Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La sfiducia nella scienza danneggia tutti", di Eugenia Tognotti

Semmai ci fosse (ancora) bisogno di verificare il peso e l’influenza della cultura scientifica in Italia, ecco arrivare, da una parte, le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Trani, balzato agli onori delle cronache per aver avviato un’indagine sul possibile legame tra vaccino trivalente e autismo. Dall’altra, le notizie su una prossima discesa in campo di diverse Procure, indifferenti ai pronunciamenti di esperti, autorità sanitarie, dello stesso ministro della salute, che hanno ribadito come manchi, allo stato attuale, ogni evidenza scientifica per sospettare un nesso di causa-effetto. Ogni richiamo, ogni appello alla ragionevolezza ha avuto lo stesso ascolto delle proverbiali prediche di San Giovanni Battista nel deserto. Di certo non sembrano aver scalfito le certezze del procuratore di Trani che ha affermato di essersi basato – nientemeno – sul presupposto «che diverse sentenze del giudice del lavoro, competente per i risarcimenti, hanno accertato che esiste un nesso di probabile causalità». Aggiungendo di aver affidato la scelta dei periti ai carabinieri del Nas che si rivolgerà a «esperti di profilo internazionale e assoluta imparzialità». Affermazione che …

“No ai corsi anti-omofobia” A scuola l’ultima battaglia tra i laici e i cattolici, di Vera Schiavazzi

L’ultimo episodio della battaglia risale a pochi giorni fa: il 20 marzo è arrivata a tutti i dirigenti scolastici di elementari, medie e superiori una circolare del ministero dell’Istruzione che “rinviava a data da destinarsi” i due giorni di corso di formazione per insegnanti previsti per questa settimana, confermando così una voce che circolava da tempo. A denunciare l’inconfessabile desiderio di lasciar cadere l’iniziativa era stata, a Montecitorio, la deputata Michela Marzano (Pd), con un’interpellanza, mentre Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione, vicino a Angelino Alfano, si impegnava da tempo contro “l’indottrinamento dei giovani” nelle scuole, remando contro l’intervento delle associazioni gay. L’interpellanza di Marzano, insieme alla pronta reazione di una parte delle associazioni impegnate per i diritti glbt hanno rotto il silenzio. Rivelando veti incrociati e lotte intestine che risalgono ai governi Monti e Letta, e all’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni del dipartimento Pari Opportunità del governo. «Il 19 aprile del 2013 — ricorda Marzano nella sua interpellanza — il governo ha formalmente adottato una “Strategia nazionale LGBT 2013-2015”, un piano di azioni di risposta alle discriminazioni …

"Matematica è cultura", di Michele Emmer

«I cambiamenti nell’educazione non produrranno miracoli. La divisione della nostra cultura ci renderà più ottuso di quello che potremmo essere; non porteremo alla nascita di donne e uomini che capiranno il nostro mondo come Piero della Francesca fece con il suo, o Pascal, o Goethe. Con un po’ di fortuna però, possiamo educare una larga parte delle nostre menti migliori, in modo tale che non siano ignari delle esperienze creative sia nell’arte che nelle scienze». Il 6 ottobre 1956 veniva pubblicato sul New Statesman un articolo di Charles Percy Snow che poneva un problema che sarebbe poi stato sviluppato in una conferenza ed un libro tre anni dopo. Il libro era intitolato The Two Cultures («Le due culture») e metteva a confronto la cultura scientifica e quella umanistica. Toccava temi molto sentiti, tanto che il libro scatenò una lunga polemica che spinse Snow qualche anno dopo, nel 1963, a pubblicare una appendice al libro che si conclude con le parole citate all’inizio. Nella introduzione alla edizione del 1993 Stefan Collini, professore di letteratura inglese all’università …

"Elogio delle Università Statunitensi. Conservano la memoria nel Paese fragile", di Dacia Maraini

In volo, di notte, in una cabina afosa, tengo fra le mani un diario di Albert Camus sul suo viaggio in America nel 1946. La prima notte di viaggio, lo scrittore francese si trova in una cabina di nave con diverse cuccette. Ed è preso dal panico. «Ho impressione di respirare il respiro degli altri e mi viene una voglia furiosa di andare a dormire sul ponte». Ma lo dissuade il freddo. Si rintana nel suo lettuccio con in mano Guerra e pace , «come sarei stato innamorato di Natacha!» scrive desolato. Il viaggio, ogni viaggio, che sia in nave o in aereo, è una piccola scomoda avventura dentro un tempo e uno spazio che ci sono estranei e a volte ostili. Andiamo avanti o indietro? E cosa significa trovarsi con un corpo che conserva tenacemente una memoria temporale diversa da quella in cui ci troviamo a respirare e camminare?Eppure eccomi a passeggiare per i vialetti innevati di una università americana, consapevole che il cuore pulsante di tutto questo sapere sta in una costruzione dall’aria …

"Nel paese dei nomòfobi", di Franco Cordero

Etimologia greca: nómos (da némein, spartire) significa regola, limite, misura; sopra Zeus, legislatore celeste, vigono norme fondamentali, perché nel cosmo regna la Moira, un equilibrio impersonale. Molti italiani sono nomòfobi, sordi all’idea d’una razionalità normativa, e smaniano seminando disordine. Il fenomeno esplode un secolo fa, contro Giolitti, colpevole d’essere democratico, impoetico, non eroico. Appartengono allo stesso ceppo estetismo dannunziano, retorica imperialista (l’Italia proletaria, in pectore signora del Mediterraneo), freddo cinismo reazionario (officia Alfredo Rocco, consulente d’industrie covate dallo Stato), impresa futurista (Tommaso Marinetti, uomo da mercato e vaudeville). Scoppiata quasi dal niente una guerra europea, l’impasto virulento innesca febbri interventiste. Le infiorano profeti in cattiva giornata, vedi Gaetano Salvemini. Quel laconico cuneese tentava d’impedirla: l’Italia non ha motivo d’entrare nel mattatoio fumigante, né pare serio colpire gli alleati d’un trentennio; a parte gli aspetti morali, rischia l’osso del collo; bene che vada, uscirebbe stravolta. Lo pensano anche Senato e Camera ma fascisti ante litteram gli saltano addosso: manca poco che l’ammazzino, istigati dal poeta; era pronta la scala con cui espugnare l’appartamento. Lo salva un …

"La maschera del patriottismo", di Bernardo Valli

Il patriottismo è difensivo; il nazionalismo è aggressivo. I due giudizi, benché non sempre applicabili, sono ormai classici. Samuel Johnson diceva che «il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie», ma sbagliava, pensava in effetti al nazionalismo, espressione che al suo tempo non esisteva ancora. Il patriottismo è comunque vecchio stile. È aristocratico. Mentre il nazionalismo è moderno, sempre attuale, e populista. Marine Le Pen ha confuso i due termini. Non è la sola. Capita a tanti. La presidentessa del Front National, in queste ore ai vertici della cronaca, ha minacciato di querelare chi definisce di «estrema destra» il suo partito, e ha suggerito di chiamarlo «patriottico ». POI, ripensandoci, ha preferito non a torto «nazional-populista ». Il termine ha radici nell’Ottocento (John Lukacs), ma riesumato e ammodernato (P. A. Taguieff) serve a indicare un movimento o una corrente di pensiero che difende il particolarismo identitario (l’individuo e non il cittadino); che si dichiara per il popolo contro le élite; che denuncia il multiculturalismo; e che rifiuta la globalizzazione. Più semplicemente che invoca il ritorno alle …

"Parità di genere, la sfida viene dall’Onu", di Valeria Valente e Pia Locatelli

L’umanità è composta da donne e uomini. Rispettarne l’uguaglianza riconoscendone la differenza è un segno di civiltà, che conduce alla condivisione del governo dei processi politici, culturali, economici e sociali. Si tratta di una scelta fondamentale, profonda, cui consegue chiaramente che le donne, al pari degli uomini, sono indispensabili per lo sviluppo economico e sociale dell’umanità e che la parità di genere e le politiche concrete di pari opportunità non sono il punto di vista di una parte o l’obiettivo proprio delle donne ma temi che riguardano tutti. A mettere nero su bianco che le donne sono «soggetto politico che vuole e deve partecipare ai processi di crescita e di sviluppo» indispensabili per consentire agli Stati e ai governi di raggiungere gli obiettivi del Millennio è l’Onu, in particolare la Commissione sulla condizione femminile alla cui 58esima sessione abbiamo partecipato in rappresentanza del Parlamento italiano. Da quel punto di osservazione, in cui ci siamo trovate per qualche giorno, il voto della Camera che ha bocciato gli emendamenti all’Italicum sulla rappresentanza di genere, è apparso ancora …