"L'infelicità che acceca", di Mariapia Veladiano
Ero sola. Non potevano vivere in questa disperazione». Le parole per dirlo le ha trovate lei e forse raccontano tutta la verità possibile su questo dramma che non si può quasi pensare. Una mamma ha ucciso tre figlie, non ha ucciso un neonato che ha appena preso forma nella realtà esterna a sé e può ancora rappresentare l’informe delle paure di una mamma giovane, abbandonata o depressa. Questa volta si tratta di tre bambine, una è quasi una ragazza, tre persone, con un carattere ben preciso, piene di pensieri e progetti e anche capricci le due più piccole, ma ormai limpidamente persone. Amano la mamma, e anche lei le ama. Lo raccontano le sue cure, i vicini, addirittura i social network che continuano a riportare le sue belle parole di mamma innamorata delle figlie e le sagge mature parole della figlia più grande. Questo rimane, bisogna impedire che il male annienti il bene che c’è stato. Poi le ha uccise, una a una, e per farlo tre volte ci vuole un mare di quella disperazione …
