Tutti gli articoli relativi a: cultura

Un premier nell’era della “poli-tainment”, di Giancarlo Bosetti

Il salto di stile nella comunicazione del primo ministro, tra Renzi e i suoi predecessori, tutti, compreso il già disinibito Berlusconi, è molto alto, tanto che qualcuno potrebbe anche farsi male. Le intenzioni dello show “con slides” sono chiare. Ricordano certi cambi di management nelle aziende decotte, quando arriva il tagliatore di costi (e di teste) che vuole dare un segnale scioccante: niente sarà come prima, la “svoltabuona”. L’annuncio della vendita su e-Bay di 1500 auto o la chiusura di sedi regionali Rai sono questo genere di segnali, anche se di problematica realizzazione. È come nei racconti di duri e spietati capitani d’impresa che chiedono a tutti i“quadri”di lasciare sul tavolo dell’amministratore delegato le carte di credito aziendali. Lo shock in quei casi funziona. E anche la battuta più forte di Renzi è chiara: «Il nostro avversario è chi dice: “Si è sempre fatto così”». Il manager che prepara il grande down- sizing di solito ha di fronte una platea di scettici o di increduli, che ritengono che poi tutto si aggiusterà e tornerà come …

"Il decalogo anti-corruzione", di Roberto Saviano

Negarlo sarebbe colpevolmente ingenuo: ciò che rende l’Italia un Paese in cui sembra non valere più la pena investire e da cui sembra sempre più necessario emigrare è soprattutto la corruzione. Una corruzione che non è il banale istinto a rubare, che razzismi minori imputano alla cultura di un Paese. Non si tratta di episodico malcostume, ma di meccanismi reali, fin troppo tangibili, concreti e diffusi ovunque: una macchina sommersa e infame che garantisce i complici del sistema e esclude gli onesti. E spesso trasforma in complici gli onesti: costretti a piegarsi per vedere riconosciuti i loro diritti. Perché chi ne sta lontano vede chiudersi troppe porte. Chi la vuole evitare, vede ridursi la possibilità di accedere ad appalti, cariche, ruoli, affari. La corruzione sembra divenuta il metodo di selezione principale in un paese che non sa più premiare merito e concorrenza. Se non sai chi pagare e quanto pagare, spesso non avrai le autorizzazioni giuste, il documento che ti occorre, l’accesso a una informazione. Chi non paga non verrà eletto. Chi non sa innescare …

Stile pizzeria. Povera Pompei Quando i restauri sono «low cost», di Luca Del Fra

Lo hanno battezzato con ironia «Bella Pompei, pizzeria forno a legna». Con malevolo sarcasmo una villetta abusiva costruita da un geometra della terra dei fuochi. È il restauro della casa del Criptoportico, il primo intervento del Grande progetto Pompei, che arriva dopo quattro lunghi anni dai grandi crolli del 2010 e lascia molte perplessità. Rischia di essere l’ennesima di- sfatta per il sito archeologico che da celebre sta diventando famigerato. Più che gettare la croce su qualcuno, occorrerebbe aprire una seria discussione. Architetto viennese di nobile famiglia ungherese, Andràs Palffy è considerato per i suoi progetti uno dei guru del restauro architettonico internazionale e non ha dubbi: «L’intervento sul Criptoportico mi sembra distrugga più di quanto non conservi». La premessa è che «In ogni restauro occorre differenziare ciò che è storico dalla struttura che lo conserva: in questo caso ci troviamo di fronte a una ricostruzione in stile disneyano, ma realizzata con mezzi modesti. Se oggi è possibile distinguere i mattoni moderni da quelli antichi, tra due anni quanti visitatori saranno in grado di farlo? …

Italicum e parità di genere: ha vinto il fronte dei conservatori (delle disuguaglianze)

Dopo molti stop and go, la lunga giornata dell’Italicum a Montecitorio si è conclusa con l’affossamento degli emendamenti sulla parità di genere. Uno ad uno sono caduti tutti, da quello sull’alternanza di genere nelle liste a quello sul 50% dei capolista, fino alla soluzione di compromesso che prevedeva una quota di capolista per ciascun genere non superiore al 60%. Le deputate del Pd hanno lasciato l’aula in segno di protesta contro quei compagni di partito che hanno votato contro: almeno 40 i sì mancanti nell’ultimo voto. E la democratica Giuditta Pini non usa mezzi termini per maledire i compagni onorevoli: “che lo spirito di Lorena Bobbit accompagni stanotte i colleghi che hanno bocciato l’emendamento”, scrive in un tweet. Ma la delusione è amara per tutte le 90 deputate (anche di Fi, Ncd, Sc, Udc e Pi) che hanno firmato nei giorni scorsi un appello ai leader dei propri partiti, scontrandosi con un fronte maschile trasversale più numeroso, compatto e inflessibile del loro. Ed è una dolorosa battuta d’arresto anche per il movimento di donne che, …

"Il cartello dei sessisti", di Chiara Saraceno

Non è passata l’alternanza uomo-donna nelle liste elettorali. La curiosa neutralità del governo e del decisionista Renzi su questo punto e il voto segreto hanno lasciato libero il campo al “cartello” che da sempre e trasversalmente difende strenuamente la quota azzurra. Anche parte del Pd, in contrasto con lo statuto e le dichiarazioni ufficiali, si è schierata a difesa del mantenimento dello status quo. Una situazione che lascia alla discrezione delle segreterie dei partiti se e quante donne mettere in condizione di essere elette di fatto proteggendo lo status quo in cui gli uomini sono maggioranza. Perché solo di questo si tratta. È un errore, infatti, parlare di quote rosa ogni volta che si cerca di scalfire il monopolio maschile, di ridurre le “quote azzurre”, che molti uomini (ed anche qualche donna) continuano a ritenere un naturale diritto divino in tutti i luoghi di potere politico ed economico. Sarebbe molto più corretto parlare di norme antimonopolistiche, che impediscano la formazione di un “cartello” basato sul sesso. Sarebbe più chiaro qual è la posta in gioco …

"Un voto contro il Paese", di Sara Ventroni

Chi ha paura delle donne? Il Paese no. L’Italia è pronta. Eppure s’è deciso di andare contro il sentimento del tempo, con il voto segreto in Parlamento, a sigillo di una convenienza camuffata da libertà di coscienza. Così, all’arma bianca, hanno bocciato gli emendamenti alla legge elettorale. Come se si trattasse di un vezzo. Di un capriccio. E li hanno debellati senza troppi complimenti. Per ogni donna che entra, un uomo deve stare fuori. Non è la jungla, ma la rappresentazione plastica di una legge elettorale, l’Italicum (checché ne dica il relatore Francesco Paolo Sisto: la sentenza della Corte Costituzionale n. 422 del 1995 è stata superata dalla nuova formulazione dell’arti- colo 51 della Costituzione) – a rischio di incostituzionalità, per il premio di maggioranza, e per le liste bloccate. E dunque: se di liste bloccate si tratta, donne e uomini hanno lo stesso diritto di competere per la piena eleggibilità. Non è una crisi di nicchia, non è una rivolta subalterna. Non è un computo piccolo-piccolo, da ghetto, ma l’indicazione di un correttivo essenziale. …

"Salviamo i soprintendenti", di Andrea Carandini

Caro direttore, le Soprintendenze fanno discutere, sono ottocentesche, a volte fanno perdere la pazienza; ma non vanno abolite, anzi vanno rafforzate (semmai a danno della burocrazia centrale del Ministero), sostenute e ammodernate. A volte fanno perdere la pazienza agli speculatori, e allora fanno bene. Altre volte fanno male, come quando hanno autorizzato un bruttissimo Museo della Città a Palazzo Pepoli a Bologna( nessuno ha fiatato!) o dicono dei no che solo un certo fondamentalismo giustifica, che non risolvono i problemi della Domus Aurea e di Pompei. Delle Soprintendenze è lecito discutere, si può anche criticarle, perché i suoi funzionari, che sono i soldati della tutela e che vanno rispettati e ascoltati, non sono sacrosanti come i tribuni della plebe e sovente fanno qualche errore. Ma lo Stato non può assolutamente privarsene, per ragioni costituzionali, visto che la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale è uno dei principi primi sui quali si basa la nostra Repubblica. Alcuni funzionari hanno una mentalità invecchiata, fanno ogni sorta di difficoltà, servono più le loro idee che i bisogni …