Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Un sacrario per Graziani con i soldi della Polverini", di Roberto Rossi

Il raduno in Piazza San Sebastiano prima, la conferenza di Don Ennio Innocenti a seguire, e poi la deposizione di una corona di fiori presso la tomba, santa messa, intervento delle autorità, cena a buffet e, per finire, spettacolo musicale. E tra le danze – una volta saziati anima e corpo – ieri sera ad Affile (comune della provincia di Roma, 1700 abitanti a 600 metri sul livello del mare) si è chiusa l’inaugurazione, all’interno del parco Radimonte, del sacrario dedicato al fu Maresciallo d’Italia e viceré d’Etiopia, Rodolfo Graziani. Non proprio quel che si dice un eroe della Patria. Tutt’altro. Un generale fascista condannato dallo Stato italiano a 19 anni di prigione, collaborazionista dei nazisti, per un periodo ricercato come criminale di guerra dalla giustizia internazionale. Una breve nota biografica, aiuterà a capire di più il personaggio. Graziani fu per tutta la vita un militare. Si fece tutte le guerre dell’epoca. Iniziò da quella di Libia, del 1911, per poi tuffarsi nel conflitto mondiale del ‘15-‘18 con il grado di capitano. Ma è stato …

"No al velo e alle nozze combinate il padre la prende a calci e pugni", di Jenner Meletti

Faceva fatica a parlare, con il sangue che usciva dal naso spaccato. «È stato mio padre, mi ha preso a calci e pugni, anche quando ero già a terra. Mi odia da anni, da quando gli ho detto che io non voglio portare il velo e che voglio essere io a decidere la mia vita». L’hanno trovata su un marciapiedi di una delle cattedrali del consumo, l’ipermercato GrandEmilia di Modena. «Non vedevo mio padre da anni — ha raccontato S. H. alla polizia — perché dal 2008 sono in una comunità protetta. Quando per caso l’ho visto al supermercato, ho avuto paura. Già tante altre volte avevo preso delle botte, perché non ero una brava musulmana e perché non volevo sposare un uomo che non avevo mai visto». Gli agenti della Volante arrivati all’iper martedì verso sera hanno trovato la ragazza, una marocchina di 22 anni, nell’ufficio dei vigilanti. Hanno messo a verbale le sue dichiarazioni e poi hanno raccolto le testimonianze delle persone che avevano visto il pestaggio. «Tutto si è svolto in un …

"Josefa, una regina tra i cigni", di Concita De Gregorio

Grazie signora Idem. Per la gioia di questa mattina di sole al castello di Windsor, per aver indicato sorridendo i cigni prima di partire ché una finale olimpica è una finale olimpica, sì, ma la bellezza dei cigni qui accanto, guardate Grazie per essere uscita dalla gara da combattente ed essere tornata nella vita da regina, un attimo dopo, coi figli in braccio e il sorriso radioso a dire «tutti devono sentirsi comodi nello sport, quelli che vincono e quelli che perdono. Stasera con mio marito beviamo un bicchiere di vino, che dopo tutti i cereali che abbiamo mangiato ce lo meritiamo davvero». I cigni, il vino. Le lacrime che scendono sole mentre dici, ridendo, «non siate tristi per me. È stato un sogno bellissimo da vivere insieme. Chiudo solo la porta delle gare: la vita è ancora tutta da vivere». Janek, 17 anni, che ascolta e fa sì con la testa. Cinquecento metri in kayak in un minuto e 53 secondi, una fatica che tutti noi qui nel pubblico non ce la possiamo nemmeno …

"Quei test improbabili e ambigui", di Luciano Canfora e Nuccio Ordine

Mentre in queste ore il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrebbe decidere le sorti dei test preliminari di ammissione al Tirocinio Formativo Attivo (Tfa), ci sembra importante fornire alcune riflessioni operative prima che scelte affrettate o demagogiche finiscano per trasformare un apparente farmaco in un ferale veleno. Nelle ultime settimane, infatti, man mano che si svolgevano le prove delle varie classi di concorso, è cresciuto lo sgomento tra professori e candidati. Innanzitutto per gli evidenti errori, alcuni tempestivamente segnalati sul Corriere e riconosciuti come tali anche dal Ministero che è corso ai ripari concedendo come valide tutte (!) le risposte ai quesiti 5 (definizione sbagliata di variante) e 15 (titolo sbagliato di un’opera di Buzzati) per la classe 51. Purtroppo, a una lettura attenta di ogni singolo quesito — con particolare attenzione alle classi di concorso 36-37, 43 e 50-52 — il bilancio diventa ancora catastrofico. Agli errori, ai quesiti imprecisi e mal formulati, si aggiunge anche un numero impressionante di domande che vanno considerate come «inopportune». Proveremo ancora a offrire qualche significativo esempio. …

"Una disciplina per l'obiezione", di Vladimiro Zagrebelsky

Il Comitato nazionale per la bioetica ha pubblicato un parere sul fondamento e la portata dell’obiezione di coscienza. Sulla richiesta, cioè, del singolo di essere esonerato da un obbligo previsto dalla legge, perché ritiene che tale obbligo contrasti con la propria coscienza e sia lesivo di un suo diritto fondamentale. Il Comitato ha affermato che l’obiezione di coscienza in materia bioetica costituisce un diritto della persona costituzionalmente fondato sui diritti inviolabili dell’uomo; un diritto però che va esercitato in modo sostenibile, così da non limitare né rendere più gravoso l’esercizio di diritti riconosciuti ad altri dalla legge. Il parere affronta specificamente questioni di bioetica e in particolare quelle derivanti dall’esistenza di diverse concezioni sull’inizio e la fine della vita umana e quindi sulla portata del diritto fondamentale alla vita. Le argomentazioni sviluppate dal Comitato per fondare le sue conclusioni, sono particolarmente complesse e spesso opinabili nei vari passaggi. Ma è certo condivisibile la conclusione che l’obiezione di coscienza, in certe circostanze e in certi limiti, deve essere riconosciuta dalla legge, per non entrare in collisione …

"Quei ragazzini senz'anima che uccisero Desirée", di Giusi Fasano

I ricordi del giudice: troppa crudeltà, faticai a parlarne. L’intuizione fu di un luogotenente dei carabinieri, Domenico Zamparini. «Quel maresciallo era un grande» ricorda l’ex capo della procura minorile di Brescia Emilio Quaranta. «È morto qualche anno fa e ogni tanto penso a lui. Lo rivedo mentre mi chiede “che ne dice se controlliamo dove hanno passato le vacanze quei ragazzi di Leno?”. Era una buona idea e quello che scoprimmo fece svoltare le indagini». L’autunno del 2002 era appena cominciato e a Leno, nel Bresciano, era scomparsa una ragazzina di 14 anni, Desirée Piovanelli, primo anno di liceo scientifico. Non tornò a casa la sera del 28 settembre e quel pomeriggio nessuno l’aveva incrociata, nessuno aveva saputo dire dov’era diretta quand’è uscita. I giorni a casa Piovanelli passarono in un crescendo di angoscia e presentimento. La sera del 2 ottobre suo padre Maurizio la implorò dagli schermi delle tivù («Ti prego torna a casa»), convinto com’era che Desirée fosse da qualche parte con il suo ragazzo, come aveva scritto lei stessa in un messaggino …

"Nagel: io contro Ligresti", di Massimo Giannini

Una delle massime più famose di Enrico Cuccia vuole che «il peccato veniale di un banchiere è fuggire con la cassa, mentre quello mortale è parlare». Ebbene, stavolta Alberto Nagel, nato e cresciuto nel Tempio della Finanza di cui Cuccia è stato il Gran Sacerdote, commette il peccato mortale. L’amministratore delegato di Mediobanca parla, perché l’atto d’accusa della Consob e le inchieste della magistratura sullo scandalo Ligresti-Fonsai lo chiamano in causa pesantemente. E Nagel non vuole passare per quello che ha tramato in gran segreto per tenere in vita a suon di milioni un “dead man walking” come Don Salvatore. Non vuole fare la parte di quello che tenta di salvare a tutti i costi il capitalismo di relazione, nasconde la polvere sotto il tappeto del Salotto Buono e scarica il conto della “bonifica” sul Parco Buoi di Piazza Affari. «Lei ha ragione — mi dice dal suo fortino assediato di Piazzetta Cuccia — dalla scomparsa di Vincenzo Maranghi in poi, in Italia si è combattuta e si sta combattendo una guerra di potere. Ed …