Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'Italia senza una legge sulla tortura tradisce la convenzione europea", di Gian Antonio Stella

Cesare Beccaria non avrebbe mai immaginato che due secoli e mezzo dopo il suo Dei delitti e delle penel’Italia sarebbe stata ancora priva di una legge contro la tortura. E la lettera che Amnesty International ha inviato al governo ricordandogli l’impegno a introdurre il reato, impegno violato da 25 lunghissimi anni, è un atto d’accusa che ci umilia. Era il 1987, quando l’Europa invitò gli Stati membri a ratificare la convenzione contro la tortura. Alla Casa Bianca c’era Ronald Reagan, al Cremlino Michail Gorbaciov, la Dc aveva il 34% dei voti, Napoli era in delirio per lo scudetto vinto grazie a Maradona, mezza Italia era innamorata di una Whitney Houston apparsa bellissima a Sanremo e i membri di un gruppo di ricerca di Pisa giravano gli atenei per spiegare come avevano fatto a collegarsi per la prima volta a Internet, di cui quasi tutti ignoravano l’esistenza. Insomma, era tantissimo tempo fa. Già il 7 marzo 1988 l’Ansa segnalava che il governo maltese aveva provveduto a ratificare la convenzione europea e spiegava che «il governo italiano …

"Editoria, nuove regole per il finanziamento pubblico", di Roberto Monteforte

Sono legge i nuovi criteri per l’assegnazione dei fondi pubblici per l’editoria alla stampa no profit, di idee, politica, cooperativa e delle minoranze linguistiche. Ieri la Camera ha convertito in legge il decreto del governo predisposto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Peluffo. A favore hanno votato 454 parlamentari, i contrari sono stati 22 (idv e minoranze linguistiche) e 15 gli astenuti. Tra le principali innovazioni introdotte dal decreto vi è la correlazione tra contributi e vendite effettive delle testate. Passa al 25% (attualmente è al 15%) la percentuale relativa al rapporto tra le copie vendute e quelle distribuite necessaria per accedere ai contributi. Per le testate locali la quota è del 35%. Vengono considerate testate nazionali quelle che vengono distribuite in almeno tre regioni. Il 50% del contributo alle testate è calcolato in base ai costi per il personale dipendente, per l’acquisto della carta, della stampa e per gli abbonamenti ai notiziari delle agenzie di stampa. Tra i criteri per accedere al contributo vi è l’occupazione: il numero dei dipendenti, in prevalenza giornalisti, …

“Senza regole e senza fondi la nostra battaglia solitaria per difendere l’Appia Antica”, di Francesco Erbani

Da quando dirige l’ufficio della Soprintendenza che tutela l’Appia Antica, l’archeologa Rita Paris fa l’archeologa per un venti per cento del suo tempo. L’ottanta lo spende in altre incombenze. Mettere vincoli. Rigettare richieste di condoni. Studiare le carte degli avvocati pagati da chi non vuole vincoli e invoca condoni. Aggirarsi fra le norme che dovrebbero proteggere questo territorio di stupefacente bellezza, e che invece si aggrovigliano in un campionario di inefficacia. Sgranare gli occhi per scovare quali schifezze nascondono le plastichette verdi di un cantiere. Difendersi dal fuoco amico. Sollecitare i suoi superiori al ministero fino a strattonarli se si assopiscono. Tenere a bada la solitudine che, quando stringe la gola, le fa dire che tutto questo non ha senso e, subito dopo, che se mollasse sarebbe peggio. L’Appia Antica è un’area di verde e di archeologia grande 3.800 ettari. L’antica strada romana scorre fiancheggiata di pini a ombrello in un lembo di campagna che arriva nel cuore di Roma. Rita Paris la custodisce dal 1996, quando gliel’affidò l’allora soprintendente Adriano La Regina. Dal 2004 …

"I pokeristi del Cavaliere al lavoro per favorire Mediaset", di Vittorio Emiliani

Sulla Rai si profila una partita a poker dai tempi lunghi, voluta da Berlusconi e dai suoi. Mentre l’azienda di Viale Mazzini ha bisogno di tempi brevi per ridarsi un assetto imprenditoriale, editoriale, produttivo, tecnologico in grado di farla risalire dal buco nero nel quale è finita, con conti pesanti, canone in caduta libera, pubblicità in crisi profonda (più di Mediaset che fa ascolti inferiori), pluralismo ingessato, conduttori e autori in fuga verso altre tv, ecc. Il nuovo cda, è vero, ha avallato la designazione di Anna Maria Tarantola alla presidenza, con la sola astensione del berlusconiano Verro, ma il dibattito è stato acceso fra i consiglieri di centrodestra e quelli indicati dalle associazioni e votati dal Pd. La posta in gioco? Naturalmente gli accresciuti poteri del presidente in materia di tetti alla spesa e di nomine. Assente per ragioni «di garbo» la presidente designata, il duro confronto è stato arbitrato dal consigliere anziano Guglielmo Rositani (ex An, più volte deputato, già sindaco, dall’86 al ’92, della Rai stessa, poi suo consigliere, espertissimo in navigazioni …

"Timbuctù. Quei tesori distrutti da barbari in nome di un falso Islam", di Tahar Ben Jelloun

Quando i Taliban distrussero le due grandi statue del Buddha nella valle di Swat, a nord-est dell’Afghanistan, tutta l’emozione del mondo civile non bastò a fermare quell’impresa criminale, perpetrata in nome dell’Islam. È facile immaginare il piacere provato da quei pericolosi ignoranti per aver fatto esplodere una statua alta più di 40 metri, che risaliva a 1300 anni fa. Le nevrosi e le frustrazioni covano a volte nelle profondità nell’inconscio, per esplodere un giorno devastando il frutto di secoli di civiltà. Oggi altri barbari attaccano i mausolei di Timbuctù, e minacciano di bruciare un tesoro di rari e magnifici manoscritti. La peggiore nemica dell’uomo è l’ignoranza, soprattutto quando è arrogante e soddisfatta. Siamo in presenza di criminali che nulla potrà fermare, se non l’uso di una forza brutale quanto la loro stupidità. I principi democratici privilegiano la legge e il diritto. Ma come contrapporre la giustizia a tanto fanatismo? Come può un discorso razionale aver ragione di sedicenti convinzioni religiose? Per trovare l’origine di quest’ideologia che si accanisce contro i santi e le statue dobbiamo …

Appello: «Fermare il colpo mortale alla tutela dei Beni culturali»

Un nutrito gruppo di intellettuali ha inviato una lettera-appello al Presidente della Repubblica e a Monti preoccupati per i tagli che potranno colpire anche la cultura. «No a nuovi tagli alla già boccheggiante tutela dei beni culturali e paesaggistici. No al suo assurdo annegamento nell’apparato burocratico si legge nella lettera Sulla tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio non devono abbattersi altri tagli di fondi né amputazioni di strutture e di personale dopo quelle già pesantemente inferte nei mesi e negli anni scorsi fino ad intaccare l’ossatura stessa dei Beni Culturali e quindi la copertura territoriale della tutela. Rivolgiamo un appello forte e accorato al governo Monti affinché con la “revisione della spesa” in corso non pratichi né nuovi tagli di risorse né l’assurdo accorpamento burocratico delle Soprintendenze con altri uffici dello Stato, del tutto estranei alla tutela, né il pre-pensionamento di tecnici di grande esperienza e qualificazione di cui si parla in queste ore e che sguarnirebbe la salvaguardia territoriale». «Nuovi colpi di accetta sui pochi fondi disponibili e nuovi vuoti nella rete della …

"Patrimonio culturale: soldi da trovare perché la storia non ha prezzo", di Manuela Ghizzoni

Quello che è accaduto il 20 e il 29 maggio ha segnato le vite di chi vive nei comuni di Emilia, Lombardia e Veneto in modo indelebile. E lo dico per esperienza personale, vivendo a Carpi. In quelle scosse è andato tutto perduto. Tutto, ma non la determinazione e la dignità con la quale quelle persone chiedono alle Istituzioni, alla politica, di fare presto, di dare a queste comunità gli strumenti per una immediata ripartenza. Quindi bene il rigore, bene la revisione della spesa pubblica, bene il controllo dello spread, ma noi parliamo di case, di scuole, di ospedali e di imprese che occupano migliaia di lavoratori. In momenti straordinari, occorrono provvedimenti straordinari, non servono giri di parole, occorrono fatti. Il decreto in conversione è un primo passo per superare l’emergenza e cominciare ad impostare la ricostruzione. Molti altri ne restano da compiere, sebbene il testo sia stato integrato. Bisogna dar merito alla Commissione Cultura, che presiedo, di aver trovato una sintesi unitaria per definire soluzioni ai problemi. Problemi che la Commissione ha potuto toccare …