, il film della regista carpigiana Claudia Tosi che tocca temi delicati quali la malattia grave e il fine vita dignitoso, sarà proiettato nel pomeriggio di lunedì 4 aprile a Roma presso l’Aula dei Gruppi parlamentari. “Il film e la discussione che ne seguirà – spiega la deputata carpigiana del Pd Manuela Ghizzoni che ha organizzato l’evento – saranno anche l’occasione per fare il punto sulle cure palliative, a sei anni dall’approvazione della Legge 38, mentre in Commissione Affari Sociali è iniziato l’esame delle proposte di legge sul fine vita”.
Una storia delicata, intrisa d’amore, di verità e vita: il film “The perfect circle” della regista carpigiana Claudia Tosi sarà proiettato, nel pomeriggio di lunedì prossimo, a Roma, nell’aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari, grazie al sostegno della deputata carpigiana del Pd Manuela Ghizzoni. “Insieme alle colleghe Donata Lenzi e Marina Sereni – spiega Manuela Ghizzoni – abbiamo voluto organizzare la proiezione di questo film che affronta temi difficili, come la morte dignitosa e il fine vita, troppo spesso rimossi”. Il film, infatti, con grande delicatezza e rispetto, racconta i volti e le storie di alcuni degli ospiti e degli operatori di un hospice. Dopo la proiezione, seguirà un dibattito fra componenti della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, testimoni, esperti e professionisti sanitari. Apre i lavori, la vice-presidente della Camera dei deputati Marina Sereni. “Il film e la discussione che ne seguirà – continua Manuela Ghizzoni – saranno anche l’occasione per fare il punto sulle cure palliative, a sei anni dall’approvazione della Legge 38, mentre in Commissione Affari Sociali è iniziato l’esame delle proposte di legge sul fine vita”. Argomenti difficili, quindi, ma di cui si deve necessariamente parlare: “Ci sono baci da dare – spiega Claudia Tosi – carezze da ricevere, una dignità da preservare, fino all’ultimo respiro e non un minuto di meno”. La pellicola è ambientato in un hospice sulle colline reggiane, il Casa Madonna dell’Uliveto: “Sono strutture importanti gli hospice – conclude Manuela Ghizzoni – importanti dal punto di vista della tutela della dignità
umana in ogni momento, in particolare verso la fine della vita del malato. Un tema che riguarda anche il nostro territorio, quello della zona a nord di Modena, e che, pur oggetto di attenzione da parte di importanti associazioni di volontari, non è ancora entrato a far parte dell’agenda della programmazione sanitaria locale”.












