Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Un governo rosa per iniziare un cambiamento concreto", di Valeria Fedeli

I contenuti e le proposte del discorso tenuto ieri in Senato dal Premier Matteo Renzi sono senz’altro condivisibili. Il premier si è assunto l’onore e l’onere di guidare una sfida che è e deve essere di tutte e tutti. Guardiamo e lavoriamo tutti con fiducia e ottimismo perché finalmente si avvii quel cambiamento per il quale da tanto tempo molti di noi si spendono, nell’impegno politico e sindacale, o nella fatica e nella passione del lavoro e dell’impresa. Finalmente ci sono timidi segnali di ripresa, ma intanto gli effetti della crisi sono ancora tutti presenti. Da quasi un anno una diversa responsabilità, che si è resa necessaria dopo i risultati elettorali e che ha trovato ancora la guida saggia e lungimirante del presidente Napolitano, ha sostituito le sterili contrapposizioni e la forzata costruzione di alleanze che hanno reso il nostro sistema politico fermo, incapace di dare risposte ai problemi reali di persone ed economia, fragile rispetto agli attacchi di forze populiste che giocano allo sfascio.
Ora abbiamo un nuovo governo che ha l’obiettivo vitale di attuare …

"I pennarelli e una foto di Einstein. Ecco cosa resta a Città della Scienza", di Gianluca Abate

C’è silenzio, a Bagnoli. Un silenzio strano, ovattato. L’autobus bianco spegne i motori dopo aver portato gli studenti a una mostra sul cervello. I gabbiani volteggiano senza emettere alcun suono. E anche il traffico di via Coroglio, una cacofonia di clacson e marce tirate, è un’eco che resta al di là del muro di cinta. Dentro, davanti al mare, si sentono solo i rumori di ciò che calpestano le suole delle scarpe: il crepitìo dei vetri rotti, lo scricchiolìo delle travi di legno bruciate, lo scrocchio dei mattoni sbriciolati, lo stridìo delle lamiere accartocciate. Ogni oggetto ha un suono, qui. E quei suoni raccontano ciò che accadde a Città della Scienza la sera del 4 marzo di un anno fa. Ché il rumore si fa immagine, e ti sembra quasi di vederli quei vetri che esplodono per le otto bombe, le travi di legno che vengono giù dal tetto, i mattoni che iniziano a sfarinarsi, gli exhibit che si fondono per il calore. Lo Science center, il cuore dell’evoluzione e della tecnologia, un anno dopo …

"Sorrentino agli Oscar e Greco al Museo egizio: da qui Franceschini riparta per rilanciare la Cultura", di Andrea Purgatori

Al netto delle dichiarazioni d’intenti, sempre suggestive e sempre fumose, suggerisco al nuovo ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini di cominciare il suo nuovo lavoro tenendo a mente un paio di cose che sono accadute o stanno per accadere (chiedo perdono a Paolo Sorrentino se non sono napoletanamente scaramantico): la nomina di Christian Greco alla direzione del Museo Egizio di Torino e la possibile vittoria agli Oscar de La Grande Bellezza. Greco ha 39 anni e, a quanto mi risulta, nessuna tessera di partito in tasca, né appartenenze a consorterie parareligiose o massoniche ma solo la propria competenza, che ne ha fatto uno dei massimi esperti di egittologia al mondo (se non fosse emigrato, dubito che adesso potrei portarlo ad esempio). Sorrentino, 43 anni, è un cineasta e scrittore che ha conquistato un posto da protagonista nel panorama del cinema internazionale. E per diventare regista non ha mai avuto bisogno di iscriversi a un qualsivoglia club, tranne che a quello di chi difende con passione l’arte del cinema italiano, la sua storia, il suo futuro, …

"Internet ha cambiato la democrazia. La vecchia politica fa male a resistere", di Sebastiano Maffettone

Adoro il puzzo stantio delle vecchie librerie, e scartabellare tra i volumi, anche in una bancarella, mi riempie di gioia. Tuttavia, compro il novanta per cento dei libri in rete su Amazon. YouTube e simili hanno smantellato l’industria discografica e oramai le canzoni si ascoltano e si acquistano con il computer. Lo stesso sta succedendo negli Stati Uniti, e c’è da giurarlo tra poco anche da noi, con Netflix e il cinema. L’informazione tradizionale e l’università sempre più risentono della concorrenza in rete, così come paghiamo le bollette delle nostre utenze via web e non c’è ditta o attività commerciale che non apra un bel sito da cui acquistare. La finanza poi è addirittura impensabile senza la rete. Persino le religioni oramai ne fanno largo uso: il Papa twitta, e il culto che fa più nuovi proseliti nel mondo, l’Evangelismo, è quella che ha più antica dimestichezza col web. Insomma, sopravvalutare la rilevanza della rete è difficile. Come dubitare allora che una rivoluzione del genere non finisca per cambiare anche la politica? D’altronde casi che …

"Italiani sempre più poveri il 52% si sente ormai parte della classe medio-bassa", di Vladimiro Polchi

Una nebbia densa grava sul Paese. È la «grande incertezza ». Il 73% degli italiani trema per la crisi economica. La disoccupazione angoscia quasi la metà dei nostri concittadini. E la criminalità? Fa paura, ma non più come un tempo. Il nemico più temibile oggi è il politico: è lui lo «straniero più ostico». A mappare le nostre ansie è il settimo rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, realizzato da Demos&Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis. La “graduatoria delle paure” conferma l’intreccio tra insicurezza economica e politica. Il 68% degli italiani afferma di sentirsi frequentemente preoccupato per “l’instabilità della politica”. Appena il 13% ripone fiducia nello Stato (il valore più basso tra Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Italia). I temi economici rimangono nelle prime posizioni. Fra tutti, è la perdita del lavoro a occupare la vetta (49%), secriminalità. guita dalla paura di perdere la pensione (44%). Complessivamente l’insicurezza economica riguarda il 73% degli intervistati: sei punti meno dello scorso anno, ma quindici più del 2009. «Più che di un cambio di tendenza — …

"La legge vergogna. Fecondazione assistita, la “40” compie dieci anni", di Marco Bucciantini

Dieci anni: nel febbraio del 2004 il parlamento italiano votò e legiferò su una materia che nutriva la vita e le speranze di milioni di persone: la procreazione assistita. Quella legge ha un numero identificativo: 40. Ha madri e padri da cercare in un brodo culturale che colloca l’Italia abbastanza indietro nella classifica della modernità e dell’umanità, anche se chi volle e difese quella legge aveva in bocca le parole più struggenti (e le irrobustiva con dati spesso falsi, e le impressionava di paure medievali). In quegli anni per le immonde leggi che salvavano uno (uno solo, Berlusconi, nelle intenzioni, e molti altri accidentalmente) si disse: leggi vergogna. Questa legge aveva un numero, molti fieri oppositori, molti indefessi difensori, un po’ di gente che raccolse firme per un referendum che non vide il quorum nemmeno da lontano (intorno al 25%), un legislatore succube di chi vedeva la vita ovunque (negli embrioni, intestatari di diritti, nel corpo di Eluana) e spaventato da chi voleva crescerla nelle coppie con problemi di fertilità. Ma era una legge vergognosa. …

"Le identità rubate alle ragazze sulla Rete", di Erika Dellacasa

Sono soprattutto giovanissimi, per lo più ragazze. Ma ci sono anche una studentessa universitaria e una commercialista. E poi un dentista. Tutti vittime della stessa trappola: il «furto d’identità» su internet, la creazione di un falso profilo Facebook o altre perfide «costruzioni» virtuali in rete che provocano danni concretissimi. Almeno quaranta denunce negli ultimi mesi sono arrivate alla polizia postale di Genova e la stessa Procura ha alzato il livello d’attenzione su quella che chiama una «reiterazione del fenomeno», tanto che il procuratore aggiunto Franco Cozzi ha aperto diversi fascicoli con ipotesi di reato rafforzate: dalle molestie allo stalking. E poi diffamazione, propagazione di notizie false e lesive della persona e l’elenco potrebbe non fermarsi qui. Lo stalking, ad esempio, si può applicare al caso della giovanissima che ha visto il suo cellulare postato da un ex fidanzato su siti erotici con il risultato che la studentessa veniva chiamata ad ogni ora da persone non esattamente educate. Lo stalking è avvenuto, per così dire, per interposta persona: non è stato l’ex in vena di vendette …