Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L'orrore che divora figli e futuro", di Benedetta Tobagi

“Fra tutte le azioni delittuose che gli uomini possono compiere contro altri uomini, la strage è una di quelle che più si avvicina al male radicale”, ha scritto Norberto Bobbio. “Non c´è forse modo più perverso di ridurre l´uomo a mezzo che quello di considerare puro mezzo di un disegno ignoto la sua morte violenta”. E a Brindisi, nemmeno uomini, ma ragazzini, sono stati l´obiettivo, il mezzo di una strategia ancor più perversa, ancora ignota. Solo il caso ha evitatouna strage di studenti, sabato. Ma questo non argina l´orrore e lo sconcerto di fronte al ritorno di una pratica stragista che ha fatto un nuovo salto di livello. Una sola vittima, ma chi uccide una vita uccide il mondo intero, recita un adagio ebraico, e il sorriso radioso di Melissa basta a spalancare il baratro. Chi prepara un attentato del genere cerca di seminare terrore e sconcerto: è un attentato al pensiero, oltre che alle vite umane, paralizzante, destabilizzante. Proprio Melissa, nell´ultimo compito di psicologia scriveva: «Tra tutti gli esseri viventi, l´uomo è l´unico capace …

"Il momento della solidarietà", di Vittorio Emiliani

L’antica torre civica di Finale Emilia spaccata verticalmente a metà, quei quattro operai intrappolati sotto le macerie della fabbrica mentre la gente si riversava nelle strade. Uno di loro è un giovane maghrebino, appena sposato: era tornato dentro per salvare i macchinari. Un altro era arrivato anni fa dalla Campania. La tragedia che ha colpito l’Emilia-Romagna, soprattutto le province di Ferrara e di Modena, rimanda a questi simboli, a queste storie, mentre piove forte sulle macerie e sulle tendopoli in allestimento. Molti i centri colpiti. I morti sono sette, i feriti decine. Gli sfollati in aumento, forse cinquemila. Ma qui la gente è abituata a reagire in positivo, a darsi da fare, a solidarizzare coi più deboli. Non si ferma a piangere. Sa di trovare nelle torri civiche, nella Regione, nella Protezione civile punti solidi di riferimento. «Regione sazia e disperata», la definì maldestramente, anni fa, un cardinale non emiliano. Mi trovavo, per caso, con un suo confratello di queste parti. Scosse il capo: «Se si informasse, saprebbe che da noi il volontariato è una …

"Attacco all’Italia. Bisogna reagire", di Claudio Sardo

Bombe all’ingresso di una scuola. Non era mai accaduto nel nostro pur tormentato Paese. Melissa, sedici anni, è morta. Veronica lotta disperatamente per la vita. La città di Brindisi per un giorno è diventata casa nostra, offrendoci il turbine di sentimenti strazianti e la leva di una insopprimibile ribellione civile. Brindisi, non resterai sola. La nostra coscienza di donne e uomini, prima ancora che di popolo, non può accettare che un simile attentato venga lasciato impunito, né che generi paure o consenta ricatti. Uccidere ragazzi indifesi è l’atto più vile, la ferita più profonda al senso di umanità, la minaccia più esplicita alla coesione sociale. Sotto attacco è l’Italia, il nostro essere nazione, certamente non meno di quando si parla di euro o di debito pubblico. La matrice dell’attentato non è ancora chiara. Ma non si va molto lontani dal vero parlando di un atto terroristico-mafioso. Ciò non vuol dire che siamo necessariamente di fronte alla riedizione delle stragi del ’93, quando la cupola mafiosa si inserì nella crisi della Prima Repubblica, attuando la sua …

"La scuola violata", di Valeria Viganò

Ciò che l’attentato davanti alla scuola Morvillo a Brindisi porta alla luce e segnala in modo aberrante è lo spaventoso stato della nostra nazione civile. Quale che sia la matrice, individuale o mafiosa, si è colpito un luogo di giovane crescita delle coscienze, intitolata alla moglie uccisa di un grande magistrato ucciso. Per farlo si è ucciso. C’è qualcosa di fortemente simbolico in questa bomba costruita con bombole quotidiane, davanti alla quotidianità delle mattine scolastiche. Erano le 8, all’ingresso dell’istituto frequentato per lo più da ragazze, adolescenti che tentano di trovare un futuro. Che erano scese dagli autobus o dalle macchine dei genitori, con zaini o borse, e entravano nelle aule ognuna portandosi un piccolo bagaglio di esistenza fatta di libri, materie, fidanzatini, amiche, orari. La normalità con la quale i ritmi si ripetono per tutto l’anno scolastico è socialmente rassicurante. Da un qualsiasi nucleo famigliare i figli si consegnano alla scuola con una certa speranza, si affidano i tesori più preziosi a insegnanti, presidi, a una vita collettiva dove si impara e dove si …

"Il ritorno delle solite paure", di Michele Brambilla

L’attentato di ieri a Brindisi è talmente pazzesco che siamo qui tutti a sperare che a compierlo sia stato, appunto, un pazzo. Se così non fosse, saremmo infatti di fronte a uno sconvolgente cambio di passo della criminalità organizzata, o del terrorismo se di terrorismo si trattasse. Finora la mafia e le organizzazioni della lotta armata avevano infatti colpito bersagli precisi, cioè uomini considerati «nemici», oppure seminato la morte nelle banche o sui treni. Era mostruoso, ma mai si era arrivati a voler colpire una scuola per uccidere deliberatamente degli studenti che sono poco più che bambini. Questo sarebbe ancora più mostruoso. Ecco perché siamo qui a sperare che l’attentatore sia una specie di Unabomber al quadrato. Altrimenti, se dietro a tanto orrore ci fosse un disegno anziché una mente malata, dovremmo concludere che l’Italia è condannata a non essere mai un Paese normale. Infatti la prima riflessione che viene spontanea è questa: ogni volta che nel nostro Paese c’è un periodo di transizione, qualcuno cerca di gestirlo con il sangue. Accadde così dopo il …

"Quei quaderni bruciati sull´asfalto", di Francesco Merlo

L´unica cosa viva è la ragazza morta in questo Medioriente che ci arriva in casa. Anche le bombole di gas sono l´esplosivo del disperato, l´estetica dei palazzi è da geometra, il paesaggio è la periferia di un Meridione remoto, «il sud del sud dei santi» lo chiamava Carmelo Bene che vi era nato e cresciuto. E nella folla c´è una telegenica, crudele familiarità col dolore, la collera scontata nel canovaccio dei cori dell´Italia meridionale: « E adesso ammazzateci tutti». Solo i resti per terra sono una semina della modernità: lo zainetto, il quaderno e la scarpa da tennis diventano didascalia e album, dettagli che raccontano e documentano l´eguaglianza dei diversi. Tutte le ragazze del mondo infatti, in Inghilterra come in Pakistan, a Milano come a Brindisi indossano gli stessi abiti, annotano gli stessi diari, fanno della fantasia e della creatività una stessa divisa, anche se gli orizzonti e il destino raramente si somigliano. Li avessimo visti sparpagliati per terra senza sapere nulla della bomba, questi frammenti di scuola e questi brandelli di eleganze ci avrebbero …

"L´alta moda al Louvre e agli Uffizi ma sulle passerelle scoppia la polemica", di Maria Cristina Carratu

L´era della incompatibilità «ideologica» è finita, arte e moda, ormai è noto, sono unite dal gene della creatività. E però: davvero cultura e fashion system sono tanto affini da giustificare un defilé dentro Louvre o Uffizi? È quello che succederà fra poche settimane a Parigi e a Firenze, come hanno annunciato quasi in contemporanea due maison fiorentine, Ferragamo e Stefano Ricci, la storica griffe delle dive, e lo stilista fornitore di camicie per Mandela e Obama. In tutti e due i casi i grandi musei si apriranno alle sfilate per la prima volta: il Louvre offrendo a Ferragamo il Peristilio Denon (il defilè di Louis Vuitton, a marzo, si è tenuto nel più decentrato Carrée du Louvre), loggiato all´aperto che fa parte integrante del museo, e dove il 12 giugno il direttore creativo Massimiliano Giorgetti presenterà al collezione Resort 2012. Gli Uffizi aprendo a Stefano Ricci (18 giugno) il Corridoio di ponente, pieno di statue romane acquistate da Cosimo III. Non si conosce, al momento, l´entità esatta della contropartita ottenuta dei due colossi museali. Di …